Caput Mundi 4: Il lago che combatte – Recensione

Caput mundi, la miniserie di Editoriale Cosmo nata da un’idea di Roberto Recchioni, si sta avvicinando alla conclusione del suo primo arco narrativo. Con il quarto capitolo, Il lago che combatte, si può tranquillamente affermare che la macrotrama che lega i diversi episodi è incredibilmente solida.

Non era una cosa scontata, considerando che nei vari albi si sono dati il cambio diversi autori, che hanno avuto però il merito di mantenere una coerenza narrativa affascinante e coinvolgente. Il modo in cui si susseguono gli eventi è sempre gestito in modo da coinvolgere il lettore in un dinamismo che ricorda un serial di buona fattura, con un’ottima alternanza tra momenti da scarica adrenalinica ed altri in cui assistiamo ad una costruzione psicologica dei personaggi.

Il lago che combatte è il nuovo capitolo di Caput Mundi, con l’introduzione di un nuovo, incredibile personaggio!

Proprio questi ultimi sono uno dei punti forti della serie. Assistere allo sviluppo delle loro figure è accattivante, grazie ad un’accorta gestione delle relazioni che si intrecciano tra i diversi protagonisti. Partendo da Città di lupi, abbiamo seguito la creazione di una sorta di gruppetto di anti-eroi che si ritrova a collaborare non per volontà o per affinità, ma per un più concreto istinto di sopravvivenza, che li porta ad una collaborazione forzata nella speranza di sopravvivere ad un nemico potente e apparentemente invincibile.

caput mundi il lago che uccide copertina

Nero, Eva e l’Uomo Invisibile non sono la Lega degli Straordinari Gentlemen di Moore, non fanno squadra per un bene superiore. A chiarirlo è l’inizio di questo quarto albo di Caput Mundi, in cui emerge chiaramente come tra loro tutto sia finalizzato ad una sopravvivenza egoistica che non ha alcuna remora nel tradire i propri compagni, se si rivela la mossa vincente. L’uomo invisibile, in tal senso, è l’emblema stesso di questa dinamica, personaggio abituato a vivere ai limiti della società, senza amici o legami che possano metterlo in una posizione di debolezza.

Ne Il lago che combatte, assistiamo ad una divertente ed emblematica lotta tra i tre personaggi, finalizzata a tenere insieme la loro squadra, nonostante un tentativo di fuga proprio dell’Uomo Invisibile. Il ladro è forse il personaggio meglio riuscito, grazie alla sua caratterizzazione sincera e mai banale, incredibilmente realistica, e arricchita da un tono comico leggero ma sempre sfruttato al meglio per alleggerire la trama. Confesso che leggere le didascalie con i pensieri del ladro, ricche di ironia e scritte con un tono scanzonato ma ben ragionato per esser fedele al personaggio, è uno dei punti a favore di questo albo.

Dario Sicchio, già autore del primo numero di Caput Mundi con Michele Monteleone, tornano a guidare la trama della serie con Roberto Cirincione in quello che al momento è il numero migliore. La loro presenza sembra dare ai personaggi una maggior profondità, liberando in modo esplosivo la loro interiorità , compresa quella più ferina. Il duo autoriale sembra anche maggiormente a proprio agio con la romanità dell’ambientazione, non solo nel farla trasparire nei personaggi ma anche nel volersi confrontare con una satira politica lievemente accennata ma comunque godibile.

caput mondi 1

Dopo gli eventi di L’uomo che non c’era, i giochi di potere capitolini al cui vertice troviamo la Mummia si concentrano sul misterioso hard disk trafugato dall’Uomo invisibile, al cui interno sono contenute informazioni che possono diventare un’arma per abbattere il vertice dei poteri occulti romani. Ovviamente, tutte le forze in gioco vogliono mettere le mani sul dispositivo, ma per farlo devono affrontare una creatura che sembra fuoriuscita da una leggenda metropolitana: la Coscienza di Roma.

L’ambientazione del lago ex-Snia è l’occasione per mettere in campo il nuovo ‘mostro‘ di Caput Mundi. L’idea di inserire all’interno di questo mondo una figura così complessa e ben caratterizzata è vincente. Il mostro del lago è un contrasto gradevole con quanto finora visto della vita criminale di Roma, in cui manca un punto fermo morale, incredibilmente labile. La Coscienza di Roma tiene fede al suo nome imponendo un giudizio inamovibile, che distingue nettamente giusto o sbagliato, eseguendo subito la punizione. Stando a questo suo ruolo, diventa interessante scoprire nei prossimi numeri un suo giudizio, quello riguardante Greta.

Sicchio e Cirincione utilizzano la figura del mostro del lago anche come ottimo elemento ritmico. Il suo ruolo e l’approfondimento della sua genesi sono i momenti intorno a cui si sviluppa tutto il resto dell’albo, che non perde mai la sua forza narrativa, ma si carica sempre più fino al finale d’effetto che sorprende tutti. Compreso Battaglia, che dopo esser rimasto nell’ombra finora, sceglie di scendere in campo, anche lui interessato all’ambito hard disk. È proprio la presenza del vampiro a dare ancora più intensità all’ingresso in scena di Krieg, che per esser usato dalla Mummia come soluzione a Battaglia deve esser qualcuno di incredibilmente interessante!

caput mundi il lago che uccide copertina

A sostenere questa potenza narrativa, contribuiscono Stefano Manieri e Francesco Prenzy Chiappara, che donano a quest’albo un’intensità visiva imponente. La scelta delle inquadrature mai come prima all’interno di Caput Mundi risulta vincente. In apertura d’albo, il primo incontro con la Coscienza di Roma è potente, costruito alla perfezione grazie alla valorizzazione dei dettagli inseriti in un percorso grafico che ci guida fino al lato oscuro della coscienza capitolina. Stessa ammirazione è suscitata dall’intenso scontro finale tra i mostri romani, in cui la capacità dell’ultimo arrivato di poter vedere la vera natura degli altri consente ai disegnatori di alternare visione reale e allegorica dei personaggi. All’interno delle tavole figura anche la mano di Maria Letizia Mirabella, che con il suo lettering dona voce ed intonazione ai personaggi di Caput Mundi, sempre in maniera eccellente.

Marco Mastrazzo realizza la copertina, una tavola che definire impressionante è poco. La tensione muscolare della Coscienza di Roma è incredibile, ma a meritare l’ammirazione è l’ottimo lavoro svolto nel dinamismo della catena e nello splendido gioco di spruzzi dell’acqua, che sembra preso direttamente da una fotografia!

Caput Mundi: Il lago che combatte è al momento l’albo migliore della serie, grazie alla perfetta combinazione di tutti i suoi elementi. Il finale ad effetto è il lancio ideale per gli ultimi due episodi di questa prima stagione.

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