Santa Clarita Diet 2 non è la solita serie sugli zombie! – Recensione

Torna con la seconda stagione Santa Clarita Diet, la serie con Drew Barrymore che veste i panni di un’agente immobiliare.. zombie!

La prima stagione distribuita da Netflix nel 2017, devo dire che non mi aveva lasciata particolarmente impressionata, nonostante l’idea di base fosse interessante e quantomeno originale. Ho deciso però di continuare a guardarla e di darle un’altra opportunità, confidando in un inizio un po’ incespicante.

Santa Clarita Diet torna su Netflix, con una famelica Drew Barrymore!

In breve, una coppia di agenti immobiliari si vede stravolta la propria vita quando la moglie Sheila, interpretata da Drew Barrymore, comincia a star male fino a morire, per poi diventare nient’altro che uno zombie. Si susseguono diversi problemi, tra cui pezzi di corpo che cominciano a caderle e.. beh, gli omicidi per sfamarsi.

Una famiglia di certo inusuale quella degli Hammond, che oltre a dover fare i conti con la nuova natura di Sheila, devono anche riuscire a seppellire tutti gli indizi che portano a loro dietro alle misteriose sparizioni di alcune persone a Santa Clarita. E se nella prima stagione erano arrivati a capire un po’ di più questa “malattia” trovando anche un metodo per aiutare Sheila a non peggiorare, nella seconda li troviamo a scoprire esattamente da dove arrivi, mentre altri inquietanti personaggi fanno il loro ingresso nella storia.

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La seconda stagione di Santa Clarita Diet ci viene snocciolata un po’ come la prima: momenti di comicità e assurdità si alternano sfortunatamente a momenti di noia, seppur sporadici, tamponati però nell’immediato da momenti di sana epicità. Impossibile da dimenticare il mitico vassoio blu, con cui devo essere sincera, Abby si rivela molto più cazzuta – passatemi il termine – e simpatica della ragazzina spocchiosa e acida che era nella prima stagione.

Drew Barrymore e Timothy Olyphant invece mantengono il ruolo della coppia di lunga data e devo dire che sullo schermo funzionano decisamente bene. Joel è il marito che tutte vorremmo, totalmente devoto, un po’ fuori di testa e un tantino imbarazzante, ma che non esita per un secondo ad aiutare in ogni modo possibile la moglie in questa sua nuova forma, mentre Sheila diventa una nuova se stessa con una forza e una sicurezza che mai aveva avuto prima di diventare zombie. Entrambi però scopriranno quanto sia difficile conciliare una vita all’apparenza normale con tutto ciò che concerne l’essere uno zombie, oltre che al loro ruolo di genitori di un’adolescente in piena fase di ribellione al sistema.

Netflix ha deciso sapientemente di affidare le musiche di questa serie a John Debney, che onestamente ha saputo dare il tocco in più a Santa Clarita Diet. Gli accompagnamenti delle varie puntate sono decisamente azzeccati, sottolineando i momenti salienti e rendendo completi quelli più divertenti e comici.

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Parlando invece di un argomento a me più affine, gli effetti speciali sono stati curati decisamente a dovere. Tra teste mozzate parlanti, orecchie che si staccano e cuori umani improvvisati a palline antistress, devo dire che questa serie ha saputo sorprendermi in modo piacevole. Grottesco indubbiamente, e un po’ splatter in alcuni momenti, Santa Clarita Diet ha dalla sua un dipartimento make up che sa fare il proprio lavoro.

Un giudizio nel complesso positivo, dunque, quello che mi sento di dare a Santa Clarita Diet, perché nonostante ci siano piccoli sprazzi di noia, l’andamento della storia mi fa propendere per il pollice in su. Gli attori si rivelano ancora una volta – e più della prima stagione – adatti ai ruoli interpretati. Indubbiamente ci sono ancora alcune pecche, forse i livelli di assurdità sfiorano vette un po’ troppo alte, ma i momenti di comicità ripagano alla grande.

E voi, che ne pensate della nuova stagione di Santa Clarita Diet? Fatecelo sapere con un commento!

70%

Santa Clarita Diet st. 2

La Santa Clarita Diet torna con la seconda stagione su Netflix, spingendo maggiormente sull'effetto splatter e dando alle avventure delll'insolita famiglia protagonista un tono ancora più divertente

  • Idea innovativa e originale per un tema decisamente sfruttato
  • Divertente e leggera, adatta a passare qualche serata in totale relax
  • Ritmo narrativo a tratti piuttosto traballante
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