Morgan Lost Dark Novels: L’uomo che uccise Anna Freud – Recensione

morgan lost dark novel cover

Non credo spetti a me dire che Claudio Chiaverotti sa come prendere per mani i suoi lettori e guidarli nelle vite delle sue creazioni. Come sta dimostrando alla perfezione con le Morgan Lost Dark Novels, Chiaverotti ha la capacità di dare una profondità ed una caratterizzazione inconfondibile ad ogni personaggio che anima le vite dei suoi protagonisti.

L’uomo che uccise Anna Freud ancora una volta conferma questa sua capacità. Le Dark Novels, a partire da Perché un assassino, hanno creato un lento ribaltamento di fronte narrativo, dando sempre più risalto alla figura di Wallendream e lasciando scivolare in un ruolo meno di primo piano il nostro Morgan Lost.

Morgan Lost Dark Novels alza il ritmo portandoci all’origine della mente criminale di Wallendream!

All’interno di questa ottica, è come se Claudio stesse definendo, attraverso la caratterizzazione di Wallendream, anche Morgan. Per un eroe serve una nemesi, e più questa figura antagonista è profonda ed umana, maggiore sarà il contrasto emotivo che esalta anche il protagonista. Ammesso che ci sia un protagonista, e che non ci si trovi davanti ad una storia ‘speculare’, ipotesi da non scartare a priori.

Di sicuro, in questi ultimi numeri delle Morgan Lost Dark Novels abbiamo assistito ad un viaggio nella psiche e nell’anima di Wallendream particolarmente suggestivo. Dopo averlo visto scatenare una violenza inaudita a New Heliopolis tra le due gang di emulatori di serial killer, ora seguiamo la nemesi di Morgan nella sua fuga in Europa.

morgan lost dark novel 1

Ed è interessante notare come dopo quell’exploit di violenza che lo ha riportato ribalta, Wallendream sembri esser entrato in una sorta di crisi interiore, con le sue diverse personalità che lottano per prendere il sopravvento. Chiaverotti sta mostrando la debolezza di Wallendream, dandoci finalmente una visione del suo passato, al netto delle maschere e degli atteggiamenti da rockstar, andando finalmente all’origine della sua devianza.

Nel compiere questo passaggio, il Chiave offre anche quel dettaglio che dona ancora più sostanza alla dimensione distopica di Morgan Lost. Come ha detto spesso in interviste ed incontri, nel mondo del bounty hunter è stato Sigmund Freud a iniziare lo studio sulle mentalità deviate, in seguito all’omicidio brutale della propria figlia Anna (che nella realtà ha seguito le orme paterne).

In L’uomo che uccise Anna Freud assistiamo al ricordo di questo fondamentale tassello del mondo di Morgan Lost, rivivendolo con una visione d’eccezione: Julian Freud. Emulando il padre, Julian ha seguito gli studi sulle mentalità devianti, complice anche un senso di colpa legato alla morte delle sorella.

L’intreccio che lega Wallendream a Julian è una bella trovata, che magari presa singolarmente potrebbe risultare anche scontata, ma inserita alla perfezione nel viaggio nella mente di Wallendream, con un contesto emotivo ben calibrato, assume invece il ruolo di un incontro catartico di destini.

morgan lost dark novel 2

Ma non dimentichiamoci che nelle Morgan Lost Dark Novels c’è anche il bounty hunter più temuto di New Helipolis.

Morgan è costretto ad inseguire la propria preda, Wallendream, spinto da poteri a cui non può sottrarsi, con in palio la propria sorte e quella di Lisbeth. Chiaverotti è più rapido nella parte dedicata a Morgan, lo vuole tenere sulle spine, lo sprona in modo spietato, senza lasciargli il tempo di riprendersi, lanciandolo verso un confronto finale che, in questo albo, sembra inevitabile.

E per questa storia alle matite torna Val Romeo. Le tavole dell’artista siciliana sono ancora una volata impeccabili, come se qualcuno ne dubitasse. Spinta dalla verve narrativa di Chiaverotti, la Romeo si lancia in disegni che sanno trasmettere tutta la più ampia gamma di emozioni possibili, capace, nelle prime pagine, di passare dalla provocazione al dramma.

Val riesce a lavorare al meglio sfruttando al meglio la libertà della gabbia, specialmente quando ci offre una visione incredibilmente ampia e in grado di creare un’aspettativa di tragedia nel lettore (tavola 8). Dove ho maggiormente apprezzato Val è stato proprio sul finale, dove riesce a ricreare un’esplosione di follia sul volto più insospettabile, creando un contrasto emotivo fortissimo.

Naturalmente non ci sottraiamo al tradizionale gioco di caccia alla citazione, conoscendo la passione di Val di inserire attori nei suoi disegni. In questo albo delle Morgan Lost Dark Novels mi pare di aver intravisto Jared Leto come modello per Wallendream, e la giovane Anna Freud mi ha vagamente ricordato Christina Ricci ai tempi de La Famiglia Addams.

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Sono invece sicuro nell’affermare che di Tommaso ha creato una delle più belle copertine di Morgan Lost, per questo numero. La posa di Morgan, il momento perfetto che ha scelto di ritrarre e lo sfondo sono un qualcosa di incredibilmente potente, rappresentano al meglio il difficile momento del nostro bounty hunter.

Ma L’uomo che uccise Anna Freud è un numero particolarmente importante perché nell’editoriale il nostro Chiaverotti risponde ai numerosi fan: Morgan Lost non si fermerà con le Dark Novels!

E con questa bella notizia, inizia l’attesa per sapere la sorte di Morgan, che scopriremo il 21 giugno quando ci verrà mostrato Dove muoiono i clown!

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