Divinity Original Sin 2, il ritorno della Sorgente – Recensione

Divinity Original Sin 2, il ritorno del mondo fantasy dei Larian Studios!

Il programma Early Access di Steam, negli ultimi mesi, sta diventando il banco di prova di molti titoli che crescono verso la propria forma definitiva, sotto le attente cure delle software house e gli occhi famelici dei fiduciosi giocatori che aderiscono a questa particolare formula di sviluppo.

Divinity Original Sin 2 è solo l’ennesimo videogioco che ha goduto dell’Early Access, da cui è uscito la scorsa settimana; con un ottimo risultato, per la cronaca.

I Larian Studios avevano già dimostrato con il precedente capitolo di Divinity di avere ben chiaro come un gioco di ruolo dovesse presentarsi al pubblico. Se l’ambientazione è ormai ampiamente nota ai videogiocatori, il saperla declinare in una nuova forma che attiri ancora la curiosità degli appassionati. Visto l’ottimo lavoro con il primo episodio, non vi nascondo che le alte aspettative che avevo per il seguito, mi hanno spinto ad aderire all’Early Acces immediatamente.

Quello che mi aveva piacevolmente colpito di Divinity Original Sin 2 in fase di sviluppo lo avevo già raccontato durante l’anteprima di qualche tempo fa, ora però posso sbottonarmi maggiormente e dire che Divinity Original Sin 2 è uno dei più divertenti gdr attualmente sul mercato.

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Il tono epico e la grande importanza data alla storia ed al contesto in cui ci muoveremo si nota già dalla presentazione. Realizzata con disegni dalla semplice ma efficace animazione, l’intro è poetica ed evocativa, trasmette subito alcuni degli elementi chiave della trama, creano una predisposizione emotiva nel giocatore. Dettaglio che è centrale nel momento in cui arriveremo al momento cruciale di ogni gdr: la creazione del personaggio.

Sotto questo aspetto, i Larian hanno puntato ad offrire al giocatore una personalizzazione incredibile. Tralasciando le numerose opzioni puramente estetiche, il vero punto di forza è la scelta della nostra classe, ovvero come affronteremo il gioco. Oltre alle classi più note dei gdr, Divinity Original Sin 2 mutua dal suo predecessore ruoli innovativi (come il Battlemage o il nuovo Inquisitor), offrendo la possibilità di calcare il mondo come dei multiclasse. Per venire incontro ai giocatori meno navigati, sono presenti personaggi pre-impostati, che, se non utilizzati, avremo modo di incontrare in gioco come potenziali compagni di party.

Solitamente, selezionata una classe ci vengono fornite delle abilità fisse, a cui ne potremo aggiungere di nuove. Divinity Original Sin 2, invece, ci offre la possibilità di cambiare da una a tutte la skills di partenza, scegliendole da un pool di abilità. Capiterà, quindi, di optare per una skill che avremo preso tra uno o due livelli, in modo da creare un bilanciamento più indicato al nostro stile di gioco. A questa scelta è profondamente legata anche l’assegnazione delle peculiarità del personaggio, quelle abilità passive che danno al nostro alter ego degli attributi che completano il suo approccio al mondo, specialmente in combattimento.

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In Divinity Original Sin 2 sono state introdotte due gradite novità in fase di creazione del personaggio: Memoria e tag sociali.

La Memoria è una caratteristica al pari di forza o costituzione, ed è il parametro che stabilisce quante skill il nostro personaggio può apprendere, e quindi usare in combattimento. Si tratta di una miglioria non indifferente, che rende necessaria una più accurata valutazione di come gestire i punti caratteristica da spendere sul nostro personaggio.

