attacco hacker

Germania colpita da un enorme attacco hacker che ha coinvolto anche Angela Merkel

Di solito la lingua tedesca ci riserva termini prepotentemente forti per descrivere una situazione ben precisa.

Stavolta, però, con l’aiuto del traduttore, la parola “grosse angriff” (grande attacco più o meno) non sembra rendere merito all’imponente attacco informatico che ha colpito la Germania e la sua classe politica.

La Germania e i suoi politici sono stati colpiti dal più grande attacco hacker della storia tedesca

Questa massiccia cyber-incursione dello spazio digitale teutonico, la più grande che i tedeschi abbiano mai subito, ha portato alla sottrazione e diffusione di migliaia di informazioni sensibili appartenenti a personalità politiche di spicco, ma anche anche giornalisti, musicisti e personaggi televisivi.

Sono stati hackerati, infatti, i dati di centinaia di politici, giornalisti e altre personalità, compresi il il Presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier e la stessa cancelliera Angela Merkel.

Secondo quanto riferito dalla BBC, le vittime si sono viste trafugate e-mail personali, messaggi di chat private, profili anagrafici e finanziari, foto e tanto altro materiale che, ovviamente, è subito finito online, gran parte tramite un account Twitter che si definisce “Security Researching – Artisti, satira e ironia“, identificato dai media tedeschi come @ _0rbit, seguito da oltre 17.000 follower, e ora sospeso.

Sebbene i dati trafugati siano stati pubblicati in maniera “diluita” nel tempo (con dati anche precedenti al 2018), accorpandoli a informazioni già trapelate negli scorsi anni, la cosa non è stata resa nota fino a giovedì scorso.

Come detto in precedenza i più colpiti sono stati i politici, i partiti e i principali gruppi parlamentari con l’esclusione, a quanto pare, delle formazioni di estrema destra.

Un attacco vasto ma, all’apparenza, disorganizzato

Questo particolare ha spinto più di qualcuno ad azzardare che dietro l’attacco hacker ci possa essere la “regia” occulta di un paese straniero (la caccia alle streghe avrebbe già puntato il dito contro l’estrema destra tedesca e la Russia), anche se gli analisti parlano di un attacco abbastanza disorganizzato, anche nella divulgazione delle informazioni rubate, cosa che farebbe ragionevolmente pensare che dietro la massiccia cyber-infiltrazione non vi siano governi o entità molto “strutturate”.

Il ministro dell’Interno tedesco Seehofer ha dichiarato che l’analisi preliminare ha dimostrato che le informazioni trafugate sono state ottenute attraverso l’uso illecito delle credenziali di accesso a servizi cloud, account di posta elettronica (sfruttando le vulnerabilità dei software) o social network.

Nonostante le istituzioni che stanno indagando sull’accaduto hanno gettato acqua sul fuoco, rivelando che i dati sottratti non contemplano nulla di “scandaloso”, è comunque importante notare come la cybersecurity delle istituzioni tedesche si sia dimostrata comunque vulnerabile ad un attacco ad ampio spettro, cosa che diventa ancor più “significativa” con le elezioni europee dietro l’angolo e considerando che già nel 2015 il Bundestag (il parlamento tedesco) era finito preda degli hacker.

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