Sleeping Beauties, due King al prezzo di uno! – Recensione

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Puntuale come le tasse, ecco arrivare nelle librerie Sleeping Beauties, il nuovo romanzo di Stephen King scritto in tandem con il figlio Owen, edito come sempre dai tizi di Sperling & Kupfler. Faccio subito una premessa assolutamente non necessaria: io sono un kinghiano d’acciaio, il Re ha rivestito e riveste un’importanza fondamentale nella mia formazione culturale, fra i miei (tanti) romanzi preferiti figurano parecchi titoli della sua bibliografia e lo ritengo il miglior scrittore vivente.Questo per mettere sull’attenti chiunque leggesse questa recensione: si tratta di una recensione assolutamente non obiettiva, tutt’altro che imparziale. É la recensione di un (scusate il termine) fan.

Sembra un giorno come tanti nella tranquilla e sonnacchiosa cittadina di Dooling, dove sembra non accadere mai niente. Lo psichiatra Clint Norcross inizia il suo lavoro nel carcere femminile della città, mentre la moglie Lila, lo sceriffo di Dooling, si appresta a dormire. I suoi propositi vengono turbati da un chiamata: un brutale doppio omicidio è stato commesso e la colpevole sembra essere una donna. Ed è proprio in una donna che si imbatte Lila, una donna nuda dalla vita in giù che dice di chiamarsi Evie. Nel mentre, i media iniziano a diffondere le notizie di una misteriosa epidemia che sembra colpire solo le donne: esse si addormentano e non si risvegliano più.

Sleeping Beauties, il nuovo romanzo di Stephen ed Owen King!

Ma sarà davvero così? Ai malcapitati uomini il compito di scoprirlo dando loro il bacio delle belle addormentate.

I due King, padre e figlio, scrivono un romanzo che parla di donne. Già questo è stato sufficiente a certa gaia critica per bollare l’intera opera con un’adeguarsi al politicamente corretto imperante di questi tempi. Sorvolando su cosa si intenda per politicamente corretto (definizione ormai abusata e utilizzata per qualsiasi pensiero che non sia di pancia), c’è da dire che Stephen King ha sempre parlato di donne in tutti i suoi romanzi.

sleeping beauties copertina

Soprattutto, ha sempre parlato delle donne come vittime degli abusi delle società.

Come dimenticare Carrie, la protagonista dell’omonimo romanzo che gli ha dato il successo, oppure la maestosa Beverly Marsch di IT, o Lisey di Storia di Lisey? Donne indimentabili, tutte segnate, in un modo o nell’altro, dal dominio della visione maschile sulla società. Stephen e Owen aprono il romanzo trasportandoci in una tranquilla cittadina in cui gli abusi sulle donne sono all’ordine del giorno, abusi che non riguardano solo l’aspetto fisico e violento, ma si insinuano più profondamente ed entrano nella mente, condizionando il pensare e l’agire.

Da questo punto di vista, Sleeping Beauties si inserisce nella più pura tradizione horror di King: l’horror non è quello di mostri o zombie assassini, bensì quello degli esseri umani normali, quello della realtà quotidiana in cui tutti noi siamo immersi, quello in cui se un uomo ha molte donne viene considerato un abile seduttore, mentre se una donna ha molti uomini è trattata da prostituta, quello dove un uomo può permettersi tutte le spese pazze che vuole, mentre una donna viene vista come sconsiderata se utilizza parte dei propri risparmi per motivi personali.

I mostri siamo noi, l’antico motto di King, si fa, se possibile, più reale e terrorizzante che mai in questo Sleeping Beauties. Come si può rimanere indifferenti di fronte agli abusi commessi dai secondini sulle inermi prigioniere del carcere femminile di Dooling, per esempio? Padre e figlio afferrano il lettore per la collottola e lo lanciano là dove l’orrore è più terrificante che mai, ovvero quando un essere umano abusa di un proprio simile incapace di difendersi.

E dopo aver sviscerato a lungo le tematiche di Sleeping Beauties, ecco un paio di considerazioni finali.

Nell’ultimo decennio King ci ha abituati a una produzione un po’ discontinua. Si va da grandi lavori come The Dome, 22/11/63, Notte buia e niente stelle e Il bazar dei brutti sogni, fino ad abissi come Dr. Sleep (a parere di chi scrive, il più brutto romanzo di King) o Mr. Mercedes. Qui, complice forse la mano del figlio, si ritorna a grandi livelli con una splendida rivisitazione in chiave horror delle favole classiche, soprattutto quella della Bella Addormentata. Siamo di fronte ad un romanzo bellissimo scritto con la consueta maestria che ci spiega ancora una volta perché Stephen King è uno degli scrittori più letti ed amati del pianeta.

Certo, il deus ex machina della vicenda (l’epidemia del sonno) paga un pegno enorme a quello di un altro romanzo di Stephen King, ovvero L’ombra dello scorpione, ma è giusto un peccatuccio venale, considerato che siamo di fronte a un lavoro di notevole qualità.Lo stile di King è quello asciutto degli ultimi lavori, mentre l’apporto del figlio, scrittore a sua volta, si nota soprattutto a romanzo inoltrato, quando il thriller/horror iniziale si è evoluto in un dark fantasy a tinte fosche.

Siete dei lettori appassionati di King? Fate vostro questo libro e leggetelo tutto d’un fiato. Non siete lettori appassionati di King? Fate sempre vostro questo libro e leggetelo tutto d’un fiato. Siete di quelli per cui le donne devono ritenersi fortunate se voi uomini concedete loro di prendersi un caffè con un’amica? Fate sempre vostro questo libro, leggetelo tutto d’un fiato e, possibilmente, fatevi vedere da uno molto bravo.

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