Onimusha Warlords Remaster: nostalgia di samurai e demoni – Recensione

Il 2019, per una serie di coincidenze probabilmente, sarà l’anno del Giappone (videoludicamente parlando, s’intende).

Dopo gli annunci visti all’E3 di giochi come Sekiro: Shadow Die Twice, NiOh 2 e Ghost of Tsushima, i fan del Sol Levante sembrano chiedere sempre più giochi con ambientazioni giapponesi.

Capcom non si è fatta pregare regalandoci Onimusha Warlords Remaster, l’edizione rimasterizzata in HD del primo storico capitolo per PS2 e disponibile già dal 15 Gennaio per PC, PlayStation4, Xbox One e Switch.

Ecco la recensione di Onimusha Warlords Remaster per PS4

In un periodo in cui si abusa spesso dei termini “Remaster” e “Remake”, Capcom utilizza ragionevolmente il primo regalandoci una riedizione con textures in alta risoluzione applicate ai personaggi, scenari e cutscene rivisti, supporto per 16:9 e 4:3, l’Easy Mode accessibile fin dall’inizio, controlli ottimizzati per gli stick analogici, musiche e dialoghi incisi ex-novo.

Non poteva andare meglio di così, poiché il gioco è il medesimo del 2001… forse troppo.

Sia chiaro, il primo Onimusha l’ho adorato alla follia: la scrittura così dannatamente coinvolgente, i personaggi eroici, i tanti demoni da trucidare con le armi più varie e con i diversi poteri; ma questa remaster mi è sembrato un lavoro abbastanza “pigro”, specialmente per quanto riguarda il miglioramento delle textures.

Si poteva fare un lavoro più certosino ma, si sa, noi gamer non siamo mai soddisfatti.

Questa remaster mantiene intatto lo spirito dell’originale Onimusha su PS2

Ma la grafica non è tutto in un videogioco, infatti Onimusha Warlords Remaster è davvero una perla.

Capcom, con questa riedizione, ha preservato questo aspetto fondamentale del gioco permettendo a nostalgici e nuove leve di vivere le avventure di Samanosuke ai tempi del Giappone Fudale, godendo di quel senso di soddisfazione maturato grazie al gioco originale.

Uno dei punti di forza della serie Onimusha, infatti, è la stupenda trama che mescola elementi realistici come la battaglia di Okehazama e personaggi realmente esistiti come Oda Nobunaga, famoso per aver unificato il Giappone.

Non sono stati tralasciati elementi sovrannaturali come i demoni e gli Oni, figure facenti parte del folklore tipicamente nipponico e che acquisiscono un ruolo fondamentale all’interno della storia.

Vivere i reali fatti storici come l’ascesa al potere dei più grandi condottieri giapponesi, supportati però da un patti demoniaci, mi ha regalato felicità e soddisfazione alla luce della finezza con cui sono intrecciate le reali vicende storiche con l’esitenza di creature spregevoli e maligne come i demoni.

Ritornano eventi e personaggi storici reali e creature del folklore nipponico

Il tutto si articola attraverso un gameplay ispirato ai primi Resident Evil (sempre di Capcom), da cui prende a piene mani elementi survival horror, con una telecamera quasi interamente fissa (e purtroppo molto spesso fastidiosa, almeno per il sottoscritto) e livelli che si sviluppano in schermate vere e proprie.

Ma nonostante la mancanza di un vero e proprio open world moderno, è presente un forte back-tracking che ci permetterà di ripercorrere i nostri passi per poter sbloccare vie e segreti che prima non potevamo ottenere, poichè non eravamo in possesso degli oggetti necessari o delle armi non adatte ad affrontare la zona.

A differenza, però, di Resident Evil, Onimusha Warlords Remaster rende il combattimento corpo a corpo una componente fondamentale all’interno del gameplay, dandoci la possibilità di ottenere armi diverse e di poterle potenziare collezionando le sfere necessarie, che corrispondono alle anime dei demoni sconfitti.

La raccolta di queste ultime può essere fatta tramite il Guanto degli Oni, donato al nostro Samanosuke dal Consiglio dei 12 Oni e ci darà, inoltre, la capacità di utilizzare appunto particolari sfere che ci doneranno i poteri del fulmine, del fuoco e del vento, facilitandoci la battaglia contro i nostri nemici.

Un gameplay che si ispira a Resident Evil con l’aggiunta del combattimento all’arma bianca è ciò che caratterizza lo spirito di Onimusha Warlords Remaster

Purtroppo, per quanto gli obbiettivi siano numerosi e grazie a i quali avremo molto da fare soprattutto col back-tracking, il gioco pecca di longevità dato che in sole 3/4 ore ho terminato la campagna principale, senza particolari difficoltà.

Solo in un dannato puzzle (ostico ora come all’epoca, del resto) mi ha impegnato per numerosi tentativi, quasi frustranti, ma una volta capito il meccanismo tutto è filato liscio come l’olio.

In conclusione, Onimusha Warlords è un’ottima remaster e, nonostante si potesse curare un pochino di più nella rifinitura delle textures, lo spirito dell’originale è rimasto intatto.

Rivivere la storia di Samanosuke e gli eventi reali dell’ascesa al potere dei più grandi condottieri giapponesi, raccontati in maniera così cinematografica e intrecciata con le macchinazioni dei demoni e delle bestie mitologiche giapponesi, mi ha sinceramente divertito come la prima volta, restando, nel complesso, un ennesimo ottimo lavoro fatto da Capcom.

Spero vivamente che, in futuro, la casa di Osaka possa prendere in considerazione l’idea di una remaster anche per gli altri capitoli della saga.

Onimusha Warlords Remaster è disponibile su PC, PS4, XBox One e Nintendo Switch.

Con più di 2 milioni di copie vendute fin dal 2001, anno della pubblicazione, il classico gioco di azione e sopravvivenza ambientato nel periodo degli stati belligeranti ritorna.

Questa versione presenta grafica ad alta risoluzione, supporto per schermo panoramico 16:9 e opzioni di comando modernizzate che consentono di godere al meglio il combattimento con spada che fin dall’inizio ha lasciato a bocca aperta i giocatori di tutto il mondo.

78%

Onimusha Warlords Remaster

Onimusha Warlords Remaster è un'ottima remastered, seppure un po' "pigra", che mantiene lo spirito dell'opera originale e diverte proprio come diciotto anni fa.

  • Remaster che mantiene lo spirito originale
  • Dialoghi ridoppiati nella versione Giapponese
  • Storia sempre bella e intrigante
  • Si potevano curare un po' di più le textures
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