EA: nessuna rinuncia alle microtransazioni!

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EA incassa la sconfitta su Star Wars Battlefront 2, ma non rinuncia all’idea delle microtransazioni

Che le microtransazioni di EA siano il tema caldo del periodo è indiscutibile. L’uscita di Star Wars Battlefront 2 è stata la scintilla che ha innescato le polveri di un fastidio già da tempo presente nella community dei videogiocatori, scatenando una polemica che si è allargata anche alle istituzioni di diversi paesi.

Nonostante la stessa Disney sia intervenuta a riguardo e la sospensione delle microtransazioni e loot boxes in Star Wars Battlefront 2, pare che EA non sia intenzionata a rinunciare a questa feature nei suoi titoli. Negli scorsi giorni, il colosso videoludico ha cambiato il sistema di microtransazioni in un altro suo titolo, Need for Speed Payback, ma l’abbandono di questo aspetto pare decisamente estraneo ai vertici di EA.

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Come riporta GamesIndustry.biz, durante il Credit Suisse 21st Annual Technology, Media & Telecom Conference, il CFO di EA Blake Jorgensen ha affermato:

“Non stiamo pensando di rinunciare alla possibilità delle microtransazioni. Stiamo ascoltando e imparando dalla community in termini di come migliorare questa funzione in futuro, e arriveranno novità man mano che impareremo. Ma posso affermare con sicurezza che di certo non cambieremo la nostra stategia”

Uno dei motivi per cui Star Wars Battlefront 2 è stato pesantemente criticato rispetto ad altri titoli in cui sono presenti microtransazioni è il modo in cui quest’ultime influiscono sul gameplay. Titoli come Overwatch hanno optato per transazioni che influenzino solo l’aspetto estetico dei personaggi, come accade in casa EA per i pack acquistabili in Titanfall 2. Tuttavia, Jorgensen sostiene che un simile approccio estetico sarebbe sbagliato per Star Wars

“Se si aggiungono una serie di pack cosmetici si rischia di violare il canone di Star Wars. Darth Vader in bianco probabilmente non avrebbe senso. Senza precisare che sicuramente non apprezzereste un Darth Vader in rosa. Nessuna offesa per il rosa, ma non lo vedo come una scelta molto canonica”

A prescindere dal colore di Darth Vader, è facile intuire che questa sia più un’indicazione arrivata ad EA e DICE dalla LucasFilms, soprattutto considerando che un’ipotesi di personalizzazione estetica era stata precedentemente bloccata proprio dai detentori dei diritti di Star Wars, al punto che qualcuno ha scavato a profondità in Star Wars Battlefront 2 trovando un menù di personalizzazione del personaggio nascosto.

La diatriba su Star Wars Battlefront 2 ha comunque colpito EA, che ha subito un contraccolpo economico stimato in una perdita dell’8.5%, in un periodo in cui altre software house con titoli che comprendono microtransazioni hanno registrato dati in crescita (Take-Two +5% e Activision-Blizzard +07%). Questo calo si traduce per EA in una perdita di circa 3 miliardi di dollari, ma stando a quando detto dall’analista Daniel Ahmad questo dato è ancora più grave di quanto sembra.

Riuscirà EA a recuperare questa pesante batosta?

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