L’assedio di Adobe Walls: Deadwood Dick assaltato dagli indiani! – Recensione

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Da alcuni giorni è nelle edicole L’assedio di Adobe Walls, penultimo numero della miniserie Deadwood Dick, edita dalla Sergio Bonelli Editore sotto la nuova etichetta Audace dedicata ad un pubblico maturo. Il soggetto è dello scrittore americano Joe R. Lansdale, la sceneggiatura di Mauro Boselli, co-creatore di Dampyr assieme a Maurizio Colombo e curatore di Tex, mentre i disegni sono di Stefano Andreucci.

L’assedio di Adobe Walls è il secondo capitolo della trilogia finale della serie di Deadwood Dick

Nat Love, cowboy di colore realmente esistito alla fine dell”800, era uno che soleva spararle piuttosto grosse, ma mai si sarebbe aspettato che sarebbe diventato prima il protagonista di alcuni racconti e di un romanzo di Joe Lansdale e che poi tali racconti sarebbero diventati dei fumetti usciti per il principale editore italiano.

Eppure è proprio quello che è successo e ormai la miniserie dedicata alle sue disavventure sta volgendo al termine. Il numero di gennaio, infatti, sarà quello che chiuderà, si spera temporaneamente, la pubblicazione di quest’opera che ha dato una bordata non indifferente al fumetto italiano ricevendo lodi sperticate praticamente da chiunque.

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Se la prima coppia di albi, Nero come la notte e Rosso come il sangue, poteva essere un colpo fortunato, la seconda, composta da Tra il Texas e l’inferno e Il piombo e la carne, ha dimostrato che così non era e questa trilogia conclusiva, iniziata il mese scorso con Black Hat Jack e ora proseguita con L’assedio di Adobe Walls rappresenta la ciliegina sulla torta.

Deadwood Dick e il suo amico e collega Black Hat Jack si sono rifugiati al centro di Adobe Walls quando un intero esercito di indiani ha fatto la sua apparizione. Il gruppo di cacciatori di bisonti rintanatisi tenta di resistere all’assedio in ogni modo possibile fin quando dalla prateria giunge un inatteso rinforzo: la giovane Millie assieme al fratello, il quale viene ucciso dagli indiani, si unisce alla compagnia. Un colpo di fucile molto fortunato abbatte uno dei capi indiani, ma sarà sufficiente a far desistere la banda?

Dopo le ottime prove di Michele Masiero, Direttore editoriale della SBE, e di Maurizio Colombo, ormai guest star di lusso, è toccato allo sceneggiatore-principe Mauro Boselli prendere in mano le redini della serie con questa trilogia conclusiva, di cui L’assedio di Adobe Walls è la parte centrale. Certo, toccherà aspettare l’ultimo albo per dare una valutazione definitiva, ma per ora possiamo affermare che il lavoro svolto da Boselli è di prim’ordine. Per quanto lui stesso abbia ammesso di non trovarsi a proprio agio a lavorare su soggetti altrui, Boselli non mostra la minima esitazione e, pur ristretto nella gabbia imposta dai canoni della serie e dalla trama di Lansdale, riesce ad imprimere il proprio stile in questa dinamica e drammatica avventura che mette in scena uno dei più classici cliché del western.

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Boselli è il consueto metronomo umano nello scandire il ritmo del racconto con precisione millimetrica e nella regia delle vignette. Uno dei punti cardine di Boselli, ovvero la gestione dei dialoghi, è qui ricondotta agli stilemi di Lansdale e della serie, ma qualche bosellata ogni tanto fa la sua apparizione.

Quello di L’assedio di Adobe Walls, ovviamente, è un Boselli diverso da quello che possiamo trovare su Zagor, Dampyr o Tex, ma molte delle sue cifre stilistiche sono presenti.

E fra queste c’è anche la collaborazione con l’amico di lunga data Stefano Andreucci. Dopo averlo intercettato su Zagor nei lontani anni ’90 e averlo poi trascinato su Dampyr, serie della quale ha realizzato alcuni degli episodi più significativi, lo ha infine fatto approdare su Tex. Dopo una bella storia apparsa sulla serie mensile, la consacrazione definitiva è arrivata con il Texone Il magnifico fuorilegge del 2017, divenuto istantaneamente un classico.

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Andreucci, evidentemente un animo inquieto cui non piace stare troppo a lungo sullo stesso progetto, si è buttato a capofitto in questa nuova sfida e direi che l’abbia vinta in toto. La sua gestione del bianco e nero, la capacità narrativa e la tecnica sfoderata lo rendono indubbiamente uno dei migliori disegnatori al momento sulla piazza e non mi sto riferendo solo alla scena italiana. Andreucci farebbe mangiare la minestra a un numero così elevato di (presunte) superstar del fumetto che non basterebbero i fogli per contenerli tutti. Un operato con i fiocchi che testimonia, se mai ce ne fosse ancora bisogno, l’assoluto valore del disegnatore romano, che riconferma la sua arte con le tavole di L’assedio di Adobe Walls.

La resa finale della stampa è decisamente migliorata con il tempo, lontana anni luce dall’albo Tra il Texas e l’inferno che ha letteralmente fatto scempio del lavoro di Pasquale Frisenda, uscito letteralmente massacrato. Certo, la qualità è migliorata, ma non è ancora ottimale, e dispiace il fatto che si sia dovuti arrivare a ridosso della fine per avere un risultato decente.

Si spera che la pubblicazione in volume renda finalmente giustizia a tavole di cotanta magnificenza.

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