Nailbiter Volume 3: Sangue nell’acqua – Recensione

La nostra recensione del terzo volume di Nailbiter, intitolato Sangue nell’acqua, ci riporta tra le inquietanti e follia atmosfere di Buckaroo in compagnia dei suoi autoctoni serial killer

Dopo aver fatto la conoscenza di Nailbiter, il fumetto di Joshua Williamson (testi) e Mike Henderson (disegni), pubblicato da Image Comics e disponibile in italia grazie a saldaPress, per merito dell’attenta e “chirurgica” recensione dei primi due volumi che il nostro Leonardo Ferrandino ci aveva regalato qualche tempo addietro, torniamo a rituffarci nelle atmosfere inquietanti, folli (a dir poco) e sconvolgenti di Buckaroo, cittadina dell’Oregon tristemente nota per aver dato i natali a sedici fra i peggiori serial killer della storia.

Chiariamo però una cosa prima di iniziare: Nailbiter va accettato quasi passivamente, senza compromessi e, potrà sembrare strano, senza farsi coinvolgere.

Bisogna essere degli spettatori attenti che seguono le macabre vicende, che si sviluppano come mille rivoli insanguinati, in maniera distaccata ma partecipe, quasi come se osservassimo a volo d’uccello la raccapricciante follia che cova sotto Buckaroo ribollire e guadagnare la superficie avvolgendo tutto e tutti con le sue venefiche esalazioni.

In questo terzo volume, intitolato Sangue nell’acqua, in uscita il 4 agosto, i misteri che avvolgono Buckaroo saranno i protagonisti indiscussi, con i personaggi che ruoteranno attorno a un sadico centellinare di rivelazioni, più o meno importanti, senza che questi perdano il loro ruolo all’interno della storia.

I misteri di Buckaroo vengono a galla o siamo noi a sprofondare?

Se nei primi due volumi Nick Finch e lo sceriffo Crane, per non dimenticare il povero Carroll, avevano cominciato a raschiare la superficie di quell’orripilante crosta di folle sadismo criminale all’interno della quale sembra racchiusa questa cittadina dal non invidiabile primato, adesso i due protagonisti, insieme al serial killer Warren (Nailbiter), si ritrovano impelagati nelle marce viscere di questo luogo avulso dal mondo, patria sì di spietati criminali ma che presenta un corredo di vite, identità e personaggi che con la stranezza e la lucida follia ci convivono quasi piacevolmente.

In una sorta di insana e sconsiderata simbiosi tra Mangiaunghie Warren e lo sceriffo Crane (un passato che li unisce svelato pian piano nel corso della storia), a cui si aggiunge un Nick Finch disposto a tutto pur di scoprire la verità sui Macellai di Buckaroo e vendicare l’orrenda mutilazione subita dal suo amico Carroll, i tre si ritroveranno ad attraversare cimiteri, scendere in bui cunicoli sotterranei che nascondo antiche e minacciose vestigia di civiltà perdute e raccapriccianti covi all’apparenza abbandonati, con l’unico scopo di avvicinarsi sempre più a quelle interiora maligne e pulsanti che, sepolte sotto la città, nutrono Buckaroo con quella perversa e perfida malvagia empietà che sembra aver dato origine a tutto quest’abominio!

Il male è lì nell’ombra che li attende (insieme ad inaspettati nuovi compagni di “viaggio”), nascondendosi dietro agli anfratti più oscuri o semplicemente e subdolamente celandosi dietro gli sguardi e i volti familiari di persone che nessuno teme, di cui nessuno sospetta ma che sono oramai schiave del giogo con cui Buckaroo e i suoi macellai tengono in scacco tutti gli abitanti.

Sprofondiamo nelle mente del serial killer

Nailbiter Volume 3: Sangue nell’acqua è conseguenza e completamento del secondo volume: se nel precedente Mani insanguinate avevamo fatto la conoscenza dei vari personaggi, Nailbiter Volume 3 ci porta ad esplorare l’intera cittadina che fa da cornice a tutta la storia e che con essa si fonde in un macabro e raccapricciante unicum di inquietante follia.

Questa volta la discesa negli inferi della mente dell’assassino non è solo a livello fisico con la scoperta e l’esplorazione dei sotterranei di Buckaroo, ma soprattutto psicologica con il contatto quasi tattile con l’io profondo e nascosto dei protagonisti, in particolar modo quelli dello sceriffo Crane e di Warren, legati da un invisibile ma tenace filo che resta aggrovigliato al loro passato, alla città e al mistero dei serial killer, quasi come se fosse una catena che li tiene vincolati e prigionieri a questo posto e ai suoi segreti.

La storia ha un ritmo che incalza il lettore, che non lo lascia respirare come vorrebbe, che gli spezza il fiato caricandolo di ansie e paure.

Williamson, in Sangue nell’acqua, gioca con noi come il gatto con il topo: ci fa annusare la verità, ce la fa quasi scoprire del tutto salvo, all’ultimo istante, fermarsi e non rivelare nulla di nuovo di ciò che già sapevamo, se non brandelli che si incastrano nel puzzle complessivo ma non nei punti cruciali che noi vorremmo ci fossero più chiari, tenendoci magistralmente ancora con il fiato sospeso.

Escludendo un paio di passaggi che sono un po’ troppo semplificati e frettolosi, specialmente quando uno dei protagonisti sembra volatilizzarsi in un battito di ciglia, l’incalzare sincopato ma godibile della trama ci fa sprofondare nella melma dei misteri ancora lontani dal trovare risposte, in attesa che l’autore ci riveli tutto quanto senza, ovviamente, privarci del gusto del pathos e dell’attesa, come sapientemente sottolineato dal colpo di scena finale.

Le tavole di Mike Henderson continuano a regalarci quel meraviglioso e piacevole tocco desaturato che si sposa benissimo con la serie. I suoi disegni, sempre più particolareggiati anche nelle scene in cui il buio e la penombra creano atmosfere macabre e misteriose, seguono la storia e la velocità della narrazione come se fossero diretta emanazione dei testi di Williamson. È uno stile che ci piace e che, soprattutto, ci fa calare perfettamente nel giusto approccio mentale con questo fumetto.

Lo avevo detto all’inizio e lo ribadisco ora: Nailbiter va accettato così, senza se e senza ma, con la consapevolezza che una volta sfogliate le prime pagine, niente e nessuno ci riporterà indietro sui nostri passi e la sete di scoprire finalmente il mistero dei Macellai di Buckaroo sarà forse simile alla sete di sangue che i serial killer continuano a provare.

Se la storia vi ha incuriosito e volete scoprire l’origine di tutto, i primi due volumi Scorrerà il sangue e Mani insanguinate sono già disponibili al prezzo di 12,67 euro.

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