Battle Chasers Nightwar, Madureira è tornato – Recensione

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Battle Chasers Nightwar, l’atteso videogioco creato da Joe Madureira, finalmente è realtà!

Poche cose possono stuzzicare un appassionato di fumetti e videogiochi come un prodotto che abbia come punto di partenza entrambi. Nel recente passato a farla da padrone, sotto questo aspetto, è stata Rocksteady con la sua riuscita saga dedicata al Cavaliere Oscuro di Gotham City, ma recentemente si è presentato alla ribalta, su console e Steam,  un titolo che unisce alla commistione di genere un aspetto nostalgico di un certo peso: Battle Chasers Nightwar.

Per chi ha qualche anno di carriera nel mondo nerd, il nome di Joe Madureira è un campanello d’allarme. L’artista americano è un artista apprezzato del mondo dei comics (ancora mi ricordo la sua lunga produzione su Incredibili X-Men) e ancora più noto nel mondo dei videogiochi come concept designer. Un titolo che ha visto il suo talento all’opera? Darksiders, e scusate se è poco! All’interno della produzione fumettistica di Madureira, circa vent’anni fa, compare un progetto, Battle Chasers, a cui l’autore rimane profondamente legato. Nonostante il successo presso il pubblico, la serie chiude al numero nove, divenendo un chiodo fisso per l’autore.

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Due anni fa, dopo una lunga carriera all’interno dell’industria videoludica, Madureira decide di mettersi all’opera sul suo Battle Chasers. Primo passo, creare un proprio studio, The Airship Syndicate, per poi lanciarsi nel mondo del crowd funding. E lì si è visto come gli appassionati si ricordassero con amore del caro vecchio Battle Chasers. L’operazione di Madureira ha contato anche sul sostegno di THQ Nordic, oltre che alla volontà di Image Comics di rimettere in pista una nuova serie di comics. Ed ecco quindi arrivare Battle Chasers: Nightwar. La lunga attesa di Madureira per realizzare questo progetto sembra aver dato al team di sviluppo una bella carica per realizzare un titolo estremamente curato sotto molti aspetti, ma che sembra traballare nella narrazione.

L’idea un di RPG stile giapponese rivisto dalla mentalità americana è un concept piuttosto rodato e sfruttato, ma che si basa principalmente su un pilastro che deve esser perfetto: la storia. Battle Chasers: Nightwar parte senza un preambolo ben definito, con gli eventi già in moto, non facilitando l’inserimento dei giocatori all’interno della trama. I personaggi sono bene caratterizzati, sia come archetipo che come attori della storia, ma il modo in cui si viene a loro conoscenza è molto sbrigativo, quasi accennato. L’intento, probabilmente, è quello di far scoprire man mano il fulcro della trama, comprese alcune relazioni tra i personaggi principali, una qualità del titolo che emerge lentamente.

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A complicare la cosa, per alcuni, potrebbe esser l’impostazione narrativa molto vicina ad un fumetto, non una sorpresa visto il background di Madureira. La narrazione viene svolta tramite tavole da comics e dialoghi fumettistici, specialmente in alcune cut scenes. Il problema è che le frasi ad effetto usate spesso prima dei combattimenti sono abbastanza ripetitive. Ma questo semplicistico approccio linguistico dipende in un certo senso dalla traduzione italiana non esattamente esaltante; rigiocando il titolo in originale, si vede come la cura lessicale sia più ‘adulta’, grazie a espressioni gergali e un tono più diretto tra i personaggi. È un dettaglio, ma in un gioco di ruolo l’impressione di esser in un mondo realistico è una delle chiavi essenziali, un aspetto che nella traduzione italiana si è persa.

Tutto questo vanifica il lavoro su Battle Chasers Nightwar? Assolutamente no.

Per quanto lo stile JRPG sia decisamente strausato, Battle Chasers Nightwar riesce a dargli una valenza importante. Sicuramente l’ottimo lavoro dei ragazzi di Powerhouse Animation (già autori di Castlevania per Netflix) nella breve intro dona un primo impatto grafico, tipico dello stile di Madureira. Una visione grafica che rimane coerente in tutto il resto del videogioco, dalla mappa bidimensionale usata nell’esplorazione allo stile dei combattimenti, tutto è permeato da questo stile ‘alla Madureira‘. Siamo onesti, la maggior parte dei sottoscrittori della campagna di Kickstarter ha contribuito spinta da questo nome, avvinta dal suo stile, quindi possiam dire che abbiamo esattamente ciò per cui abbiamo pagato! Lo stile vagamente retrò nell’impostazione grafica, tradizionale del genere, e lo stile di Madureira (perfetto equilibrio tra stile manga e scuola americana) sono due caratteristiche che rendono Battle Chasers: Nightwars un videogioco onesto nello spirito e accattivante.

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Entrando nel merito del gameplay, Battle Chasers: Nightwar non si discosta dalla tradizione. Abbiamo un party composto da sei personaggi, ben assortiti per rappresentare al meglio gli archetipi tipici del genere, di cui avremo a disposizione solo tre alla volta. L’ideale è aver un party sempre equilibrato, anche se all’inizio la scelta sarà vincolata dagli eventi.

Nei combattimenti, avremo modo di affrontare i nostri avversari in uno scontro a turni, in cui la tattica ed il perfetto uso delle capacità dei nostri personaggi sarà essenziale. Avremo a nostra disposizione due tipi di attacchi, uno libero ed uno alimentato a mana, una risorsa che tende a riformarsi con una certa lentezza. A questo si aggiunge il sovraccarico, una risorsa che si accumula usando attacchi ‘normali’ e che in alcune situazioni può sostituirsi al mana. Dopo qualche scontro, ai nostri eroi verrà fornita la barra dell’Ultra, un pool di energia che si accumula combattendo e che consente ai personaggi di utilizzare una propria forma d’attacco incredibilmente potente.

Fortunatamente, i nostri eroi aumenteranno di livello, sbloccando nuove capacità e tratti essenziali che ci aiuteranno ad affrontare gli scontri con maggior incisività. Ogni eroe ha un suo ruolo (dall’healer al tank al DPS) quindi il proseguire nell’evoluzione si traduce nell’ottimizzare il ruolo del singolo personaggio, scegliendo se privilegiare il suo apporto in battaglia o il ruolo da supporto.

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Specialmente negli scontri più avanzati, questa scelta sarà fondamentale, una cura da parte del giocatore che si deve conciliare con l’utilizzo dell’equipaggiamento, ottenibile sia come loot che tramite un semplice ma intrigante sistema di crafting.

Oltre all’esplorazione della mappa, sarà possibile infilarsi in vari dungeon, una vera chicca di Battle Chasers Nightwar. Realizzati graficamente al meglio, si tratta di mappe in cui avremo modo di esplorare grotte o fortezze, spesso seguendo quest, ma anche per il puro gusto di girovagare in certa di loot e scontri epici. Nonostante l’impegno profuso, capita spesso di percepire un minimo squilibrio nella curva di difficoltà, colpevole un sistema in cui alla sconfitta segue la ricomparsa in una locanda, con una sostanziosa perdita di denaro. Si tratta di piccole cose che non inficiano un’esperienza di gioco intrigante, ma che per alcuni può diventare snervante.

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