Worlds Adrift, esplorazione ed avventura – Recensione

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Worlds Adrift, un simulatore di esplorazione che riporta l’avventura al centro

Gli open world un po’ mi spaventano. L’incredibile e agognata libertà di esplorare tutto e senza sosta da un lato affascina, ma dall’altro rischia di essere una feature incredibilmente dispersiva (a mio gusto).

Quando mi hanno catapultato su Worlds Adrift di Bossa Studios la prima sensazione è stata il panico: un mondo da esplorare, senza limiti, volando da un’isola all’altra. No, non sono impazzito: volando.

Punto di forza di Worlds Adrift è quello di poter creare una nostra volante, strumento essenziale per poter affrontare la vastità del titolo di Bossa Studios. Il primo passo, in realtà, è la creazione del nostro alter ego, una procedura che si limita alla pura estetica.

Deciso il nostro aspetto veniamo lanciati nel mondo di gioco: visivamente, si tratta di un’esperienza abbastanza particolare. Nella sua semplicità spigolosa, con il tono colorato e vario dell’ambiente che rende tutto affascinate, se paragonato alle grafiche ultra pompate dei titoli più blasonati, Worlds Adrift ovviamente non reggerebbe il paragone, ma la scelta stilistica in questo caso paga, perché è uno degli aspetti più intriganti del titolo.

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Certo, va tenuto presente che siamo ancora in fase di Early Access, quindi al momento il tutto è ancora in evoluzione, ma allo stadio attuale si vede già quale potrebbe essere la potenzialità di Worlds Adrift e soprattutto il suo intento: l’esplorazione.

Il concetto di base è mettere il giocatore in condizione di vagare per una serie di isole volanti, spinto dalla sana curiosità di un esploratore. Volendo, potremmo definire Worlds Adrift un simulatore di esplorazione; al nostro fianco avremo un rampino, utile all’inverosimile per i nostri intenti, e un multi-tool che farebbe crepare d’invida anche MaCGyver.

Due parole in più, questo fantastico multitool se le merita tutte. All’occorrenza questo guanto, indossato sulla mano destra, diventa l’oggetto giusto al momento giusto: tramite la selezione delle sue quattro funzioni, possiamo usarlo come riparatore, raccoglitore di materiali, sollevatore di pesanti oggetti e acquisizione conoscenza (tramite l’analisi).

Le due funzioni più importanti sono analisi dati e raccolta di materie prime. Analizzando il mondo circostante saremo in grado di guadagnare punti conoscenza, che verranno poi investiti in un’apposita schermata, in modo da poter sbloccare nuove competenze per migliorare la nostra nave.

Sempre con il multitool avremo modo di accumulare risorse, indispensabili per costruire la nostra nave volante (operazione possibile in alcune stazioni attrezzate ad hoc).

I primi momenti di gioco sono abbastanza complessi. Scoprire l’utilità del multitool è abbastanza facile, grazie a delle info piuttosto precise anche se rigorosamente in inglese; il primo dettaglio da scoprire è che le risorse sono ovunque intorno a noi! Con il multitool possiamo ottenere legno dagli albi, minerali da alcune pietre, l’importante è eplorare e utilizzare il rampino per arrivare in luoghi che nemmeno immaginavamo di poter raggiungere!

Worlds Adrift vuole premere sul nostro spirito di avventura e ingegno, senza lesinare in azione e spettacolarità. Il rampino diventa il perfetto compagno di viaggio, può renderci dei novelli Spider-Man consentendoci, una volta presa la mano, di esplorare ogni anfratto e caverna delle isole.

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Tornando alla questione nave, il discorso diventa ancora più interessante. Inizialmente i modelli base non sono delle gioie come linea, e soprattutto la dotazione di base non avrà un fascino da vascello di prim’ordine.

Proseguendo con l’esplorazione, e di conseguenza migliorando la nostra conoscenza, potremo sbloccare nuovi progetti per potenziare i nostri scafi: dalle vele ai motori, dal risparmio di carburante alle armi più performanti.

Lo spirito di Worlds Adrift è tutto racchiuso in quelle che, a ben pensarci, è un insieme di poche azioni, ma è il contesto in cui le possiamo fare, la voglia di esplorare un mondo in cui possiamo incontrare altri giocatori e formare gilde, che dona a questo titolo la sua potenza.

Questa sua anima rende Worlds Adrift ideale solo per quei giocatori che si sentono a loro agio con l’esplorazione pura, senza obiettivi da inseguire, gli avventurosi puri che vedono nel viaggio il fascino dell’esperienza.

Al momento Worlds Adrift è in fase di accesso anticipato su Steam (il caro, vecchio Early Access) e, in questa sua fase, dare una valutazione finale del gioco può essere prematuro, visto che da qui alla release definitiva le cose potrebbero cambiare ulteriormente (si spera in meglio!).

Vista la cura con cui in passato titoli in Early Access si sono mostrati cavalli vincenti (uno su tutto, Divinity: Origina Sin 2), mi sento abbastanza fiducioso che anche Worlds Adrift possa alla fine rivelarsi un piccolo gioiello, anche perché il suo attuale prezzo non è certo basso!

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