Torment: Tides of Numenera – Recensione

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Nato come ennesimo progetto crowfunding, Torment: Tides of Numenera è stato sostenuto in modo incredibile dagli appassionati di questa ambientazione e soprattutto da coloro in cerca di una esperienza GdR diversa. La trappola di queste iniziative è che gli sviluppatori possono lasciarsi prendere la mano, promettendo contenuti affascinanti che rischiano di non arrivare alla release finale.

Torment: Tides of Numenera ha avuto questo problema. InXile ha dovuto far fronte a ciò, dovendo tagliare alcuni contenuti che erano stati inseriti nella lista delle feature durante la campagna di Kickstarter. Tra cui il supporto alla lingua italiana, giusto per gradire. Come giudicare quindi il comportamento di InXile? Personalmente, queste mancanze sono più che bilanciate da quanto realizzato dal team di sviluppo, che ha realizzato uno dei videogiochi migliori del 2017.

Torment: Tides of Numenera è un gdr dalla forte connotazione sociale e con un’ambientazione incredibilmente profonda

Il merito di Torment: Tides of Numenera è di aver scelto un’impostazione di gioco che si distingue dal resto dei grandi titoli GdR. Tralasciando un gameplay stile Divinity: Original Sin 2, InXile ha scelto di puntare molto sul contesto sociale del mondo di gioco. La rivoluzione, in questo senso, è rendere le interazioni tra il nostro alter ego e il mondo circostante il fulcro della nostra esperienza, limitando il più possibile gli scontri. Ci sono altri titoli che hanno scelto questo approccio, come Shadowrun, ma Torment abbassa ulteriormente l’incidenza delle battaglie all’interno del gameplay, al punto che le linee di dialogo diventano le nostre armi.

Per darvi un’idea di questa profondità sociale, vi dico che durante ho dovuto orchestrare una minuziosa serie di compromessi fra diversi NPC in modo da portarli a perseguire uno scopo comune, facendo da mediatore alle loro diverse esigenze. In un primo momento non è stato facile, ma fortunatamente nel creare il mio personaggio avevo investito parecchi punti su una skill che consente di leggere nei pensieri altrui. A questo proposito, mai come prima è necessario valutare bene come impostare il proprio personaggio in Torment: Tides of Numenera. La scelta di InXile di creare una storia nella storia è vincente, rende la nostra esperienza incredibilmente coinvolgente grazie a una narrazione su più livelli, accessibili, però, solo attraverso una buona padronanza dell’arte oratoria.

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In Torment: Tides of Numenera, impersoniamo un Cast-off, un corpo ospite abbandonato del Changing God, un misterioso individuo che sfruttando il potere dei Numenera ha scoperto come trasferire la propria coscienza in altri corpi, diventando pressoché immortale. Il Changing God era però all’oscuro che abbandonando un corpo, questo sviluppa una propria personalità: noi!

Per stabilire quale sarà la nostra classe (Glaive, Nano o Jack) non ci viene offerta una scelta, ma una spettacolare sessione di gioco, in cui riviviamo alcune delle nostre passate esistenze. In questa fase, interagendo con i nostri ‘noi’ alternativi, apprendiamo le caratteristiche di ogni classe in modo approfondito, intuendo quale sarà la più adatta al nostro stile di gioco. Incredibilmente avvincente, una modalità interessante di creare un PG, che non potrà esser personalizzato da un punto di vista estetico, ma solo nella personalità.

Stando a questo iter, la mia prima scelta è ricaduta sul Nano, il tecnico del gioco. Specializzato nell’interazione con la tecnologia, a mio avviso è il personaggio più indicato per questa ambientazione in cui le innovazioni tecnologiche delle ere passate sono uno dei punti forti. Quando si è trattato di dover interagire con vecchi robot, il Nano ha potuto sfoderare la propria competenza per sbloccare delle nuove opzioni di dialogo.

