Investe una donna giocando a Pokémon GO: condannato a due anni di carcere

Lo scorso 27 gennaio, la Corte Suprema giapponese ha condannato a due anni e sei mesi di carcere il 28enne Yusuke Okuyama per aver investito ed ucciso, a bordo della propria auto, una donna che stava attraversando la strada. Il giovane, a quanto pare, era distratto e stava giocando a Pokémon Go.

Il fatto è successo nell’ormai lontano agosto 2016, nella prefettura di Aichi. Una 29enne vietnamita è stata investita dal giovane che, distratto del proprio smartphone, sul quale aveva avviato Pokémon GO, ha invaso la corsia opposta dove la donna stava attraversando la strada.

Questo è stato il secondo incidente avvenuto nelle prime settimane dopo il lancio del gioco di Niantic.

La notizia ha, come era lecito aspettarsi, riacceso il dibattito sulla pericolosità dell’uso dello smartphone alla guida e sul peso di sentenze come questa:

Se l’è cavata con poco.

Il problema non è tanto lo smartphone. Qui è morto qualcuno!

Mi chiedo cosa sarebbe successo se si fosse trattato di una normalissima app per la navigazione.

Non capisco perché uccidere qualcuno con l’auto possa essere punito meno che uccidere qualcuno con un coltello. Alla fine, qualcuno muore in entrambi i casi.

Non aveva intenzione di uccidere la donna, comunque. Immagino che il peso della sua colpa avrà influito sulla sua punizione.

Secondo i giudici, però, la distrazione legata all’uso dello smartphone va ben oltre la semplice negligenza ed è lecito che sia punita con la reclusione.

E voi, cosa ne pensate? Pokémon GO e gli smartphone possono, in un qualche modo, essere ritenuti responsabili o si tratta, principalmente, di mancanza di buon senso? Fateci sapere la vostra opinione con un commento!

Fonte: RocketNews24

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