4Hoods: Navi nella nebbia – Recensione

Durante lo scorso Cartoomics ho avuto modo di incrociare rapidamente Roberto Recchioni, dopo l’incontro dedicato alla linea young di Sergio Bonelli Editore. Inevitabile parlare dei due livelli di narrazione presenti in 4Hoods, argomento su cui nella recensione del primo numero della serie Bonelli avevo sollevato qualche dubbio.

Ed era inevitabile che il buon Roberto mi lanciasse una sfida: fammi sapere dei due livelli. E chi sono io per non raccogliere il guanto della sfida? Per esser sicuro di vincerla, mi sono avvalso di una consulente eccellente: mia nipote di cinque anni.In fondo, chi meglio del target preferenziale di 4Hoods può aiutarmi a vincere una simile battaglia? La mia teoria era che il livello primario di cui parlavo con Recchioni, ossia la trama ‘di base‘, fosse poco appassionante per i giovanissimi lettori.

4Hoods torna in edicola, con un secondo capitolo tra nebbie e vendette familiari

L’uscita di Navi nella nebbia, il secondo capitolo delle vicende dei quattro avventurieri, si è dimostrata l’occasione ideale per risolvere questa tenzone. Per puro spirito di tutela verso la giovine consulente, ho letto Navi nella nebbia per accertarmi fosse adatto a lei, certo non per curiosità e perché già appassionato della serie (vinci la sfida, vinci la sfida…).

I quattro avventurieri, nel loro viaggio di ritorno dopo avere salvato la Principessa Coraggio in Il castello di ghiaccio, sono arrivati nel villaggio di Porto Zannavorio, su cui governa Dentescuro, rinominato eroe ora ritiratosi. I nostri eroi sono ansiosi di rimettersi in viaggio, ma un’insolita nebbia rende impossibile per Verde, Rosso, Viola e Barba lasciare Porto Zannavorio. Ovviamente, i quattro avventurieri non possono certo aspettare che la nebbia svanisca, e quindi perché non risolvere la questione?

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Nella mia lettura solitaria, ho apprezzato molto la storia di Federico Rossi Endrighi, non solo per la divertente trama, ma anche per il ritmo narrativo, mai scontato e ben sostenuto da una comicità che si alterna con buona cadenza all’anima più dinamica di 4Hoods.

Rileggendo la storia con la mia nipotina, mi sarei aspettato di vederla poco appassionata. E invece mi sa che la sfida la ho persa in pieno, al punto che mi sembra di sentire sussurrare uno ‘stacce‘ di vittoria nell’aria. La consulente scelta per risolvere la sfida fra me e Recchioni ha sancito la vittoria del Rrobe.

I disegni di Riccardo Torti hanno subito colpito la curiosità del nipotame traditore. Tra l’apparente semplicità del tratto e la delicatezza dei colori di Andrea de Dominicis, il richiamo della curiosità di una bambina di cinque anni è stato perfetto. Nello sfogliare il volume, sono arrivate domande su cosa facciano i personaggi, su quale sia il più forte e chi sono i nemici. Dopo aver stabilito che il nostro personaggio preferito è Verde, ci siamo gustati anche gli scontri e la storia.

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Ovviamente, alcuni passaggi sono stati più chiari al sottoscritto che alla nipotina, ma il cuore di 4Hoods, il suo volersi avvicinare ai giovani lettori è una molla sufficiente a spingere i più piccoli ad appassionarsi al mondo dei fumetti. Può bastare? No. Ed è un pregio, non un difetto.

Come altri prodotti di Bonelli dedicati ai più piccoli, anche 4Hoods richiede una piccola collaborazione a noi adulti. Il nostro ruolo diventa quello di rispondere alla domande che inevitabilmente emergeranno, senza anticipare gli interrogativi ma lasciare che siano i lettori di domani a scegliere in che direzione spingersi.

Rileggere con la nipotina il secondo numero di 4Hoods mi ha aiutato comprendere meglio lo spirito dell’intera linea young Bonelli, come Dragonero Adventures e i Bonelli Kids. Leggerli con l’ottica adulta, per quanto ci si sforzi nel sentirsi nuovamente ragazzini alla prima lettura, si rimane comunque soggetti ad una minima influenza, che nasce da anni di avventure nel mondo delle nuvole parlanti.

Gli autori di 4Hoods hanno, volontariamente o meno, creato un ponte generazionale, avvicinando i nuovi e i vecchi lettori, grazie anche alla componente di extra con cui la squadra autoriale (Torti, Recchioni e Monteleone) cercano di raccontare il proprio passato di appassionati nerd, un modo raffinato per dare le basi ad una nuova generazione di divoratori di fumetti.

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La piccola lettrice con cui ho condiviso Navi nella nebbia ha mostrato interesse anche per l’esilarante Ampio castello finemente ristrutturato. Occasione!. Ed io che son lì che mi metto a pensare come Giulio Rincione abbia mostrato ancora una volta il suo talento, che mi godo quelle tavole in cui prospettiva e colori sono incredibilmente vivide, son lì che penso a come spiegare quanto siano strepitose, che sento una vocina sussurrare ‘Che bello!‘.

E son sicuro che alla banda di 4Hoods, più delle parole mie o di qualunque altra recensione, importino i ‘che bello‘ e i sorrisi dei giovani lettori. Che se poi ti fanno vincere una scommessa, vuoi mettere la soddisfazione? E parte di questo successo è anche della tavola di Cristiano Spadoni e Roberto Recchioni che troneggia in copertina e del lettering di Marina Sanfelice.

Dopo Navi nella nebbia, le avventure dei 4Hoods torneranno il 9 maggio con Il dedalo e lo specchio!

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