Sprayliz volume 2, un Enoch d’annata che rapisce le nuove generazioni – Recensione

Giunge in edicola, sotto il marchio dell’Editoriale Cosmo, il secondo albo della riedizione integrale di Sprayliz, il celebre fumetto scritto e disegnato da Luca Enoch nel corso degli anni ’90, una serie che ha lanciato l’autore nel fumetto mainstream e lo ha fatto approdare alla Sergio Bonelli Editore, dove ha realizzato due miniserie in solitaria, Gea e Lilith, e ha co-creato, assieme a Stefano Vietti, il fantasy Dragonero.

Sempre più scatenata in fatto di ristampe dei classici del fumetto italiano, la Cosmo non si è fatta scappare l’occasione di rimandare in edicola quello che negli anni è diventato un’opera di culto delle nostrane nuvole parlanti e il sottoscritto di certo non si è tirato indietro quando si è trattato di mettere le mani su questo lavoro.

Riassumiamo brevemente la vicenda presentata sul primo albo uscito a fine Dicembre: Elizabeth, detta Liz, è una writer solita a riempire i muri della città con murales artistici ed elaborati sempre miranti alla provocazione e all’irriverenza, scagliandosi contro il perbenismo borghese e contro le istituzioni ingessate della città in cui vive. Le opere d’arte eversive della ragazza, che si fa firmare Sprayliz, non passano inosservate al reazionario e autoritario sindaco Brown, il quale non si fa scrupoli a ricorrere ai mezzi più estremi pur di catturare una ragazzina.

Sprayliz, la creazione di un giovane Luca Enoch, torna in edicola, pronta a conquistare una nuova generazione di lettori

Ad aiutare Liz ci sono tutta una serie di personaggi divertenti e carismatici: Kate, ragazza lesbica amica di Liz che, in fondo al proprio cuore, spera sempre che il rapporto con l’amica si evolva in qualcosa di più; Abe, poliziotto di colore incaricato di catturare Sprayliz, ma della quale si innamorerà; Kaifa, praticante di Aikido a sua volta innamorato di Elizabeth; Evelyn, reginetta del liceo con la puzza sotto il naso che, in seguito a un incontro ravvicinato del terzo tipo con Kate, scoprirà la vera se stessa nascosta sotto la barriera che si era costruita.

La serie di Sprayliz fino a questo momento non segue una vera e propria trama portante, se si esclude la caccia di Brown alla graffittara più amata della città, ma si limita a seguire le varie avventure di Liz e ad osservare lo sviluppo della sua personalità e delle sue relazioni.

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Ciononostante, tra gare di Aikido, bande sotterranee che venerano Sprayliz come una dea e intrecci amorosi, c’è anche il tempo per frangenti molto più seri e drammatici, i quali raggiungono il loro apice con il capitolo dedicato a Shirley, giovanissima ragazza vittima di abusi da parte del padre grazie anche al silenzio omertoso della madre. Parliamo di un episodio che, per tono e tematica trattata, si discosta radicalmente da quanto visto nei capitoli precedenti. I siparietti comici sono ridotti al minimo sindacale e l’argomento dell’abuso sui minori all’interno della famiglia viene sbattuto sulla faccia del lettore con la forza di un pugno in faccia. Nonostante l’apparente cesura con quanto pubblicato in precedenza, stiamo parlando di quello che è probabilmente il miglior episodio di Sprayliz uscito fino a questo momento (parlo, ovviamente, da neofita che sta scoprendo la serie grazie a questa ristampa).

Per contrastare, chiude l’albo un episodio particolarmente spassoso e irriverente sulla moralità del ceto medio borghese: Sprayliz realizza un murales raffigurante un preservativo sui muri di un convento di suore (presenza malefica fissa per tutti, o quasi, gli episodi di questo volume) e la cosa non va giù alla signora Karmichael, presidentessa del comitato per la difesa della moralità e del buoncostume, la quale dichiara a sua volta una guerra senza quartiere a Sprayliz.

Il risultato è che Liz, con la complicità di Kate, riuscirà a cogliere la Karmichael in atteggiamenti alquanto insospettabili con risultati esilaranti. Nel leggere la data di uscita di quest’ultima storia prende quasi il magone, se consideriamo che oggigiorno una vicenda di questo tipo finirebbe quasi su tutti i telegiornali con masse si persone indignate per l’atteggiamento irrispettoso che l’autore avrebbe delle autorità religiose.

I primi episodi di questo albo concludono la lunga avventura di Sprayliz pubblicata tra il 1993 e il 1994 sugli albi de L’Intrepido, la celeberrima rivista dei fratelli Del Duca uscita in edicola per oltre sessant’anni, mentre l’ultimo, quello sopra descritto, sarebbe il numero 0 del nuovo ciclo uscito subito dopo per Star Comics.

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Riguardo allo stile di Luca Enoch non si può far altro che ripetere quanto detto nella recensione del volume precedente: un misto avvincente che pesca a piene mani da varie suggestioni provenienti dal fumetto giapponese, francese e americano, pur conservando una leggibilità di base tutta italiana. Siamo ancora lontani dalle vette raggiunte dallo stesso Enoch negli anni successivi con Gea e con Lilith, ma le basi del talento ci sono tutte, tant’è che pochi anni dopo l’autore sarebbe approdato alla Sergio Bonelli Editore.

La riedizione operata dalla Cosmo funziona abbastanza bene, se consideriamo che il grosso difetto di quasi tutte le produzioni di questo editore è la compressione delle tavole per farle rientrare nel formato bonellide. In questo caso, pur con alcuni momenti critici, il formato funziona e non compromette la qualità delle tavole.

L’appuntamento è fra circa un mese con la recensione del terzo volume di questa avvincente miniserie che, proprio in questo particolare momento storico, merita assolutamente di essere riscoperta da parte di tutti i lettori italiani.

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