Jimmy’s Bastards: Una cascata di bastardi – Recensione

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Prendete una voce autoriale perfettamente riconoscibile, mischiatela con dosi abbondanti di politicamente scorretto e di spregiudicatezza, aggiungete attualità tanto al chilo, versate violenza senza fare economia, condite il tutto con una infinita serie di wtf e avrete il mix giusto per la follia totale. Signore e signori, ecco a voi Jimmy’s bastards, primo volume edito da SaldaPress della nuova serie scritta da quel pazzo scatenato di Garth Ennis che, per chi non lo conoscesse, è il fumettista (nord)irlandese autore di Preacher, Hitman e Dreaming Eagles e di un bel po’ di altre cose, fra le quali un ciclo leggendario del Punitore. Ad affiancarlo ai disegni, Russ Braun, con il quale lo stesso Ennis ha collaborato in precedenza.

Ennis è il classico autore che non le manda a dire e che non si fa problemi a scandalizzare e a provocare, pur facendolo in maniera perfettamente naturale. La cosa più divertente di Ennis è che lui non pianifica le cose, non si ferma sul tavolo a dire “adesso penso a come alzare ancora di più l’asticella”. No, lui scrive quel che gli pare (e sono pochi gli autori che possono permetterselo), come gli pare e per chi gli pare mettendoci dentro tutto quello che ha.

Jimmy’s Bastards, James Bond visto da Garth Ennis

Dopo oltre venticinque anni di carriera e aver scritto praticamente di tutto, Ennis si cimenta ora con Jimmy’s Bastards in quello che è diventato il genere britannico per eccellenza, ovvero lo spionaggio in stile James Bond, ovviamente senza prenderlo minimamente sul serio e spazzando via con violenza i cliché classici del genere.

Il protagonista di questo volumetto targato saldaPress è Jimmy Regent, scanzonato e spregiudicato agente dell’MI6, il servizio segreto britannico alle prese da sempre con supercriminali della peggior specie, uno più schizzato dell’altro. Amante del buon vino e delle belle donne, ha sempre qualche procace fanciulla (e spesso più di una) ad intrattenerlo tra una missione e l’altra. Le cose cambiano quando si manifesta una strana organizzazione composta da centinaia di uomini e donne super addestrati che hanno tutti un unico obiettivo: uccidere Jimmy una volta per tutte. Affiancato dalla nuova collega Nancy McEwan, l’unica che sembra essere insensibile al suo fascino mascolino, Jimmy dovrà affrontare la più letale delle minacce che ha l’inquietante nome di Soluzione Gender.

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Se cercate uno di quei fumetti che si prendono dannatamente sul serio, allora scartate immediatamente Jimmy’s Bastards. Ennis prende tutte le caratteristiche del genere spionistico alla James Bond e le strapazza come si fa con le uova, tirando fuori dal cilindro un’opera che si tuffa a testa bassa nell’assurdo e nel surreale.

Basti pensare che il protagonista Jimmy è capace di far fuori plotoni di nemici mentre fa battute sagaci (!), di affrontare nemici come Bobo il gorilla clown o Theophilus Trigger (!!) e di abbattere un elicottero con una pallina da golf (!!!!!!!!!).

Eppure, Ennis riesce a mettere in piedi una trama solida, nonostante una quantità incredibile di scene senza senso, che affonda a piene mani nella realtà quotidiana e che mette alla berlina alcune delle peggiori paranoie degli occidentali moderni. Se proprio vogliamo trovare una pecca nell’operato di Ennis, tutto il contorno spionistico risulta un po’ telefonato e, ma questo è parere del tutto personale, l’eccesso continuo alla lunga finisce per togliere quel minimo di suspance necessaria al genere.

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Al suo fianco Russ Braun riesce a condire tutto il volume con dei disegni che magari non passeranno alla storia, ma hanno il pregio di essere più che funzionali all’economia del racconto. Senza lesinare violenza, sangue e grumi di materia cerebrale (che comunque sono scritti in sceneggiatura, quindi è farina del sacco di Ennis), Braun sa come far divertire il proprio pubblico con un bel po’ di ultra-violenza talmente folle ed esagerata da far ridere.

Il primo volume di questa serie si conclude con un cliffangher molto interessante che lascia aperta la strada a ulteriori sviluppi per i nuovi capitoli.

Per ora, pollice alzato sia per Ennis che per Braun, coppia d’autori decisamente in sintonia che ci ha regalato un bel fumetto che diverte parecchio.

...e questo?
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