Star Wars: l’attore di Jar Jar Binks ha pensato al suicidio a causa delle critiche

Mi comincia giurno maxi okeyday, con buena pappa a colassione, poi bum, legge notizia maxi triste!

Ahmed Best, Jar Jar Binks di Guerre Stellari, ha confessato di aver pensato ad un gesto estremo per via del dolore provato a causa delle feroci critiche al suo personaggio

Ahmed Best, l’attore che ha interpretato Jar Jar Binks nella trilogia prequel di Star Wars, apparso per la prima volta in Episodio I: La minaccia fantasma, ha rivelato tramite un post Twitter come la feroce reazione dei fan, sfociata con un vero odio di alcuni di essi verso il personaggio, lo addolorò così tanto che pensò anche al suicidio.

l’interpretazione del goffo e maldestro gungan, amato dai bambini e dallo stesso George Lucas, ma criticato aspramente ed odiato da alcuni fan, ha pesato molto sull’attore che all’epoca aveva 25 anni ed era al suo primo ruolo da protagonista, tanto che Best arrivò a pensare di togliersi la vita perché convinto di essere la causa della delusione di tante persone, con alcune di loro che lo minacciarono anche di morte per “avergli rovinato i ricordi d’infanzia”.

L’anno prossimo saranno venti anni da quando ho affrontato delle critiche che ancora oggi hanno effetti sulla mia carriera.

Questo è il posto dove ho quasi messo fine alla mia vita. E faccio ancora fatica a parlarne.

Sono sopravvissuto e questo ragazzino è il mio dono.

Pur non citando esplicitamente il titolo del film, è ovvio che l’attore si riferisca a Star Wars: La minaccia Fantasma che uscì nel 1999, film in cui Best “prestò” solo il suo corpo alla macchina da presa dato che Jar Jar Binks fu realizzato con l’ausilio della CGI.

Forse sono tra i pochi a cui Jar Jar non dispiace affatto, forse sono ancora tra quelli che guardano i film di Star Wars con gli occhi di un bambino, ma ogni volta che mi capita di leggere e riportare notizie del genere penso a quante persone non meritino una singola goccia di sudore di tutti coloro che lavorano per portare sugli schermi incredibili avventure e favole che continuano a farci sognare.

Quello che mi rende felice sono comunque i messaggi di stima e di affetto che Ahmed Best sta ricevendo in queste ore e che confermano come l’idiozia sia limitata solo a pochi fanatici che farebbero bene ad usare la propria scatola cranica come fermacarte.

Fonte: BBC

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