Dragonero: Il demone sotto la pelle, oscure tradizioni tra le nevi del Margondàr – Recensione

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Dopo la conclusione della doppia storia con antagonista il ghoul Rhooga, Dragonero torna in edicola con una storia in cui le nuove linee narrative emerse sulla scia della Saga delle Regine Nere tornano a farsi sentire prepotentemente. Dragonero: Il demone sotto la pelle riporta alla ribalta la magia oscura, una forma di incantamenti finora piuttosto rara e associata solamente ad avversari del nostro eroico scout.

Dragonero: Il demone sotto la pelle, strani riti e creature demoniache sulla strada di Ian

Dopo gli eventi che hanno scosso l’Erondar abbiamo assistito al crollo dei rigidi dettami della corte erondariana in termini di magia, conseguenza del nuovo assetto sociale che ha radicalmente cambiato gli equilibri di potere. Negli scorsi numeri, abbiamo visto all’opera questa magia oscura, utilizzata nientemeno che da Aura, nuova alleata di Ian e soci.

La new entry nel gruppo di avventurieri è uno degli elementi più interessanti del post Saga delle Regine Nere. La sua affinità con le pratiche magiche oscure la rende incredibilmente affascinante, dotandola di un carisma che affascina, soprattutto vedendo come la sua relazione con Ian nasconda un qualcosa di particolare. La sensazione che il legame tra i due sia più profondo di quanto crediamo , come ci ricorda Luca Barbieri nelle sue Cronache dell’Erondar, è un elemento che Luca Enoch, autore della storia di Dragonero: Il demone sotto la pelle, usa in modo divertente.

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Intrappolati dopo un brutto incontro con un feroce orso che ha sbranato le loro cavalcature, Ian, Gmor e Aura sono costretti a passare una notte in un riparo di fortuna. Rifocillati dal buon uso che Gmor fa dell’orso (nessun gruppo di avventurieri dovrebbe viaggiare senza un cuoco come l’orco!), i tre si preparano a riposare. Enoch gioca al meglio con il rapporto tra Ian e Aura, creando una situazione divertente giocata con un pizzico di sensualità ed ironia che viene imbastita sulla fraterna amicizia di Ian e Gmor.

L’apertura dell’albo è leggera, imbastita su una dinamica familiare per i lettori. Ma la nuova linea narrativa della serie non tarda a presentarsi. All’improvviso Ian e soci vengono attaccati da strani individui con indosso maschere orrende, che si rivelano essere delle giovani donne imbavagliate e legate.

A dare la caccia a queste giovani sono uomini che parlano una lingua incomprensibile, visti automaticamente dai Ian e compagni come una minaccia. Questo incontro diventa l’occasione per Enoch di inserire un nuovo tassello nella complessa riscrittura del mondo della magia di Dragonero, in cui viene integrata una componente ‘tradizionale‘ particolarmente intrigante. Dopo aver tenuto sotto controllo la magia con rigidi dettami, l’Impero ora non riesce più a vigilare con la solita tenacia ed in questa nuova libertà ricompaiono culti e tradizioni ritenuti estinti.

Dragonero: Il demone sotto la pelle è il primo albo che mostra realmente questo aspetto. Il culto mostrato da Enoch, presentato con una trama che fino all’ultimo inganna il lettore, mostra il carattere oscuro che anima il nuovo corso di Dragonero. Non si tratta della semplice magia mostrata, ma di come questa aura di minacce funeste sia sempre più in espansione nell’Erondar.

Abituati come eravamo a veder solo i Luresindi professare liberamente la loro magia ‘regolare’, vedere questa uso di magie oscure, specialmente da parte di Aura, è incredibilmente affascinante. La giovane che accompagna Ian e Gmor mostra una forza magica impressionante, anche se sembra ancora poco avvezza al suo utilizzo, mostrandosi a tratti quasi incapace di dominare le sue emozioni nel gestire la magia.

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A dare vigore a questo albo è il cambio di registro tra l’inizio frizzante e un crescendo di tensione che si sviluppa pagina dopo pagina, man mano che Ian e i suoi compagni iniziano a comprendere la realtà sotto i loro occhi. Difficilmente in passato abbiamo la barriera con il Mondo Infero farsi così sottile e lambire la realtà di Ian.

Personalmente, ho apprezzato molto il tono più duro con cui vengono presentate le storie di Ian. Nonostante una piccola imprecisione sulla presenza dei cavalli (e qui si scopre che anche gli autori, in fondo, sono umani!), il lavoro di Enoch è come sempre impeccabile, mostrando nuovamente la sua dialettica narrativa coinvolgente e ricca di sfumature.

Dragonero: Il demone sotto la pelle è una storia che esalta le pratiche magiche meno note dell’Erondar

Ad essere vincente, è il modo in cui Enoch riesce ad evitare il rischio della facile caratterizzazione di un cattivo in questa storia. In Dragonero: Il demone sotto la pelle non esistono villain, ma usanze ataviche che non vengono comprese, dando vita ad una sequenza di eventi scagionati da facili giudizi ed ignoranza.

A dare vita alla trama di Enoch è Walter Trono. Il disegnatore eccelle nel dare corpo ai personaggi femminili, valorizzando sensualità e danzando molto bene sull’aspetto ironico della vicenda iniziale. Dove Trono si scatena è nella costruzione della parte più oscura della storia, valorizzando i dettagli grafici che incalzano il lettore, sino all’esplosione di un talento visionario che anima creature da incubo, perfette incarnazione del male di questa storia.

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Particolarmente suggestiva la copertina di Giuseppe Matteoni, che crea un ottimo contrasto tra le inquietanti figure nell’ombra e il candore della neve. A completare la squadra di Dragonero: Il demone sotto la pelle ci son l’immancabile Luca Barbieri con le sue Cronache dell’Erondar e Marina Sanfelice a dare come sempre voce ai personaggi con la sua solita dedizione.

In edicola, oltre a Dragonero: Il demone sotto la pelle è ancora disponibile il Dragonero Magazine 2018, mentre in libreria potere recuperare il secondo albo di Senzanima, Fame. La serie regolare di Dragonero torna in edicola a gennaio con Il potere e la gloria.

E ricordate: Diverso è il passo, uguale è il cuore.

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