Yoda e Poe Dameron ancora protagonisti di Star Wars!

Anche questo mese Panini ci propone il tandem Star Wars – Poe Dameron, in cui ci si appresta alla battute finali per l’avventura di Yoda, mentre si conclude il primo arco narrativo delle avventure dedicate allo spericolato pilota della Resistenza.

Ma procediamo con ordine. Abbiamo lasciato Yoda il mese scorso alle prese con una popolazione primitiva, di force user potremo definirla, che conosce l’uso della forza in un modo rudimentale. E lo stesso tempo Luke, che sta leggendo quanto è accaduto al saggio Maestro Jedi dalle pagine del diario lasciatogli da Obi Wan, capisce qual’è la sua strada per poter diventare anch’egli uno Jedi.

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In questo albo, Aaron ci propone una doppia storia, ben divisa, in cui verso la fine il fronte narrativo si ribalta, lasciando Yoda sul pianeta sconosciuto e portando Luke sul sistema di Vagadarr, verso un pianeta che non appare sulle mappe. La distinzione dei due tempi narrativi è anche ben sottolineata dai tratti di Larroca, che procede il suo lavoro con un talento fantastico e, soprattutto dai colori di Delgado, molto onirici e sognanti nella prima pare, vividi e reali nella seconda, che ben si sposano con la narrativa di Star Wars.

Come già detto in precedenza questo arco narrativo non mi ha convinto del tutto, avrei preferito che Aaron delineasse la storia direttamente nel passato, raccontata dai diari di Obi wan, come già accaduto le due volte precedenti. Devo dire però che mi sto ricredendo in questa parte finale, forse l’espediente è servito (dico forse perché il giudizio definitivo lo porrò il mese prossimo). Dobbiamo ricordarci che tutta questa nuova serie iniziata più di due anni fa, ha l’intento di raccontare e spiegare come e perché Luke sia diventato uno Jedi, nella parentesi narrativa tra la distruzione della prima Morte Nera e la battaglia di Hoth. Devo dire che in queste ultime battute la cosa si fa molto interessante, perché si riprende proprio l’intento originale, dopo alcune digressioni. Siamo all’interno di u razzo, dove se visto al contrario si intravede il disegno, e gli intrecci non si comprendono, ma se visto dal lato giusto, questo acquista un altro valore. Mi sento di dire in tutta tranquillità che questo è lo spirito con cui dobbiamo affrontare la lettura di tutto il nuovo canone.

Oltre tutto quello che mi ha lasciato perplesso è stato proprio questa rottura degli schemi all’interno della narrazione per come fin ora il nuovo corso ci è stato presentato. L’importante non è capire se Yoda sopravviva o no all’avventura (cosa scontata), ma il perché e le modalità. La domanda è cosa accadrà a Luke nell’incontrare Garro, il ragazzino ormai cresciuto che si era offerto come accompagnatore al maestro Yoda, che riconosce Luke per quello che è ovvero uno Jedi, e forse, questa volta, la strada per il giovane Skywalker è quella giusta.

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Facciamo un salto temporale di quasi trent’anni nella cronologia di Star Wars e andiamo a vedere cosa sta combinando Poe Dameron sul pianeta prigione Megalox Beta, dove sta cercando di liberare Grakkus the Hutt per avere informazioni su Lor San Tekka, l’amico della famiglia Skywalker che conosce la vera ubicazione dell’esilio autoimposto da Luke. L’elemento della “cerca” così come nell’episodio analizzato precedentemente, è sempre al centro in queste storie. L’agente Terex, al soldo del Primo Ordine, organizza una rivolta nel carcere per liberare l’Hutt, intendendo eliminare nel frattempo anche i piloti della squadra guidata da Poe. Ma Terex non ha tenuto conto dei droidi astromeccanici della Resistenza, tra cui il coraggioso BB-8, novello R2D2, che manda in frantumi il sistema di controllo e difesa del pianeta prigione e riesca a contenere la furia dei droidi da difesa, compresi quelli molto più grandi e forti di lui (quasi un “più è grosso più rumore fa quando cade”).

La soluzione della rivolta ha una certa “gravità”. Megalox Beta è un pianeta enorme, la cui gravità è modificata dalla stazione di controllo posta in orbita stazionaria al di sopra della prigione. La manomissione da parte di BB-8 del sistema di controllo e l’intelligenza di Poe fanno andare a buon fine la missione cogliendo di sorpresa l’infido Terex.

Soule ci riporta in un clima di spionaggio ben inserito nel contesto di Star Wars, in cui le parti presenti non si sa bene da che parti giochino. La stessa direttrice del carcere è stata comprata da Terex per mettere in difficoltà e imprigionare Poe e i suoi piloti. Ma non solo. Al ritorno alla base, in un colloquio con i generale Organa, nasce il sospetto che le mosse della Resistenza siano previste dall’agente Terex a causa di una falla di informazioni all’interno della Resistenza. La mossa successiva è, quindi, di trovare chi fornisce queste informazioni. Si sposta il focus della missione, da trovare Lor San tekka, e quindi localizzare Luke, a identificare una spia. Questo da una spinta di longevità alla serie, che è ambientata pochi mesi prima di episodio ottavo e nelle cui prime scene trovarà la sua naturale conclusione.

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Un breve accenno all’arte figurativa di Phil Noto, sempre realistica nella trasposizione dei tratti degli attori (un plauso per i disegni del Generale Leia), anche se trovo troppo abbozzate e poco rifinite le tavole della rivolta sul piante Megalox. Tutto sommato porta a termine un buon lavoro. In ultimo, la figura di Terex è ambigua. Egli appartiene sì al Primo Ordine, ma la chiusura di comunicazione durante l’ammonimento del Capitano Phasma rende la sua personalità molto sfaccettata e la sua indole non adatta a prendere facilmente ordini da altri.

Con questo ci salutiamo, dandovi appuntamento su queste pagine a fine mese con il nuovo numero di Darth Vader dove si concluderà la miniserie di Darth Maul e continueranno le avventure della dottoressa Aphra.

Che la Forza sia con voi!

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