Made in Abyss 1 – Recensione

made in abyss

Made in Abyss è un manga seinen scritto e disegnato da Akihito Tsukushi e pubblicato in Italia dalla casa editrice milanese J-Pop.

Complice l’ottimo risultato raggiunto in Giappone e all’ estero, dall’ omonimo adattamento anime di cui Dynit ha acquisito i diritti per l’Italia, l’arrivo della versione manga di Made in Abyss ha suscitato un fervido interesse che si è tradotto in notevoli e acclamate aspettative.

La storia segue Riko, una giovanissima e super entusiasmante orfana che sogna di diventare la più grande cercatrice dell’Abisso.

Sull’ orlo di una voragine apparentemente infinita che da secoli affascina l’umanità, la piccola Riko si impegna per seguire le orme della madre, celebre avventuriera arrivata a profondità mai raggiunte prima.

Un giorno, durante una delle sue esplorazioni al livello più “facile” dell’Abisso, Riko trova Reg, un ragazzo che in realtà è un avanzatissimo essere artificiale.

Da dove arriva, e come è legato ai tesori e ai mostri che abitano gli strati inferiori della voragine?

Un abisso dantesco inesplorato

Provate a immaginare un’isola e una città che si estendono attorno a un immenso cratere che racchiude un abisso vasto e profondo, apparentemente infinito, disseminato di rare e pericolose bestie primordiali.

Un abisso che somiglia in tutto e per tutto a un pozzo verticale di cui non si conosce l’effettiva profondità, che richiama orde di esploratori dal cuore impavido ma soprattutto avido, pronti ad arricchirsi dei tesori nascosti e dei cimeli.

Nessuno è mai riuscito a raggiungere il fondo dell’Abisso, questa voragine ha sedotto e inghiottito numerosi cercatori nel corso degli anni, rimanendo l’ultimo antro inesplorato del pianeta.

Perciò, gran parte dell’Abisso rimane avvolta nel mistero, non solo per il modo in cui la natura selvaggia diventa sempre più ostile e pericolosa mentre si effettua la discesa, ma anche a causa della Maledizione dell’Abisso, una strana afflizione che colpisce chiunque tenti di tornare in superficie.

La gravità e gli effetti patiti dai cercatori che tentano la risalita, variano a seconda di quanto siano scesi in profondità e possono consistere in nausea e vertigini o, nella peggiore delle ipotesi, in perdita di umanità e morte.

Quando la copertina non fa il manga

Made in Abyss si presenta come un prodotto che, a una prima e superficiale occhiata, può risultare equivoco. La copertina particolarmente colorata, e con personaggi disegnati con queste fattezze tenere e rotonde, può facilmente trarre in inganno coloro i quali cercano storie con una grafica che oserei definire più cruda.

Eppure, il vecchio proverbio “l’abito non fa il monaco”, trova un riscontro positivo anche in questo caso.

Dietro un inizio gioioso e spensierato, che si consuma nelle primissime pagine, Tsukushi non lascia spazio a fraintendimenti facendo assaggiare al lettore, in modo graduale, questo mondo onirico intriso di quella misticità tipica degli incubi peggiori.

Un esempio? Se l’immagine di Riko che viene appesa nuda per punizione sembra dolorosa e inutilmente sessuale, dovrete fare i conti con scene ben peggiori e di un certo impatto che tuttavia vengono propinate con una leggerezza tale dovuta principalmente a questo effetto visivo così dissonante e dai tratti morbidi.

Da specificare che, nonostante ciò, lo stile e il tratto del disegno di Tsukushi risulta anche molto realistico riuscendo a trasmettere l’orrore delle creature mostruose ma anche il fascino che aleggia sull’ Abisso stesso.

Le tavole si presentano con una tonalità in scala di grigi, il colore bianco puro viene utilizzato principalmente per mettere in evidenza degli elementi della tavola facendole assumere un’enfasi speciale.

L’autore ha inserito nel volume anche delle vere e proprie “schede informative”, se così vogliamo definirle, che ci permettono di capire meglio alcuni meccanismi astrusi, o di reperire maggiori info sulle bestie che popolano l’Abisso e sui pregevoli cimeli, creando una vera e propria interazione introduttiva con il lettore.

Made in Abyss, nonostante i suoi simpatici personaggi e la classica trama intrisa di avventura, non è una storia adatta a tutti i gusti data la pluralità di generi mescolati in questa trama.

Questo primo volume pone le basi emotive per la conoscenza di Riko e Reg mentre intraprendono una ricerca spericolata ma al tempo stesso anche molto personale.

Le cose per loro si faranno sempre più difficili a partire dalla loro rischiosa spedizione.

Per apprezzare a pieno Made in Abyss è bene che sappiate che si tratta di un’avventura adatta a chi non è debole di cuore: siete pronti a scoprire cosa si nasconde sul fondo? E quanto siete disposti a sacrificare per saperlo? L’esplorazione ha inizio!

...e questo?
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