Tra cielo e terra: un viaggio nei racconti fantastici di Davide Camparsi – Recensione

Ed è in quel momento che comprendo una semplice verità. Che davanti all’incanto non è possibile scegliere tra l’andare e il rimanere, perché trattenersi significa restare indietro. Dietro il velo.

Tra cielo e terra è un volume che raccoglie dieci racconti fantastici scritti da Davide Camparsi, nome noto da tempo nel mondo della letteratura fantastica italiana.

Il volume fa parte della collana Memorie dal futuro che raccoglie gli autori che si sono maggiormente distinti nell’ambito del Trofeo RiLL dell’Associazione Riflessi di Luce Lunare, la quale ogni anno bandisce un concorso i cui vincitori vengono pubblicati in un’antologia dedicata.

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Proprio seguendo il filone di Davanti allo specchio, antologia del Trofeo RiLL 2017, anche Tra cielo e terra di Camparsi si pone sulla scia dei racconti fantastici che narrano del mondo “al di là”.

È infatti impossibile catalogare questi racconti semplicemente come fantascienza, fantasy o horror, perché si tratterebbe di etichette riduttive per una raccolta che tenta di mostrare, attraverso una tradizione letteraria concisa e simbolica, i vari mondi al di là di quello esperibile nella realtà.

I testi di Davide Camparsi hanno l’innegabile qualità di dispiegare davanti ai nostri occhi, con apparente semplicità e naturalezza, un variopinto ventaglio di universi e storie fantastiche, ciascuna con le sue peculiarità, ciascuna con la sua particolare visione del fantastico. Difficile che per un lettore appassionato di questi generi i racconti di Tra cielo e terra non comunichino, non solo la passione dell’autore, ma soprattutto un delicato incedere narrativo che riesce a immergere completamente in un oceano di allusioni, metafore e fantasia.

Dieci mondi, dieci racconti

Sono anni che aspetto di sentir raccontare questa storia.

Tra cielo e terra è un volume che raccoglie dieci racconti legati al mondo del fantastico, tutti scritti dall’autore Davide Camparsi.

Immagino che non sia un caso che il libro si apra col racconto L’uomo che apriva porte su altrove, un titolo molto evocativo che fin da subito invita il lettore a varcare lo specchio, ad attraversare il limite per andare al di là del quotidiano e del reale.

L’uomo che apriva porte su altrove racconta la curiosa vicenda di George, un viaggiatore di certo poco comune: grazie all’amico Jack, egli riesce ad attraversare mondi fantastici e solo immaginati, aprendo una semplice porta. Fino a quando le vicende umane e del cuore mettono la parola fine al peregrinare del protagonista.

Ma il viaggio non ha mai veramente un termine. E come noi lettori ci apprestiamo a entrare nel mondo della raccolta letteraria, così anche L’uomo che apriva porte su altrove si chiude con l’attraversamento di una soglia e due semplici parole, ma decisamente cariche di significato: “Sono vivo”.

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Si pongono sulla medesima linea fantascientifica anche i racconti La pecora perduta e La chiave di Keats.

In entrambe le storie, viene rappresentata una visione distopica del futuro, in cui i rapporti tra gli uomini e la natura sono profondamente cambiati. Questi mutamenti, iniziati come innovazioni verso una migliore godibilità della vita, hanno però innescato una parabola distruttiva di solitudine e automatismi, tanto da allontanare l’uomo dai suoi bisogni e necessità primarie e più vere. Così tanto da rendere l’uomo solo davanti alla natura e agli altri esseri umani.

Quando gli animali parlavano, il secondo racconto di Tra Cielo e Terra, è invece una toccante vicenda sul tema della natura e della diversità. In questo mondo alternativo quasi fiabesco, ma così simile al nostro, i rapporti fraterni si possono trasformare velocemente in sterili silenzi causati della paura. E nella morsa cupa della paura, sentimento che controlla troppo spesso le nostre azioni, il racconto palesa quanto velocemente possiamo dissipare quanto abbiamo di più caro.

Tono decisamente diverso, ma pur sempre allegorico e simbolico, quello che si trova nel racconto Non di solo pane. Molto spesso si legge di storie in cui il Diavolo decide di scendere sulla Terra per nascondersi tra i mortali, ma cosa succederebbe se fosse Dio a decidere di farci visita? Saremmo in grado di porgli quella terribile ma ricorrente domanda che, tormentandoci, ci rincorre ogni notte: perché quella morte, perché proprio a lui?

Non solo il fantastico trova posto in Tra cielo e terra, ma Davide Camparsi sa anche deliziare con racconti davvero speciali dalle tinte horror.

È questo il caso di I loro modi e Rosso, due racconti che sanno colpire per i loro dettagli mai banali e rivisitazioni inusuali di due tematiche spesso ricorrenti nel mondo fantasy e horror: la festività di ricordo dei morti e la trasformazione in lupo mannaro.

Di una bellezza e delicatezza singolari il racconto Perché nulla vada perduto, in cui si svela la storia di come un bambino possa diventare Dio della Singolarità, al fine di creare un mondo perfetto. Ma come afferma Irving John Good:

Una macchina ultra-intelligente potrebbe progettare macchine sempre migliori; a questo punto, ci sarebbe una “esplosione di intelligenza”, e l’intelligenza dell’uomo verrebbe lasciato molto indietro. Quindi, la prima macchina ultra-intelligente sarà l’ultima invenzione che l’uomo avrà la necessità di fare.

Un monito, una riflessione sul concetto di perfezione, su quanta umanità ci può essere dietro la ricerca della perfezione e sull’importanza della storia e del ricordo, proprio Perché nulla vada perduto.

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Il passaggio dall’adolescenza all’età adulta è invece al centro di Ramo dopo ramoÈ tutto così fragile.

Nel primo racconto, una giovane ragazza vince le proprie paure per salvare il fratello da uno strano, e decisamente poco rassicurante, abitatore dello stagno. La scalata di un albero sarà un vero e proprio viaggio rivelatore per la protagonista, che le farà capire cosa vuol dire “diventare grandi”.

È tutto così fragile è invece un racconto in cui l’elemento fantastico si unisce al romanticismo adolescenziale del primo amore, fatto di mani che si sfiorano, sguardi rubati e baci tra il sale delle lacrime.

Il nostro futuro è già segnato davanti a noi e siamo solo parte di una storia già scritta? Alle volte, anche i più piccoli gesti possono cambiare il corso degli eventi.

Tra cielo e terra è un’antologia che regala dieci mondi diversi in cui immergersi in un susseguirsi di immagini, metafore e vicende memorabili.

Un libro decisamente consigliato a tutti gli amanti del genere, che potranno evincere situazioni, sentimenti e insegnamenti in ciascuno di questi fantastici racconti.

Davide Camparsi è dotato di uno stile di scrittura invidiabile, capace e mai ripetitivo o stigmatizzato; uno stile che è un vero piacere per ogni buon lettore.

La prospettiva genera l’illusione che siano diretti verso l’orizzonte che il cielo traccia con la linea diritta del mare.

Per quanto fragile, quel che vi è oltre potrebbe essere ancora intero.

Ogni cosa ancora possibile.

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Un libro che regala dieci mondi diversi in cui immergersi, in un susseguirsi di immagini, metafore e vicende memorabili. Un volume decisamente consigliato a tutti gli amanti del genere fantastico!

  • Stile di scrittura coinvolgente e appassionante
  • Capacità di declinare il genere fantastico e di descriverne varie tipologie
  • Contenuto peculiare e trama ricercata dei racconti
  • Temi di un certo impegno e spessore
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