The 100, una terza stagione sotto tono – Recensione

The 100, una terza stagione decisamente sottotono e priva di mordente, tra citazioni e situazioni scontate

Certe serie tendono a perdere la propria rotta, iniziando con una buona dose di innovazione salvo poi perdersi nel citazionismo più estremo, al punto di rinunciare alle caratteristiche che lo hanno reso interessante all’inizio. È quello che accade nella terza stagione di The 100, giunta su Netflix in questi giorni, riportandoci nella terra futura post catastrofe.

Nelle prime due stagioni le fila della storia erano ben scandite, con una buona intensità narrativa che riusciva a non lasciare emergere solo lo spirito profondamente teen della serie. Il fatto che i protagonisti principali siano ripartiti in modo sufficientemente equilibrato tra diverse fasce d’età era uno dei punti di forza del serial, non rivolgendosi solamente ad un pubblico giovanile.

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La terza stagione di The 100 sembra esser improvvisamente piagata da una totale assenza di novità. Manca in questa infornata di episodi un qualcosa che non sia già preso da altre parti, con la speranza da parte degli autori di riuscire a coprire il tutto con una patina di simil-religione che potrebbe infastidire una bella schiera di spettatori, visto una certa propensione a investire di negatività un codice rituale preso palesemente dal cristianesimo.

Dopo esserci domandati per due stagioni come si sia arrivati al mondo di The 100, finalmente scopriamo che dietro tutto questo c’è una IA impazzita, che ha scatenato un olocausto nucleare perché convinta che l’unico modo per salvare l’umanità sia decimarla. E quindi, quale modo migliore di far scoppiare una guerra nucleare?

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Pare che l’esempio di Skynet abbia fatto proseliti. Impossibile vedere lo svolgimento di questa trama senza ravvisare nella storia di Terminator lo stampo da cui è fuoriuscita la storia di questa terza stagione. La presenza delle IA come elemento portante di questi episodi è affascinante almeno per le prime due puntate, ma a breve diventa una presenza talmente mal gestita da perdere il fascino iniziale. La ricostruzione degli eventi passati che hanno portato alla diffusione di questa IA maligna è narrata in flashback, inseriti nel contesto principale in momenti in cui dovrebbe aumentare la suspence, ma che in realtà serve a dare una parvenza di credibilità ad una trama traballante.

The 100 non si limita a ispirarsi liberamente (per usare un eufemismo) Terminator, ma mutua da una serie di sci-fi più apprezzata degli ultimi anni il rapporto IA-umani. Il rapporto tra Telonius e la IA malvagia è una palese fotocopia della relazione che legava Gaius Baltar e Caprica Sei in Battlestar Galactica, sotto ogni aspetto. Il fatto che solo coloro che sono collegati in rete tramite la Chiave possano vedere la donna misteriosa ricorda molto l’espediente visto all’epoca a bordo del Galactica, così come la religione che sembra animare i seguaci di Telonius e la visione onirica della Città della Luce.

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Sempre da Battlestar Galactica sembra arrivare la volontà di ispirarsi alla religione, come detto più in alto. L’assunzione della Chiave in un rito simile all’eucarestia, il voler costruire un credo a sostegno della missione di evangelizzazione di Telonius e la punizione per crocefissione sembrano essere una visione oscura del cristianesimo, che di per sé potrebbe esser interessante come spunto, ma in The 100 viene presentato in modo piuttosto sbrigativo, contando sull’empatia che la combinazione immagine-musica dovrebbe suscitare.

Questa terza stagione sembra animata più dalla voglia di raccontare a tutti costi diverse linee narrative, senza però riuscire a trovare una direzione chiara. Tutti i personaggi principali sembrano ricascare negli stessi errori, quasi fossero intenzionati a cercare situazioni estreme in cui qualcuno prima o poi debba morire. Clarke in modo particolare sembra una ragazzina che ha perso totalmente la propria anima guerriera, sospinta dagli eventi, in una situazione che nemmeno il pesante spettro dell’eccidio di Mount Weather può spiegare. Le situazione di questi episodi si ripetono in continuazione, manca una spinta innovativa, al punto che uno spettatore attento riesce ad intuire in modo rapido come si concluderanno certi eventi, complice una ripetitività autoriale degli sceneggiatori che sembrano in possesso di un’idea di generale di come sviluppare la storia, ma totalmente privi degli strumenti per raccontarli. Per narrare in modo convincente e avvincente questa terza stagione sarebbe bastata la metà degli episodi, ma The 100 sembra sia stato allungato per raggiungere il numero previsto di puntate. Meglio pochi, ma buoni è un motto che dovrebbe esser ricordato agli sceneggiatori. L’espediente più usato per tenere in piedi la storia è quello di metter a turno i protagonisti uno contro l’altro, senza continuità, in un modo talmente prevedibile che risulta stucchevole e scontato; ripetitività e prevedibilità sono le caratteristiche più marcate di questa stagione di The 100.

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The 100 è sicuramente rivolto ad un pubblico adolescente, visto come le dinamiche personali (in particolare le love stories) sono trattate, ma ciò non toglie che manca una struttura narrativa solida, originale, che in questa terza stagione arriva a mostrare una fragilità che si cerca di mascherare con una serie di citazioni ed ispirazioni che tendono a prendere il sopravvento sulla trama principale. Scene prevedibili ed esiti scontati danno il colpo di grazia ad un serial che approda su Netflix dopo aver mostrato qualcosa di positivo nelle precedenti stagioni, ma che al terzo ritorno sulla piattaforma di streaming digitale sembra perdere ogni spinta narrativa. In alcuni punti, una colonna sonora piuttosto carente cerca di aumentare il senso di ansia nello spettatore per enfatizzare la trama, ma il risultato è spesso insufficiente.

Dopo questa narrazione piuttosto deludente, le speranze su una ripresa del carisma di The 100 nella quarta stagione sono piuttosto scarse, complice un finale in linea con il resto degli episodi: scontato. In America sono già stati resi disponibile la quarta stagione e il trailer della quinta, non ci resta che attendere la release anche sul Netflix italiano.