The Gifted: In Trappola – Recensione

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The Gifted costringe Eclipse ad affrontare il suo passato!

Ancora una volta The Gifted, il serial ambientato nel mondo mutante di casa Marvel in onda su Fox, coinvolge gli spettatori in una puntata che punta molto sul fattore relazionale. Come notato durante la visione del precedente episodio The Gifted cerca di trasmettere il senso di famiglia, non solo presentando la difficoltà degli Stracker nel ritrovarsi, ma anche nel mostrarci come il gruppo di mutanti tenti di non perdersi, di sopravvivere insieme.

Con In Trappola questa volontà di ricomporre il gruppo che abbiamo conosciuto nella prima puntata del serial è il motore dell’episodio. Da un lato, gli Stracker vogliono salvare in ogni modo il padre, Reed, ancora in mano ai Sentinel Services, dall’altro i mutanti capeggiati da Eclipse e Warpath sono intenzionati a salvare Polaris. Quando scoprono che un trasferimento di prigionieri è stato organizzato per muovere entrambi i prigionieri in una struttura più sicura.

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The Gifted riesce a sviluppare, partendo da questo tema, una narrazione psicologica che non solo complica una situazione già sufficientemente tesa, ma che arricchisce anche il vissuto, presente e futuro, dei personaggi. Chi viene particolarmente seguito è Eclipse, che giova di un approfondimento sul suo passato, legato ai cartelli sudamericani della malavita. Il passato del mutante diventa la sola possibilità di salvare Polaris e Reed Stracker, un’occasione che costringe il mutante a mettersi in gioco per scoprire fino a che punto sia pronto a rischiare per salvare la sua amata.

Il sentimento è la forza motrice dell’intera serie, finora. Che sia amore o disperazione, rabbia o determinazione, è sempre questa molla a muovere i nostri eroi. Basta pensare al giovane Andy, il cui devastante potere è attivato dalla rabbia, come scopre ben presto la sorella. Solitamente il rischio di abusare di questa componente emotiva è quello di creare una narrazione lenta, troppo concentrata sulla forzatura di un’empatia che tende a rompere il ritmo della storia nei momenti meno indicati.

In trappola mostra come in The Gifted si cerchi di evitare questa insidia. Non mancano piccoli cali di tensione in favore della costruzione di una particolare dinamica personale (come tra Warpath e Blink), ma generalmente il tenore della narrazione è sempre tenuto su una tensione che stimola lo spettatore, con una certa vicinanza con il pubblico più giovane, sicuramente più abituato a questa tipologia di costruzione.

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Particolarmente efficace in In trappola il rapporto tra Polaris e Reed Stracker, che passa dalla diffidenza ed odio ad una forzata collaborazione, basata sempre sul sospetto ma sostenuta dalla necessità di una fuga. Da notare come, in rispetto alla tradizione degli X-Men, si scelga di dare ai mutanti la tendenza di abbandonare il proprio nome da homo sapiens in favore della nuova identità da homo superior, da mutante. Se i Sentinel Services continuano a riferirsi alla prigioniera come Lorna Dane, lei si ostina a ricordare di essere Polaris. Sono piccoli segnali di una caratterizzazione del contesto narrativo ben strutturata, indice di una volontà di rispettare i dettami dell’ambientazione mutante, creando un legame con i fan del mondo X della Marvel senza ricorrere necessariamente ai nomi più famosi dell’universo mutante.

Dopo il ricongiungimento finale, ora il vero dubbio è su come Eclipse riuscirà a mantenere il patto preso con i cartelli e quanto questa scelta graverà sul futuro dei mutanti. Le risposte potrebbero arrivare già mercoledì prossimo!

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