Akira: rischio whitewashing e “americanizzazione” del live action!

Akira

Akira, l’adattamento live-action del celebre film d’animazione ispirato all’omonimo manga di Katsuhiro Otomo, corre il serio rischio di essere troppo “americanizzato” da Hollywood

L’annuncio dell’adattamento live-action di Akira, il celebre film d’animazione giapponese ispirato all’omonimo manga di Katsuhiro Otomo, ha solleticato non poco la fantasia dei fan dell’opera e le recenti notizie che vedrebbero Taika Waititi, il regista neozelandese che ha firmato la pellicola di Thor: Ragnarok, in trattative per dirigere il film sembrano aver incontrato i favori degli appassionati.

Nonostante il gradimento per colui che sembra destinato a sedersi dietro la macchina da presa, il pericolo che il capolavoro dispotico e cyberpunk di Otomo possa incappare nel pericolo whitewashing e nella solita spavalda americanizzazione tipica di Hollywood sembra, purtroppo, abbastanza concreto, visto che una breve ed essenziale primordiale sinossi del film sposterebbe gli eventi di Akira dall’originale Neo Tokyo alla più occidentale New Manhattan.

Se ciò dovesse effettivamente concretizzarsi, sarà inutile sperare in una pellicola che renda il giusto omaggio all’opera di Otomo, dato che si perderebbero le basi culturali ed i temi unici che fanno riferimento alla tipicità della cultura giapponese.

Quello che Hollywood continua ad ignorare è che, la visione giapponese dei pericoli e delle paure di un futuro post-apocalittico e distopico, nasce in maniera spontanea dalla cultura e dalla storia del Sol Levante, essendo radicata nella memoria di un paese che, unico al mondo, ha sperimentato suo malgrado sulla propria pelle, l’orrore delle bombe atomiche e del fallout nucleare.

L’anarchia, la corruzione del potere e la devastazione fisica e morale di una nazione distrutta dopo un olocausto nucleare, come quelle magistralmente descritte in Akira, rischiano di essere banalizzate dall’abitudine tutta hollywoodiana di realizzare un film per tutti facilmente “accessibile”, come accaduto recentemente con Ghost in the Shell che ha perso, nel suo adattamento cinematografico, tutta l’intangibile spiritualità, la misticità ed il mistero che caratterizzano sia il manga che l’anime originali.

Il pericolo è in agguato anche per Akira, speriamo di sbagliarci!

Fonte: Comicbook

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