Redneck: Gli occhi addosso, i Bowman in fuga – Recensione

Il bello del fumetto americano è che ci sono momenti in cui ti accorgi che il meglio che ha da offrire non presenta cappe e mantelli, bensì uno spaccato che ritrae l’America che si preferirebbe ignorare, considerandolo un retaggio del passato. A questo spirito oscuro degli States si sono affacciate produzioni come Briggs Land e American Monster, che hanno portato alla ribalta il razzismo e la sfiducia in una società aperta e moderna. Sulla stessa scia si sono inseriti Donny Cates e Lisandro Estherren per la loro serie sui vampiri, che con Redneck: Gli occhi addosso presenta un secondo arco narrativo travolgente.

Redneck: Gli occhi addosso ci riporta nella vita dei Bowman, clan vampiro in fuga

In fondo al cuore, il primo volume di saldaPress che porta in Italia Redneck, ha avuto il merito di costruire in modo sopraffino una visione impietosa e cinicamente dell’America rurale, quella che difficilmente conosciamo e ci viene presentata, ma in cui si annida parte dell’elettorato di destra che ha dato la Casa Bianca a Trump. Attenzione, questo non significa che Redneck: Gli occhi addosso sia un fumetto politico o di protesta contro l’attuale establishment, ma ha la valenza di una lente tramite cui conoscere l’altro lato del sogno americano.

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Non è semplice riuscire a coniugare critica sociale e storia, ma Cates ha questa abilità, il saper rivestire con una maschera di storia dalle tinte horror un ritratto dell’America vera e schietta, fastidiosa se vogliamo, ma che è forse il lato più concreto dell’american way.

Utilizzare l’idea dei vampiri per mostrare questo sottobosco morale americano è stato una trovata avvincente. Voler ambientare questa storia all’interno di un paesino come Sulphur Springs è stato un ottimo partenza, ideale per presentare al meglio la tensione tra i due clan, quello dei Bowman e i Landry. Entrambi apparentemente prigionieri di una codice morale e sociale radicato nel loro DNA, in cui si intrecciano decenni di faida, alimentata da un contesto sociale che acuisce questi dissidi. Ma la vera chicca finale del primo volume era la fine di questa rodata dinamica, con una nuova vita che attende i due clan.

Redneck: Gli occhi addosso deve dare concretezza a quanto letto nel primo capitolo. Non è semplice dopo un esordio così promettente mantenere il livello narrativo, ma Cates riesce addirittura ad andare oltre al già ottimo livello di In fondo al cuore. La costruzione di un mondo così ricco di sfumature e di vitalità è la vera forza di Redneck, in cui i presunti mostri protagonisti sono ironicamente un perfetto ritratto di un’umanità meschina e disperata, costretta ad affrontare le proprie ansie e fallimenti.

I Bowman sono dovuti scappare dal loro rifugio, costretti ora a doversi nascondere per ricostruire una minima parvenza di normalità. Non è di certo facile, dovendo anche prendersi cura di un nuovo ingresso nel clan, Padre Landry, trasformato sul finire dello scorso volume. La difficoltà di accogliere nelle proprie fila un odiato nemico si aggiunge alla tensione nel mantenere un basso profilo, convivendo con la sete impellente.

L’educazione di padre Landry è figlia di una necessità, che costringe i Bowman ad accettare anche la propria dipendenza verso i propri famigli, Phil e Evil. Questa relazione si avvicina ad una concezione di famiglia, in cui Phil sembra quasi essersi fatto carico di un responsabilità che vive con amore e dedizione, cercando di trasmetterla al suo amico umano.

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Cates si muove tra abilmente in queste complicate relazioni, avvolgendo lo spettatore con una trama in cui a farla da padrone sono soprattutto i dialoghi. All’interno di Redneck: Gli occhi addoso le parole hanno un’importanza centrale, sono il veicolo con cui non solo vengono espressi i rapporti tra i protagonisti, ma anche la modalità tramite cui l’autore ci offre una visione cinica e al contempo lucida di una multitudine di temi, dalla religione alla famiglia, dai segreti alla vendetta e alla perdita.

Quanto di promettente visto nel primo volume viene ampiamente superato, con un Cates impetuoso che mira a colpire duramente il lettore.

Redneck: Gli occhi addosso sembra voler spingere i Bowman verso il baratro, distruggendo il loro mondo e quasi ribaltando il finale del primo volume. Padre Landry si rivela una creatura folle e capace di ribaltare la propria condizione di prigioniero in quella di carnefice.

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Cates si riconferma un signor narratore, capace di tener i lettori con il fiato sospeso nei momenti giusti, trasmettendo a Redneck: Gli occhi addosso un fascino incredibile. La visione di Cates dell’America profonda è impietosa e imperdibile, che la maschera della storia di vampiri non riesce a scalfire, ma anzi esalta mostrando come la mostruosità dell’animo umano sia a volte più pericolosa e nascosta di quanto si pensi. Difficile capire quanto siano inumani i Bowman, o se la loro natura sia in realtà una forma di disperata umanità, vissuta con la rassegnazione di chi cerca di arrancare in cerca di un piccolo attimo di respiro in mezzo ad una vita di avversità.

Redneck: Gli occhi addosso ancora una volta conta sui disegni di Lisandro Estherren, impeccabile nel trasmettere la durezza di questo mondo paranormale, rendendolo incredibilmente reale ed impietoso, spigoloso e magnetico. La colorazione di Dee Cunnife è il tocco finale per un comics d’atmosfera, dando il tocco finale di carattere all’ottima storia di Cates.

saldaPress continua la sua opera di pubblicazione in Italia dei prodotti di Image Comics/Skybound, offrendo una serie di pubblicazioni che consentano di scoprire un nuovo modo di raccontare l’America.

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