Anche il Nano, come gli altri personaggi di Torment: Tides of Numenera, basa la propria personalità su tra aspetti: Intellect, Speed e Might. Ognuno di questi poteri ha una quantità di punti, che saranno impiegati per svolgere determinate azioni. Più punti impieghiamo, più avremo possibilità di aver successo. Tenete presente che Torment non è un gioco semplice, ma richiede un certo impegno, anche nella gestione di questi aspetti, rendendo necessario un attento upgrade dei nostri pool di punti nei passaggi di livello.

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InXile ha studiato l’interazione sociale come una parte essenziale dei nostri personaggi, scelta innovativa e intrigante, ma che si scontra con un potenziale ostacolo di molti giocatori: la conoscenza dell’inglese. Padroneggiare l’inglese è essenziale per cogliere le sfumature e la profondità di Torment: tide of Numenera, visto che si tratta sostanzialmente di un’imponente avventura testuale. Cogliere il riferimento in un dialogo, o decifrare a dovere un messaggio si traduce nel sapere quale azione compiere e quale potere usare, ma soprattutto ci consente di interagire a dovere con i diversi personaggi che incontreremo, dato che i combattimenti sono, come detto, un’eventualità molto rara.

In Torment: Tides of Numenera i combattimenti non hanno la funzione solitamente associata agli GDR classici. Laddove solitamente uno scontro è la soluzione ad una soluzione che abbiamo saputo gestire, nel videogioco di InXile le Crisis non sono una necessità, ma una scelta (il più possibile scongiurata dal sistema di gioco) volontaria, visto che possiamo evitarle con il dialogo o lo stealth, ad esempio. Nonostante questo, il sistema di combattimento in Torment è stato ben strutturato, con una modalità a turni, richiede di usare al meglio le nostre abilità e senza risparmiare nulla al nemico. Fondamentale è l’uso dei Cypher, dispositivi tecnologici che possono garantirci bonus, cure e potenziamenti. L’utilizzo dei Cypher viene mitigato con scaltrezza dal team si sviluppo, che dota questi dispositivi non solo di bonus, ma anche di malus legati al loro prolungato utilizzo. Sempre nell’ottica di creare una solidità narrativa impressionante, incontreremo degli NPC che ci racconteranno come il loro uso scriteriato dei Cypher li abbia condannati a sofferenze e problemi, come un venditore che ha subito una orrenda mutazione. Tenete presente come intendete giocare Torment fin dall’inizio. Se preferite un approccio diplomatico (che è il cuore del gameplay) non investite molto sulle armi, perché finirete per usarle pochissimo.

L’aspetto meglio riuscito di Torment: Tide of Numenera è sicuramente l’ambientazione. La costruzione delle dinamiche sociali, delle diverse fazioni e di come ogni personaggio interagisce nel macro-sistema in cui ci muoviamo è affascinante, magnetico; da questo punto di vista, InXile è stata impeccabile, riuscendo a creare delle tensioni interne anche al nostro party, che rendono necessarie sin dalla prime battute compiere delle scelte che si ripercuotono sulla nostra relazione con il mondo di gioco. Per rendere al meglio la profondità dell’ambientazione è stato fatto anche un ottimo lavoro sul comparto grafico, che sviluppa un mondo futuro incredibile e ricco di dettagli e sfumature, curando in modo incredibile le tonalità dei colori, la linea architettonica e gli spazi in cui ci muoveremo.

Torment: Tides of Numenera è un gioco di ruolo che si avvicina molto più ad un’avventura cartacea che non a un videogioco. Il videogioco di InXile è un prodotto rivolto a coloro che hanno una passione immensa per i GDR e che hanno la pazienza di perdersi in lunghi dialoghi, a patto di aver una conoscenza piuttosto seria dell’inglese. Se rispondete a questi requisiti, mollate tutto e correte sulla pagina di Steam del gioiellino di InXile!

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