londra in rosso e grigio cover

Londra in rosso e grigio: Morgan e Dylan alla resa dei conti! – Recensione

Come si lega un lettore ad una storia doppia? Semplice, metti un finale d’effetto alla prima parte e tieni il lettore in ansia per un mesetto, rosolandolo a fuoco lento con un mix di curiosità e aspettative. Che è la ricetta con cui il trio Recchioni-Chiaverotti-Romero ha cucinato a dovere i lettori della storia in due parti che ha unito Dylan Dog e Morgan Lost. Londra in rosso e grigio arriva ai lettori affamati con un ricco buffet di emozioni che fa impallidire i pranzi natalizi.

Londra in rosso e grigio chiude il primo tempo dell’incontro tra Morgan Lost e Dylan Dog!

Il finale di Incubi e serial killer è il classico cliffhanger che alza il tenore della storia prima di lasciarti col cuore in gola. Capita, quando a scrivere la trama son due ottimi narratori come Roberto Recchioni (soggetto) e Claudio Chiaverotti (sceneggiatura). Devo confessare che inizialmente l’idea dell’incontro tra Dyd e Morgan Lost mi incuriosiva e spaventava in ugual misura. In quest’ultimo periodo casa Bonelli ha dato vita ad alcuni interessanti incontri, uno su tutti L’abisso del male, in cui ritorna in azione nuovamente Dyd in compagnia di Martin Mystere. A darmi fiducia, era però il duo autoriale, che rappresentava da un lato il voler dare una nuova linfa al mito dell’Indagatore dell’ Incubo (compito che Recchioni ha svolto al meglio, secondo me) dall’altro la presenza dello sceneggiatore che dopo Sclavi, creatore del personaggio, ha rappresentato il meglio della lunga vita editoriale di Dylan Dog.

londra in rosso e grigio copertina

Continuava però ad lasciarmi sospettoso il difficile inquadramento di Morgan Lost, relegato in un mondo distopico che, ad una prima occhiata, ha poco legame con il neonato Universo Bonelli. Eppure, Recchioni e Chiaverotti sono riusciti a creare una storia in cui questo apparente distacco diventa l’occasione ideale per mostrare un Dylan Dog che non avremmo mai pensato. E qui è necessaria una piccola premessa: se non avete ancora letto Londra in rosso e grigio fermatevi.

Al termine della lettura di Londra in rosso e grigio mi sono ricreduto sui tutti i dubbi, perché Morgan Lost ha ospitato nel suo mondo un Dylan Dog sorprendente. Il lavoro di Recchioni e Chiaverotti è stato caratterizzato da una scelta precisa: mostrare cosa sarebbe disposto a fare un uomo disperato, come alla fine tutti possano avere un punto di rottura, andando contro anche la nostra anima e i nostri principi.

Questa rivoluzione del personaggio, diametralmente opposto al Dyd conosciuto in questi anni, non demolisce il carisma di Dylan Dog, ma mostra come sarebbe potuto esser l’uomo dietro il mito, se portato di fronte ad una scelta implacabile. E per farlo, viene rispettosamente presa la storia di Dylan Dog e la si rivede da un differente punto di vista, più umana se vogliamo. La presenza di Bree, forse uno dei veri amori di Dyd nella sua lunga carriera, è l’elemento essenziale di questa storia, che apre uno scenario completamente nuovo sul personaggio.

londra in rosso e grigio copertina 1

E non mi stupisce che a tentare questa sortita nel ‘possibile‘ siano stati Recchioni e Chiaverotti.

L’autore romano ha avuto il duro compito di traghettare Dylan Dog in un mondo nuovo, portandolo in una realtà che lo facesse evolvere, senza privarlo della sua natura. Il romanticismo e l’amore che hanno sempre animato le storie di Dyd non vengono meno in Londra in rosso e grigio, ma ne diventano il motore stesso, mutuati dalla visione di Morgan Lost. Ed è questo il bello, una narrazione che parte dall’idea di Recchioni e viene sviluppata da chi ha dato tanto a Dylan e ha costruito il mondo distopico di Morgan Lost.

Questa affinità di Chiaverotti con i due personaggi crea il giusto contrasto tra le differenti visioni del mondo. In questo equilibrio, il lato malinconico di Morgan si contrappone al romanticismo di Dyd, dando vita ad un contrasto emozionante, che lo sceneggiatore torinese utilizza al meglio per guidare il lettore in una storia in cui la sorpresa finale è una rivelazione che lascia senza fiato.

Nel leggere Londra in rosso e grigio ho ritrovato sia gli elementi base del mondo di Morgan Lost che i giusti riferimenti alla saga di Dyd, da Groucho a Bloch, ma soprattutto una nuovo capitolo del complesso rapporto di Dylan con la Morte, da sempre una linea narrativa tipica del personaggio.

londra in rosso e grigio copertina 2

A dare al tutto un tono ancora più appassionante è la promessa del Chiave (uno che le promesse le mantiene sempre, sappiatelo!) che questo primo tempo dell’incontro tra Morgan e Dyd avrà il suo seguito al termine delle Morgan Lost Black Novels, il nuovo arco narrativo del cacciatore di serial killer in arrivo dal prossimo mese.

L’intensità di questa storia ha trovato degna rappresentazione nel talento di Val Romeo. La disegnatrice sicula, uno dei nomi più amati del team di Morgan Lost, ha saputo infondere alle tavole una gamma emotiva travolgente. Su tutto, ho apprezzato particolarmente il lavoro fatto su Morte, che nonostante il suo aspetto lugubre ed un volto scheletrico riesce a sfoggiare una sensibilità ed una dolcezza, in alcuni punti, incredibili. Ancora una volta, la Romeo si presenta come una narratrice visiva impetuosa e travolgente.

Da premio anche la doppia copertina di Fabrizio de Tommaso, che con Londra in rosso e grigio viene finalmente completata. La visione ‘speculare’ e l’inversione cromatica delle due copertine di questo incontro compongono un’unica tavola davvero suggestiva, che meriterebbe di esser incorniciata.

Ed ora, non ci resta che attendere il 23 gennaio per vedere nuovamente Morgan Lost in azione con I colori del male, primo numero delle Morgan Lost Black Novels. Nel frattempo, Dylan Dog ha iniziato il suo lungo arco narrativo del 2019, il Ciclo della Meteora, iniziato con Che regni il caos!

Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed Instagram Feed
Leggiamo altro?
phasma
Phasma: il passato del temibile Capitano del Primo Ordine – Recensione