Renato Jones: L’uno% – Recensione

Kaare Andrews, fumettista canadese che gode di una certa notorietà grazie ad alcuni originali lavori fatti per la Marvel Comics (Spider-Man: il regno e Iron Fist: l’arma vivente per citarne i principali), torna a far parlare di sè con Renato Jones – L’uno%, distribuito in America dalla Image Comics e che ora giunge con il suo primo volume anche in Italia grazie a Panini Comics.

Renato Jones

L’uno% della popolazione mondiale è più ricco del restante 99%.

Ha distrutto economie intere, comprato governi e ammassato più potere di chiunque altro nella storia. E non gli basta mai. Ma le cose stanno per cambiare perché Renato Jones, un misterioso vigilante, è pronto a fargliela pagare, a caro prezzo.

Un eroe eccentrico tutto da scoprire. Come il suo autore

Kaare Andrews è un artista che ci ha abituati col suo lavoro a vedere coniugate, in instabile equilibrio, creatività ed eccentricità e Renato Jones non fa certo eccezione e anzi, trattandosi del primo lavoro “in proprio”, per certi versi ne rappresenta il manifesto.

Per realizzarlo l’autore ha deciso di curare personalmente tutti gli aspetti di Renato Jones: dalla sceneggiatura, ai disegni fino alle chine.

Anche se abbastanza inusuale, Andrews non è nuovo a questo genere d’imprese (ha fatto lo stesso per la sua serie di Iron Fist alla Marvel). In questa occasione si è potuto però muovere in piena autonomia dando pieno sfogo al proprio estro.

Renato Jones rappresenta proprio questo, uno sfogo, un grido liberatorio di rabbia e di sdegno contro la disumanità di questo elitario 1% di popolazione, che grazie al denaro si erge al di sopra di tutto e di tutti, intoccabile, irraggiungibile, e tutto consuma e tutto distrugge, riducendo il restante 99% di noi a meri oggetti.

La condanna di Andrews dell’uno % è totale, con i ricchi del pianeta rappresentati come veri e propri mostri intenti ad infierire verbalmente ma sopratutto fisicamente sui più deboli e indifesi.

Andrews lancia la sua denuncia sociale scegliendo una storia abbastanza semplice e neanche eccessivamente originale (anche se qualche piccola sorpresa rimane).

Renato Jones, orfano cresciuto conoscendo povertà e miseria, eredita una fortuna milionaria entrando a far parte di quella classe elitaria della quale ha già assaporato l’ipocrisia e la crudeltà.

Da qui la decisione di portare a termine una sua personale vendetta addestrandosi coll’aiuto del maggiordomo tuttofare della famiglia, per diventare il vigilante noto come il “Freelancer”.

Armato di rabbia, di una lista di nomi e di tanti soldi, eliminerà uno ad uno i nababbi senza scrupoli che opprimono l’umanità. La storia si sviluppa poi con un crescendo di crudeltà da una parte e di sdegno vendicatore dall’altra.

Nonostante una storia scontata, Renato Jones sa ancora stupire e divertire.

Se l’ambientazione vi sembra fin troppo familiare non scoraggiatevi, perchè resta più di un motivo per voler leggere Renato Jones.

Il primo è il modo incalzante col quale vengono raccontari gli eventi, con un susseguirsi vorticoso di azioni dove la violenza regna sovrana, alternati con alcuni flashback che ci raccontano la storia di Renato. Una combinazione questa che dà decisamente un buon ritmo alla lettura.

Anche dove poi la storia dovesse mostrare i suoi aspetti più deboli ci pensa la straordinaria grafica di Andrews a rendere interessante ogni singola pagina di Renato Jones.

È infatti qui che l’artista canadese dà libero sfogo a tutto il suo estro, passando senza preavviso dal bianco e nero a tavole così piene di colore da essere quasi accecanti, a pagine minuziose in ogni dettaglio ad altre dove ad esser protagoniste sono solo ombre stilizzate.

E se lo stile di Andrews vi puó sembrare a tratti esagerato, ricordatevi che sono la rabbia e lo sdegno a muovere Renato Jones, e anche le scelte estreme della grafica trasmettono la forza di questi sentimenti.

Renato Jones offre anche altri spunti che potrebbero avere uno sviluppo interessante nel corso della serie, in particolare la presenza di alcuni personaggi secondari, sospesi tra il cinismo, la speranza e il grottesco.

Si va dai viziati ma insicuri amici di Roberto, altra faccia di quel’ uno% che ha perso il senso di una vita dove tutto può essere comprato, a chi, salvato dai soprusi dei ricchi padroni, prova a ripartire, fino all’antagonista assoldato dalla casta dell’uno% per fermare il Freelancer: un antieroe in capuccio e mantello dai modi decisamente brutali che ama farsi chiamare il Figo Stupendo.

Non ci resta che aspettare i prossimi volumi per vedere come Andrews vorrà continuare a stupirci, e forse ravvivare una trama per ora banale.

Nel frattempo godiamoci questo primo volume di Renato Jones, un ottimo modo per incominciare a conoscere il vero potenziale di un artista che sicuramente continuerà a far parlare di sé nel mondo dei fumetti.

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