Witch Doctor 3, come curare vampiri e rianimare divinità – Recensione

Per leggere un fumetto mi serve la condizione giusta, quel momento perfetto in cui quello che l’albo racconta sia in linea con il mio umore, per assaporare al meglio ogni dettaglio, per sentirmi coinvolto. Il fatto di esser piagato da tutta la ricca e poliedrica gamma di malanni stagionali non poteva che esser il miglior momento per leggere il terzo numero di Witch Doctor, visto che la mia condizione da zombie domestico mi avvicinava non poco alle creature sottoposte alle amorevoli attenzioni di Vincent Morrow.

Il nuovo spillato marchiato saldaPress dedicato al personaggio di Brendon Seifert e Lukas Ketner parte in quarta, con una prima storia che crea un legame perfetto tra le due componenti essenziali di questo fumetto: indagine medica a là House ed elemento magico.

Il paziente in oggetto è un caso di vampiro decisamente sui generis, la perfetta occasione per Morrow per studiare questa particolare ‘malattia’ con il suo personalissimo piglio.

Witch Doctor mette Vincent Morrow alle prese con vampiri e trapianti divini!

Parlare di vampiri è ormai quasi un must in una narrazione di questo tipo, visto come i succhiasangue siano diventati parte integrante dell’immaginario orrorifico. Lo scoglio da superare è il riuscire ad adattare quella conoscenza popolare del tema ad una nuova interpretazione, che sappia al contempo far leva su una certa familiarità nel lettore e al contempo stimolarlo con un qualcosa di nuovo, di sorprendente.

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Ecco quindi che Morrow scopre come funzioni realmente il vampirismo, riuscendo a motivarne la natura non solo da un punto di vista magico, ma dando una connotazione scientifica che si associa in modo interessante a questa concezione dell’horror.

Witch Doctor ha, fin dal suo esordio, basato la propria solidità su questo equilibrio, giocando molto bene sul concetto di mitologia gotica e orrorifica, adattandola al gusto dei medical drama.

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Seifert si muove alla perfezione in questa intricata convivenza di generi, usando Morrow in primis e poi i suoi due assistenti, Ghast e Penny Dreadful, al meglio, per dare al lettore quella sensazione di approccio scientifico che assomiglia tanto ad un’indagine poliziesca, dove la scena del crimine è il corpo del malato e l’assassino l’elemento magico, visto come una comune malattia. Il tutto condito con una serie di termini simil-medici, per dare un tocco di scientifica attendibilità, e dallo spumeggiante sarcasmo di Morrow.

In questo episodio di Witch Doctor compare per la prima volta un’inattesa vena di umanità, che mostra un Morrow affranto nel non esser riuscito a salvare il suo paziente. Da un personaggio come lui non ci si aspetterebbe questo attimo di debolezza, rapido come un fulmine ma comunque presente. La costruzione dell’episodio esalta questo frangente, dando al lettore uno scorcio interessante dell’animo del personaggio.

Witch Doctor miscela al meglio l’indagine medica alla dinamica da horror movie

Nel precedente numero, durante il processo a Morrow, avevamo intravisto la sua sicurezza nel rivestire un ruolo incredibilmente importante nella difesa del nostro piano della realtà, quasi una versione gotica e meno metafisica del Dottor Strange. Se allora avevamo visto emergere il suo lato egocentrico e la sua convinzione di esser un prescelto, in questo caso invece sembra che Seifert voglia mostrarci anche il peso che questo ruolo esercita sull’anima di Morrow.

Trattandosi però di Vincent Morrow, questo attimo di umanità, come detto, dura un secondo giusto il tempo di venir stimolato da una nuova ricerca.

E la seconda storia ci catapulta in un’ambientazione che, in un certo senso, sembra omaggiare la concezione del divino di Gaiman in American Gods, adattandola alla narrazione di Witch Doctor. Scelta ottima, tra l’altro. Il comics di Skybound attinge molto dall’immaginario horror e mistico, riscrivendo in alcuni casi dei veri miti moderni, citandoli anche, come nel caso di Bram Stoker nella storia precedente.

In questa storia è divertente vedere Morrow alle prese con una sua ‘collega’ illegale, Catrina Macabrey, un nome che è già un programma. La patologa con la tendenza alla necromanzia è un personaggio stupendo, perfetta come controparte di Morrow in questa spassosa avventura in cui un insolito trapianto di reni mette il nostro eroe sulle tracce di uno strano culto.

Già l’utilizzare una delle più gettonate leggende metropolitane come punto di partenza è dissacrante, ma presentarla al contrario (ovvero trapiantando e non asportando il rene) è un tocco di classe da parte di Seinfert.

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Il tratto di Ketner continua ad esser il valore aggiunto di questa serie. Perfetto nell’unire un’impostazione goticheggiante e dinamismo, con una visione che è ormai uno degli elementi alla base del fascino di Witch Doctor, esaltata dalla colorazione di Sunny Gho.

Il terzo numero di Witch Doctor continua a confermare la genialità di questo comics di Skybound, che dopo averci deliziato con il solito comparto di extra che gettano luce sulla creazione dei personaggi, ci saluta dandoci appuntamento a marzo per il quarto albo!