Iperurania: Una storia sci-fi scanzonata e profonda – Recensione

Da pochi giorni dispinibile in libreria e in presentazione ufficiale al Comicon di Napoli, arriva da Bao Publishing Iperurania, la nuova graphic novel di Francesco Guarnaccia.

Una colonia spaziale, costruita per studiare un pianeta che, con il tempo, si è rivelato inospitale e impossibile da classificare.

Gli abitanti della colonia, allora, cominciano a fotografarlo, e a fare concorsi di fotografia la cui unica regola, per ragioni tanto di competizione quanto di sicurezza è che non si può toccare la superficie del pianeta.

Chi però si avvicina di più e scatta le foto più belle, diventa celebre e celebrato dalla piccola comunità.

Bun è un fotografo dilettante, con grandi ambizioni ma scarsissima motivazione.

Un giorno, senza sapere come, si trova con i piedi sulla superficie del pianeta. Ed è l’inizio della sua più grande avventura, anche se non può parlarne con nessuno.

Un giovane autore da tenere d’occhio

Francesco Guarnaccia è un autore  di cui recentemente si è sentito parlare molto nel mondo del comic italiano.

Proveniente dal collettivo Mammaiuto, del quale è tutt’ora parte attiva, Francesco è arrivato alla Bao Publishing con un considerevole bagaglio di premi e riconoscimenti che, complice anche la sua giovane età, fanno di lui una delle potenziali promesse del fumetto italiano.

Queste premesse hanno ovviamente alimentato molte aspettative sull’uscita di Iperurania, colle sue quasi 200 tavole a colori, forse l’opera più complessa e impegnativa fino ad ora scritta dal giovane autore pisano.

Per molti versi l’autore è riuscito a soddisfare queste aspettative, regalandoci con Iperurania una storia al tempo stesso scanzonata e profonda che espone in maniera divertente i delicati intrecci di un’amiciza messa alla dura prova dalle paranoie e frustrazioni del protagonista Bun.

Stazioni spaziali, pianeti inospitali, amici, paranoie e superpoteri. Ecco tutti gli ingredienti di Iperurania

La storia di Iperurania infatti ci catapulta in un lontano futuro fantascientico, a bordo di una stazione spaziale orbitante intorno ad un pianeta inospitale, ma le vicende narrate e i sentimenti descritti sono decisamente contemporanei.

Bun è un fotografo appassionato che nonostante la dura gavetta non riesce a sfondare ed è costretto a continuare a vivere a casa dei suoi.

Condivide la sua frustrazione con i suoi amici di sempre, il fedele e pragmatico Chet e la bella Marsi, promettente studente universitaria alla quale Bun si sente legato da qualcosa di più di una semplice amicizia, senza avere però mai il coraggio di ammetterlo a lei o anche solo a se stesso. 

Bun si ritrova cosí a vivere una vita sospesa, paralizzata dalle sue mille paure e delusioni, incapace di trovare quel coraggio per prendere una qualsivoglia decisione, preferendo restare in balia degli eventi pur di non turbare questo suo apparente ed instabile equilibrio. Equilibrio che andrà invece in frantumi quando Bun scoprirà di avere un superpotere che in maniera inaspettata e travolgente lo porterà al successo.

Solo allora Bun sarà costretto ad agire, non senza rocamboleschi imprevisti, per salvare i suoi amici.

Guarnaccia dona alla storia di Iperurania un’estrema naturalezza e semplicità narrativa, condendola sia di ironia che di uno sviluppo accurato del complesso e contorto stato d’animo di Bun, tanto da alimentare il sospetto che ci sia più di una punta autobiografica nelle disavventure di questo giovane artista indeciso travolto dal successo.

Naturalezza e semplicità che finiscono talvolta per dare però un’eccessivo carattere caricaturale ai personaggi schiacciati nel loro ruolo, come succede in particolare per lo “sfigato” Bun.

Il risultato è comunque sicuramente un racconto divertente arricchito da un’ambientazione originale che rivive tanto nei dialoghi dei protagonisti, che quasi inondano le pagine di Iperurania, quanto nei disegni e colori coi quali l’autore dà vita al suo mondo fantascientifico.

Il personale tratto dell’autore, più che descrivere con realismo il mondo di Iperurania, sembra volerci rendere partecipi di questa dimensione sospesa in cui vive il protagonista, sempre in bilico tra sogno e realtà, in uno scorrere di eventi sempre fuori dal suo controllo.

Con Iperurania dunque Francesco Guarnaccia non ha certo disatteso le tante aspettative, dando vita ad una storia piacevole che fa sorridere e pensare nascondendo qualcosa di più di quello che potrebbe sembrare ad una prima lettura.

Aspettiamo quindi con interesse i nuovi lavori di questo giovane artista.

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