La notte dell’oliva, l’esordio su carta del Baffo – Recensione

la notte dell'oliva cover

ManFont punta sul Baffo, pubblicando il suo esordio cartaceo, La notte dell’oliva

Oramai il web sembra essere diventato un punto di partenza per molti autori di fumetti, che da questo media (in particolare i social come Facebook) riescono a ritagliarsi una notorietà che li porta a diventare autori riconosciuti ed apprezzati. Nomi come Bigio, Zerocalcare o Sio sono divenuti popolari, ritagliandosi una folta schiera di appassionati non solo digitali ma anche cartacei. Tocca ora a Giulio Mosca, con il suo La notte dell’oliva, tentare questo salto.

A dargli fiducia ci ha pensato ManFont, casa editrice che si sta mostrando in costane crescita con prodotti di una certa caratura, indirizzati a diverse fasce di pubblico. La notte dell’oliva viene inserita in una serie, la MF Project, in cui Mosca dovrebbe fare squadra con un artista del calibro di Grant Morrison, che ManFont presenta con 18 Day e Avatarex: Destroyer of Darkness.

copertina la notte dell'oliva

Esordire con questa premessa non deve essere un compito facile per un giovane autore, che può contare sulla base di migliaia di like su Facebook, ma che deve scontrarsi con un pubblico più ampio e con un gusto che può differire dall’utente medio del re dei social.

Il Baffo è un indolente che vive le sue giornate nella pigrizia, restio ad qualunque attività, un isolato caso umano che non intende mescolarsi al resto della gente. Fino a quando un suo amico non riesce a portarlo fuori di casa, con la suggestiva promessa di un locale esclusivo in cui passare una nottata assieme. Giunti al locale, il Baffo e l’amico si perdono di vista, ma hanno un punto di riferimento per ritrovarsi: il Bar.

Situato al fondo del locale, il bar diventa la prima tappa di un viaggio particolare per il Baffo. Il bartender del locale inizia ad incalzarlo di domande, prima di indicargli una porta alle sue spalle. L’inizio di un percoroso inatteso per il giovane pigro, che vivrà un’esperienza che lo porterà a confrontarsi con sé stesso.

la notte dell'oliva 1

L’idea in sé potrebbe esser anche intrigante, ma si perde, ironicamente, all’interno di una serie di luoghi comuni sui cosiddetti millennials, nel tentativo di presentare un ritratto di una generazione che non si focalizzi su reali elementi, ma più che altro su una visione allegorica artificiosa in cui i nati nel nuovo millennio vogliono identificarsi forzatamente.

Mosca avrebbe potuto usare meglio l’occasione che gli è stata offerta come esordiente, spingendo sull’acceleratore e tentare di presentare un qualcosa di davvero innovativo in termine di tematiche. Le idee presenti in La notte dell’oliva non sono nulla di nuovo, il gioco del viaggio interiore è un cliché trito e ritrito e tutte le elucubrazioni mentali del protagonista arrivano, inevitabilmente, a soluzioni già lette, viste o ascoltate.

La salvezza di questo volume risiede nel suo approccio grafico, in particolare la colorazione. I disegni sono studiati per dare un tono di emotività alla storia, sfruttando colori dall’accostamento azzardato ma vincente. Perché sono un tocco personale, finalmente! L’originalità di Mosca è il trasmettere una scarica emotiva con i colori, laddove la storia non riesce a fare presa sui lettori.

la notte dell'oliva 2

Potrebbe anche essere una questione prettamente anagrafica, attenzione. Il disagio generazionale che Mosca inserisce in questo albo potrebbe essere una linea di demarcazione per il target a cui si rivolge La notte dell’oliva. Inserire, però, un simile esordio in un linea in cui figura un mostro sacro dei comics come Grant Morrison alza notevolmente le aspettative, cosa che potrebbe avere penalizzato Mosca.

Considerato che sempre di esordio stiamo parlando, La notte dell’oliva può essere un punto di partenza per Mosca, una prima esperienza da cui imparare e trovare la forza per darsi più slancio per un secondo lavoro.

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