Asterix e la corsa d’Italia – Recensione

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Asterix e la corsa d’Italia, avventura italiana per il gallo più famoso dei fumetti!

Jean-Yves Ferri (testi) e Didier Conrad (disegni) hanno ereditato da Uderzo il compito – da far tremare i polsi – di continuare le avventure di Asterix e Obelix, nate dalla genialità della coppia Goscinny e Uderzo ormai quasi sessanta anni fa (la prima apparizione è del 29 ottobre 1959 sulla storica rivista Pilote, che diede i natali anche a Valerian) e note in tutto al mondo. Ormai con cadenza biennale i due fumettisti della bedè franco-belga ci riportano in quello sperduto villaggio dell’Armorica dove un gruppo di irriducibili Galli resiste all’invasione di Cesare grazie alla pozione magica del druido Panoramix. Proseguendo la tradizione avviata da Goscinny e Uderzo di alternare avventure ambientate nel villaggio con avventure caratterizzate da una più o meno lunga trasferta, Ferri e Conrad dopo averci portato in Scozia tra i Pitti nel loro esordio, raccontato le vicende del Papiro di Cesare, ci portano di nuovo a spasso, finalmente dedicando un albo monografico alla terra italica. Questo è infatti il tema di Asterix e la corsa d’Italia una carrellata di luoghi (comuni e non) e personaggi del passato e del presente della storia italiana.

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La scelta di Ferri e Conrad è coraggiosa anche perché si tratta di confrontarsi con un numero storico, ovvero Asterix e il giro di Gallia, quinta avventura della serie e da molti considerata un vero e proprio punto di svolta per le storie di Goscinny. E a mio avviso, anche se fare paragoni con il maestro indiscusso Goscinny è francamente insensato, si è trattato di una scelta che ha pagato. Troviamo infatti da lettori affezionati ad Asterix, tutta la varietà di personaggi dalla varia umanità che da sempre fanno capolino nelle storie dei pazzi Galli. Al campionario di Britanni (vi ricordate l’eccelso Asterix e i Britanni?) sempre con una tazza di acqua calda in mano, pigri e sfaccendati Lusitani, Goti dalla parlata (o meglio scritta) gotica, Greci, Normanni, splendide e avvenenti Kushite innamorate come spesso capita del piccolo Idefix, si aggiunge l’elenco di popoli e parlate italiche: abbiamo veneti, etruschi/toscani, umbri, romani delle borgate, napoletani. Il tutto condito da una sana presa in giro di tanti luoghi comuni che toccano la natura, l’arte e la cucina italiana (non mancherà una profezia di Obelix sulla pizza!).

E poi gli affondi su personaggi amati (o in qualche caso odiati o quanto meno discussi) del passato recente o addirittura del presente, così come amavano fare Goscinny e Uderzo rispetto alla Francia degli anni sessanta e settanta. Cito solo tre momenti/figure poste sotto l’occhio di ingrandimento da Ferri: la condizione delle strade romane piene di buche (molto attuale visti tragicomici tentativi di risolvere il problema nella capitale oggi!), un oste dal canto facile che ha il volto di Luciano Pavarotti e un abile imprenditore che è disposto a vendere pubblicità dappertutto e a fiutare il possibile grande incasso dietro ogni situazione, ovvero Silvio Berlusconi, per il quale Obelix non ha belle parole! E su questo – mi si consenta (battuta dovuta) – che fuori d’Italia il politico di riferimento sia ancora Berlusconi dice molto di come sia considerata all’estero la nostra attuale classe politica.

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Ferri e Conrad muovono quindi un passo ulteriore nel solco della tradizione della saga di Asterix e lo fanno offrendo a noi lettori tante piccole o grandi situazioni, gag, scene che ci hanno fatto innamorare del guerriero gallico e del suo amico portatore di menhir: ci sono i nomi parlanti e immaginifici che proiettano nel passato del I secolo a.C. situazioni del presente, ci sono le varie grafie che distinguono la parlata dei popoli (bella la trovata dei Sarmati con alcune lettere ribaltate e sempre azzeccati i baloons ad ideogrammi delle kushite), ci sono le gag di Matusalemix e anche una grande vignetta con vista dall’alto (scene viste e riviste nelle scene di schieramenti di battaglie) dell’arrivo in Piazza del Campo a Siena.

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Un ultimo punto a favore della coppia Ferri/Conrad è anche l’uso di un personaggio chiave come Cesare, relativamente usato nella gestione Uderzo, ed ora ben sfruttato negli ultimi due albi. Insomma un albo di notevole livello che ci fa solo rimpiangere il fatto di dover aspettare due anni per il prossimo numero! Quindi W Goscinny e Uderzo e ora W Ferri e Conrad!

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