Black Rock: come unire western e sovrannaturale! – Recensione

Il mondo dei webcomic è una frontiera del fumetto che ultimamente mi sta attirando sempre più.

Dopo esser stato coinvolto in questo mondo da Drizzit ed aver preso più confidenza con questo modo di far fumetto passando ad Aqualung, negli ultimi giorni ho scoperto, con colpevole ritardo, una piccola chicca: Black Rock.

Un ritardo che, tutto sommato, ha giocato a mio favore, visto che sono riuscito a godermi gli otto capitoli di Black Rock finora usciti in una lettura vorace.

Come da tradizione dei webcomic, il fumetto creato da Dario Sicchio ha un’uscita scaglionata, e io che patisco già nelle attese di un mese per le storie doppie, figuratevi quanto posso andare in paranoia per aspettare ancora più a lungo.

Black Rock, un webcomic in cui western e sovrannaturale danno vita ad un’ambientazione magnetica

Eppure, per Black Rock l’attesa la potrei anche gestire. A fatica, ma la farei questa prova. Il merito è di un’ambientazione ibrida tra western e soprannaturale che crea una commistione di generi decisamente riuscita. Non siamo di fronte ad un’idea originale nella genesi, ma è la declinazione con cui Sicchio ci attira nel suo mondo ad esser particolarmente riuscita.

Sul sito di Wider, dove viene pubblicato Black Rock, il progetto è presentato così:

Black Rock è la storia di un Villaggio, un luogo misterioso isolato da tutto e da tutti, dove le persone non hanno nome e vivono svolgendo il compito assegnato loro fin dalla nascita. Sul rispetto di questo ruolo si fondano l’equilibrio e la stabilità della comunità tutta, la cui autonomia si regge sulla totale collaborazione dei singoli individui.

L’intera cittadina è circondata da un enorme cerchio di cenere, su cui vigila l’impenetrabile figura del Guardiano. Quest’uomo ha il compito di difendere gli abitanti del Villaggio dai pericoli che li assediano al di là della Frontiera, oltre la quale vivono Loro, esseri innominabili e divini che dimorano fra le evanescenti Montagne Nere.

Sono anni che Loro non si mostrano agli abitanti del Villaggio, ma di tanto in tanto inviano i Pellegrini, messaggeri che predicano il Verbo delle oscure entità nel tentativo di convincere gli abitanti a varcare il confine di cenere e passare dall’altra parte. Ma cosa c’è dall’altra parte?

Nel leggere questo invito alla lettura, è stato difficile non percepire in questa serie un certo richiamo. Sicchio, nell’accoglierci nel suo mondo, ha deciso di stuzzicare la nostra curiosità scegliendo con cura un elemento essenziale della narrazione: il tempismo.

Se questo aspetto è basilare in qualunque racconto, credo che in un webcomic, in cui i diversi capitoli sono ancora più ‘compressi‘ del solito, questo diventi il punto critico. Condensi troppi spunti e stordisci il lettore, ne metti pochi e lo perdi. Black Rock, invece, ha una cadenza narrativa azzeccata, nata da un ottimo equilibrio tra ambientazione, caratterizzazione dei personaggi ed eventi.

black rock 2

Con Black Rock mi sono sentito risucchiato in un mondo che condensa il western e il soprannaturale, con un approccio che ricorda la visione kinghiana che ho amato in La Torre Nera. Attenzione, non parlo di copia, ma di assonanza, un senso di familiarità che non può che lasciar ammirato un vecchio lettore dello zio Steve come il sottoscritto.

Questa percezione nasce dal modo sottile con cui Sicchio ci accompagna a conoscere la realtà del Villaggio, inserendo piccoli elementi che pian piano vanno a comporre il mondo di Black Rock. Il lavoro più accurato, a mio avviso, è stato nell’inserire una serie di tematiche non certo semplici (redenzione, rapporto col sacro, determinazione dell’individuo) che vengono esaltate nella creazione delle dinamiche interpersonali.

Il lettore viene spinto a sentirsi parte di Black Rock, fa suoi quei piccoli riti e le serpeggianti animosità dei personaggi, in una spirale che non solo dona consistenza all’ambientazione, ma ci rivela con centellinata perfidia tutte le brutture e ipocrisie di una società chiusa e dominata da una fede imposta dall’alto, sotto la scusa della protezione.

La profondità narrativa di Sicchio è stata spinta ulteriormente da un comparto grafico esaltante. Il mondo di Black Rock, realizzato da Jacopo Vanni e colorato da Francesco Segala, ha un aspetto spigoloso, ruvido come l’anima di chi lo abita. La mancanza di emozioni delicate e di speranza si rispecchia in linee dure, nette e marcate, in volti dalle espressioni arcigne e sembrano trasmettere un senso di oscillante indecisione, tra rassegnazione e un’inerzia venduta come speranza.

black rock 1

Il logo della serie e il lettering sono firmati da Maria Letizia Mirabella, che inserisce nelle nuvole parlanti una serie di dialoghi evocativi, in linea con la pervadente sensazione di tragedia incombente.

Leggere Black Rock, specialmente i suoi dialoghi, è un’esperienza particolare, tra il senso di appartenenza ad una frontiera spietata come il vento deserto e un sibilo di ansia che echeggia una sensazione interiore imprecisata ma angosciante, il sentore di un evento tragico che incombe su di noi.

Da pochi giorni è disponibile sul portale di Wilder l’ottavo capitolo di Black Rock, Il quaderno rosso, un punto di svolta fondamentale nella serie. Leggere Black Rock non una scelta quanto piuttosto una sfida, il volersi addentrare in un mondo magnetico e spietato, con la consapevolezza che lo conosceremo lentamente, un granello di sabbia alla volta.

Mi raccomando, non lasciatevi tentare se prima non avete tracciato un cerchio di cenere, e non fatevi tentare dalle lusinghe delle voci che arrivano dal deserto…

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