I tag social, invece, sono parte integrante del profondo sistema sociale ordito da Larian Studios per il suo mondo di gioco. Come accaduto nel primo capitolo, i dialoghi rivestono un’importanza non indifferente in Divinity Original Sin 2, ed era necessario strutturare un metodo credibile ed intelligente per sfruttare al meglio questo aspetto. E qui entrano in gioco i tag social. Scegliendoli da una ristretta gamma, possiamo selezionare fino a due tratti, che saranno indicativi di come NPC e compagni di party vedranno il nostro personaggio. Questa percezione sociale si traduce in differenti opzioni di dialogo, che possono aiutare non poco in fase di risoluzione o assegnazione di quest.

L’importanza di tutti questi elementi diventa subito palese durante i primi minuti di gioco, quando iniziamo a prendere possesso dell’ambientazione.

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Ci risvegliamo a bordo di una nave in cui sono confinati individui speciali come noi, detentori di un legame con la Sorgente. Dopo gli eventi visti nella prima avventura nel mondo di Divinity, infatti, la Sorgente viene vista come un pericolo e tutti coloro che ne possono trarre potere vengono relegati a Fort Joy, un’isola ghetto in cui sono tenuti sotto controllo.

Fin dai primi dialoghi la dinamica dei tag entra in gioco, aprendo a nuove opzioni di dialogo che ci consentono di carpire ulteriori informazioni. Si tratta di un dettaglio che attira il giocatore, lo porta a sentirsi parte del gioco e soprattutto lo sprona a fare buon uso delle sue caratteristiche sociali. Bel lavoro, Larian!

Certo, Divinity si fa notare per la grafica curata e spettacolare. Il design di base è mutuato dal precedente capitolo, ma viene reso ancora più pulito e definito, con una ricchezza di dettagli che viene esaltata man mano che zoomiamo. Espressioni sufficientemente suggestive vanno a braccetto con un’illuminazione che esalta il mondo di gioco, con il nostro personaggio che si muove in maniera fluida e realistica.

Ovviamente, non passa molto prima che si debba combattere! Il combattimento è uno dei punti forti di Divinity Original Sin 2. La difficoltà è vincolata al tipo di percorso scelto ad inizio gioco (dall’esplorazione alla tattica più pura), ma in ogni caso i ragazzi dei Larian Studios hanno voluto offrirci un’esperienza elettrizzante!

Il combat sistem di questo titolo è un’evoluzione di Divinity. Partendo da quanto di buono i Larian hanno ideato in precedenza, viene integrata una maggiore interazione con il mondo circostante, spesso necessaria per uscire indenni dai combattimenti più pericolosi. L’utilizzo di abilità combinate tra i diversi personaggi della nostra compagine di avventurieri può dare vita a delle devastanti combo, in grado di mutare radicalmente l’andamento di uno scontro. Ma attenzione, questo vale per i nostri avversari!

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Il sistema a turni diventa quindi una palestra per la nostra abilità tattica, visto che saremo costretti a giocare in modo da valutare ogni opzione, preparandoci anche a reagire all’inatteso (e lo farete spesso!). La necessaria elasticità tattica è un sufficiente motivo per prenderci cura anche dei progressi dei nostri alleati, studiando il loro percorso in modo da ottimizzarne la resa sul campo di battaglia!

Divinity Original Sin 2 punta ad un unico risultato: appassionare il giocatore. E ci riesce proprio perché offre un’esperienza immersiva, in cui siamo attratti in un mondo vivo, popolato di personaggi ben strutturati e resi al meglio anche graficamente. La trama e il mondo di gioco si muovono su un binario rodato, in cui tutti gli elementi sono studiati per ottenere una unicità spesso mancata da software house più blasonate.

Larian Studios ha il grande merito di avere saputo usare al meglio l’occasione dell’Early Access, facendo tesoro delle opinioni della fan base ed avvicinando Divinity Original Sin 2 alle voglie del pubblico. Nonostante un prezzo non certo basso, questo gdr è un acquisto consigliato tanto ai neofiti del genere quanto a chi sceglie per la prima di cimentarsi con un gioco di ruolo in pixel. Steam è pronto ad aprirvi le porte di questo mondo, voi siete pronti per l’avventura?

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