Martin Mystere NAC: Il pianeta dei robot

Martin Mystere alla prese con robot e nuovi mondi, in un albo in cui non mancheranno rivelazioni ed inganni

Che le Nuove Avventure a Colori di Martin Mystere siano una storia che rompe gli schemi non è certo la prima volta che lo si dice.

La miniserie a colori con protagonisti l’archeologo più famoso del fumetto italiano ha stravolto uno dei canoni più conosciuti di casa Bonelli, ma ha il merito di averlo fatto proprio dove dovrebbe esser più accettato il cambiamento.

Nella sua lunga carriera editoriale, il Detective dell’Impossibile ha mostrato come tutto possa accadere, quindi perché non un nuovo avatar del nostro BVZM?

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Le Nuove Avventure a colori di Martin Mystere, Il pianeta dei robot

Le NAC sono esattamente questo, e con Il pianeta dei robot questa visione viene ulteriormente ribadito. Seguendo la trama di questa miniserie, avevamo lasciato Martin apparentemente tradito dall’amico Sergej Orloff, ma ora lo ritroviamo in compagni dei suoi genitori, che avevamo sempre creduto morti.

Dirvi di più in questo momento sarebbe una vera cattiveria, perché fin dall’inizio di questo albo la trama diventa un viaggio intenso ed affascinante; il ritmo della storia , orchestrata alla perfezione dai Mysteriani, ricorda un concetto di incastri cari ad una certa tipologia di film (quelli alla Inception, per intendersi), un espediente narrativo che rappresenta un rischio.

In un contesto in cui le realtà si sovrappongono il pericolo è confondere il lettore guidandolo in un viaggio in cui la confusione e lo spaesamento possono rovinare la bellezza della storia. Siamo onesti, un minimo di labirintite si percepisce nella catena di rivelazioni finali, con un inganno nell’inganno che sembra essere un filo forzato, ma nella linea complessiva della serie è un’inezia che si perdona facilmente!

Il pianeta dei Robot vede il ritorno di una caratteristica tipica del Martin Mystere classico: lo spiegone, marchio di fabbrica del professor Mystere dal 1982.

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Martin Mystere NAC, Il pianeta dei robot

Inserita nel cuore dell’albo, questa sorta di monologo aiuta a fare un ripasso della macrotrama e dei suoi agganci nei singoli albi in modo discreto, ma capace di creare un crescendo emotivo che incuriosisce il lettore, spingendolo a ragionare e cercare di anticipare le conclusioni del protagonista.

Questa gara con Martin diventa impari in caso di familiarità del personaggio, visto che alcuni piccoli indizi aiutano i più avvezzi al personaggio ad identificare quale losco figuro si agiti nell’ombra. Ammirevole l’idea che decontestualizza tale avversario dandogli una nuova origine e ruolo all’interno di queste NAC, rendendolo credibile e funzionale alla trama dell’episodio.

Con Il pianeta dei robot si chiude un altro degli archi narrativi in cui è suddivisa questa miniserie, con un finale come sempre a sorpresa che conferma come nelle NAC nulla è mai di semplice comprensione, ma ci siano all’opera una serie di trame e sottotrame che fino all’ultimo terranno legati i lettori. Esattamente come in un telefilm, i brevi spazi dedicati agli altri personaggi che fanno parte della cerchia ristretta di Martin (Max, Diana e Arianna) non fanno che aumentare la ricchezza della macrotrama dell’intera serie.

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Martin Mystere NAC, Il mondo dei robot

Ad arricchire questa trama ci pensano i disegni di Francesco Mortarino. All’interno di questa miniserie si è cercato di mantenere un senso di continuità anche nello stile dei disegni, un approccio che se da un lato aiuta il lettore a vedere il tutto come un unico, lungo episodio, dall’altro potrebbe risultare come un appiattimento del talento di un artista. Fortunatamente, ogni disegnatore impegnato in questo progetto ha saputo comunque infondere un proprio tocco con la propria presenza.

Francesco ha il merito di essersi prodigato per dare a questo albo un forte valore attraverso un lavoro accorto sulla parte emotiva, realizzando espressioni facciali sempre intense (come per il Martin bambino).

Personalmente, ho adorato tutti i numerosi richiami alla cultura nerd inseriti nella camera di Martin (da Star Wars a Mazinga, dai Ghostbuster a Matrix), ma anche la splendida vignetta in cui fianco a fianco si vedono Bowie, Montalcini, Eco e Montanelli, o ad una versione aggiornata alla vicenda del celebre monologo finale di Blade Runner.

Spettacolare la presenza metafumettistica di uno stupefatto Alfredo Castelli nel suo ufficio della sede Bonelli, riprodotto in modo maniacale e perfetto!

A partire dal prossimo numero, La caduta di Agarthi, inizia la corsa finale di questa miniserie, tre numeri che promettono di essere intensi e soprattutto svelare nuovi, emozionanti colpi di scena. Per restare aggiornati sul mondo di Martin vi segnalo la pagina di AMys, la community social che da sempre si occupa di tenere alto il mito del nostro Detective dell’Impossibile!

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