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Capitan America 24: Il discorso – Recensione

Secret Empire è ormai diventato il punto di riferimento del mondo Marvel, visto l’incredibile stravolgimento a cui l’annuncio di Steve Rogers ha dato vita. Nello scorso numero abbiamo visto Capitan America affrontare le conseguenze della strage di Las Vegas, rifiutando di affrontare le domande di una giornalista. Spencer ha colto l’occasione per darci in quest’occasione un primo sguardo a come realmente stia diventando il nostro Steve.

In L’intervista sembrava quasi che le conseguenze delle sue azioni stessero iniziando a gravare sulla sua coscienza, ma verso la fine dell’episodio si vede come Capitan America stia invece sentendo sempre più come proprio il credo dell’ira. Nel terzo numero di Secret Empire abbiamo visto come la sua convinzione lo porti invece a perseguire i suoi piani senza alcune remora, al punto di attaccare il Regno di Atlantide senza il timore della reazione di Namor.

Capitan America porta la sua visione del nuovo ordine in Europa, scontrandosi nientemeno che con Pantera Nera!

Le conseguenze dello scorso numero si ripercuotono in Il discorso. Steve Rogers finora ha cercato di mantenere un rapporto civile con le grandi potenze fuori dal territorio americano, ma la sua politica ha improvvisamente preso un nuovo corso. Spencer accompagna questa mutazione nelle relazioni internazionali dell’Hydra con una conferenza tra Rogers e i governanti europei, ma quello che sembra un classico incontro diplomatico, si trasforma in una dichiarazione d’intenti dell’Hydra Supremo Rogers.

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Spencer ha deciso di rompere gli indugi, e avvalendosi dei disegni Pina e Guinaldo ci mostra il nuovo volto di Cap, che sceglie di rinunciare alla diplomazia in favore di un’aperta minaccia ai governanti esteri. Nonostante da mesi sapessimo che Steve Rogers non era più lo stesso, vederlo agire in questo modo fa effetto, sorprende il modo in cui lentamente da tranquillo capo di stato si trasforma davanti ai nostri occhi in un feroce despota.

Il cambiamento è lento ma visibile, venendo valorizzando da dettagli come primi piani su occhi tesi al limite del fanatismo e mani contratte nella veemenza della propaganda dell’Hydra. Il discorso si colloca all’interno di una situazione internazionale complessa, con New Tian (la nuova nazione mutante) che non pare gradire le parole di Rogers, che non lasciano indifferente nemmeno Capitan Bretagna.

Namor ha sottovalutato questa sua decisione, e Capitan America lo ha severamente punito. Gli eventi che abbiamo visto in L’intervista si intrecciano con quanto leggiamo in questo albo, che mostra le conseguenze del rifiuto del Regno di Atlantide ad ottemperare alla richiesta del frammento di cubo cosmico. Namor ha deciso di arrendersi dopo aver visto la furia con cui Steve Rogers si è abbattuto su Atlantide. Il momento della resa del Submariner viene solo mostrato come ricordo di un abbattuto e affranto Namor, ma leggendo il nuovo numero di Secret Empire possiamo vedere quanto sia davvero costato all’atlantideo arrendersi a Rogers, oltre a mostrare quanto la sua resa possa danneggiare la Resistenza degli altri metaumani.

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C’è qualcuno all’interno della comunità internazionale che però pare non voler chinare il capo: Black Panther. Re T’challa di Wakanda non intende piegarsi all’Hydra e lo ribadisce con un contro-discorso a quello di Rogers, con parole in grado di atterrire l’Hydra Supremo. Spencer ci ha mostrato un leader che ha scelto di capitolare, ma come reagirà Pantera Nera? Il suo invito a Rogers di recarsi in Wakanda ha tutta l’aria di una sfida!

Sempre inserito negli eventi di Secret Empire è anche la seconda parte dell’albo dedicato a Sam Wilson. Spencer, con il supporto di Bennett alle matite e Yackey ai colori, rimette in pista Wilson, dopo che l’ex Capitan America aveva scelto di allontanarsi dalla comunità dei metaumani per aiutare i fuggitivi braccati dall’Hydra.

La sua intenzione è stata resa vana quando i resti degli Avengers lo richiamano in servizio per eseguire una rocambolesca missione fuori dall’America sotto il controllo dell’Hydra. Spencer non ci va leggero con Wilson, lo mostra in pieno in questa sua difficile situazione di fatica interiore. Il suo obbligo verso i fuggitivi è un’esigenza morale che vive come una missione, ma al contempo non può voltare le spalle a Stark e gli altri, sapendo che dal suo intervento potrebbe dipendere l’esito di questa guerra.

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All’interno di questo viaggio, Spencer riesce a inserire anche un parte leggera grazie alla presenza di Scott Lang e Tony Stark, oltre a mostrare un insolito accordo tra Sam e l’Uomo Talpa per poter usare dei passaggi sotterranei sotto il controllo dello storico nemico dei Fantastici Quattro. Come prevedibile, l’intervento di una squadra Hydra rovinerà questo piano, rendendo difficile per Sam continuare la sua missione di salvataggio dei fuggitivi. Le splendide tavole di Bennett riescono a trasmettere in pieno la difficoltà morale di Sam, oltre che offrirci uno scontro sotterraneo decisamente adrenalinico.

Il finale di questo numero di Capitan America: Sam Wilson si ricollega direttamente all’inizio del quarto numero di Secret Empire, che si svolgerà contemporaneamente agli eventi visti nella serie titolare di Steve Rogers. La serie regolare di Cap tornerà nei primi giorni di febbraio, e mostrerà qualcuno che pare non essersi arresa alla nuova vita di Capitan America.

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