Licia Troisi

Intervista a Licia Troisi, la regina italiana del fantasy

Da quando le Cronache del Mondo Emerso ha debuttato sul panorama letterario italiano e internazionale nel 2004, per la sua giovane autrice, Licia Troisi, è stato un crescendo di successi e consensi che hanno portato la scrittrice romana a “dominare” le classifiche di vendita e diventare l’indiscussa Regina del Fantasy.

Classe 1980, laureata in astrofisica con una tesi sulle galassie nane, Licia esordisce con Nihal della terra del vento, primo libro della trilogia fantasy Cronache del Mondo Emerso, a cui fanno seguito La missione di Sennar e Il talismano del potere, secondo e terzo capitolo della saga.

Il successo è fin da subito strepitoso ma non casuale, tanto che la talentuosa autrice ribadisce di trovarsi a suo agio nell’immaginario fantasy con le successive trilogie: Le Guerre del Mondo Emerso (La setta degli assassini, Le due guerriere, Un nuovo regno) e Le Leggende del Mondo Emerso (Il destino di Adhara, Figlia del sangue, Gli ultimi eroi).

Da lì in poi la forza narrativa di Licia Troisi porta allo sbocciare di altri successi come la serie di romanzi La ragazza drago, Pandora, il racconto I dannati di Malva, la quadrilogia I regni di Nashira e altre produzioni (tra cui alcuni libri illustrati sull’universo da lei creato) che l’hanno consacrata come la scrittrice di fantasy più venduta al mondo.

A pochi mesi dall’uscita del suo ultimo romanzo Le lame di Myra, primo volume della trilogia La saga del Dominio, abbiamo avuto la fortuna di poter intervistare Licia e sottoporle alcune domande sulla sua carriera e sul mondo da lei creato.

Ciao Licia, benvenuta su JustNerd e grazie per questa opportunità. Iniziamo subito andando alle origini di questo tuo strepitoso successo: cosa ti ha spinto a scrivere? Ci sono cose o eventi che hanno, in qualche modo, avuto un’influenza sul tuo diventare scrittrice?

Nessun evento particolare. È che sono nata così, credo. La prima storia secondo mia madre l’ho raccontata a due anni e mezzo. Mi è sempre piaciuto inventare cose, e metterle per iscritto quando ho imparato a farlo. È semplicemente un mio modo d’essere, il mondo in cui vivo.

Che emozioni hai provato vedendo per la prima volta un tuo romanzo sullo scaffale di una libreria?

È stata ovviamente un’emozione molto forte. Ero abituata a stare dall’altra parte dello scaffale, mi faceva uno strano effetto, misto piacere e incredulità, essere finita tra gli scrittori. Ancora oggi è per me fonte di orgoglio e gioia trovare un mio libro quando faccio il giro in una libreria. Più raramente mi è capitato di vedere qualcuno che li leggesse, ad esempio sull’autobus o in metro. Quello è davvero il top.

Com’è il fantasy di Licia Troisi? Come desideri, ogni volta, comunicarlo ai tuoi lettori?

Lo dicevo proprio oggi in un post sul mio blog. Voglio appassionare il lettore, dargli storie che non solo lo rapiscano e divertano, ma che riescano a stare con lui a lungo, che facciano parte, almeno per un pezzettino, del suo cammino. Il fantasy, poi, è solo la quinta che mi permette di raccontare al meglio le mie storie, l’ambientazione che più amo e in cui mi sento più a mio agio.

Scrittrice fantasy e astrofisica. Come si riesce a coniugare la razionalità e il rigore della scienza con la visione fantastica ed immaginifica dei tuoi romanzi?

È che non sono realmente cose contrapposte. La scienza è anche creatività, anche se diversa da quella che si usa per scrivere. È creatività riuscire a trovare la legge generale sottesa ai dati. Per contro, anche scrivere non è il regno della creatività pura: una volta che hai avuto l’idea devi interrogarla, farla crescere, svilupparla in una storia dotata di senso. Queste sono tutte cose che si fanno con disciplina e tecnica.

Essere un’esperta conoscitrice dell’universo, ha in qualche modo influito nei tuoi romanzi? Se si, in che modo?

Mi è capitato di prendere spunto da oggetti astrofisici per le mie storie. La maggior parte delle volte nei miei libri ci sono solo riferimenti alla mia seconda passione, ma nel nel caso di Nashira c’è un oggetto astronomico al centro dell’intreccio (un sistema cosiddetto di nova, è quello costituito da Miraval e Cetus), e anche per la saga della Ragazza Drago ho preso spunto da alcuni elementi che derivano dall’astrofisica (per esempio, ci sono i gemelli di Kuma perché Kuma è una stella doppia).

Dopo l’esordio con Cronache del Mondo Emerso, hai scritto diverse saghe fantasy: qual è la tua preferita?

In genere l’ultima. Al momento sono molto presa dalla Saga del Dominio, che mi sembra la cosa migliore da me fatta finora. Però sono molto affezionata anche a Pandora e a La Ragazza Drago.

C’è qualcosa, una situazione, un luogo che ricerchi quando hai bisogno di “stimolare” la tua creatività e la tua immaginazione nel momento di scrivere un nuovo libro?

No. Credo che le idee non vadano stimolate in modo particolare; devono arrivare da sole. Tutte le volte che ho cercato forzosamente un’idea è andata male. Occorre semplicemente vivere, la vita è una fonte inesauribile di spunti. Prima o poi l’idea giusta arriva sempre.

Escludendo il genere fantasy, quali altri generi letterari potresti voler prendere in considerazione per i tuoi futuri romanzi?

Mi piacciono il noir e il thriller. Così su due piedi non mi sembra di avere le doti per scriverne di buoni, ma se dovessi buttarmi su qualcosa di diverso probabilmente proverei con quelli. Poi, certo, c’è la divulgazione, che mi piace tantissimo e in cui mi sono già cimentata.

Attualmente hai dei nuovi progetti in cantiere?

Ho appena finito di scrivere Il terzo libro della saga di Pandora, e sono al lavoro sul secondo del Dominio.  Queste due saghe saranno con me per almeno un altro paio di anni. Poi ho delle cose in ballo, ma sono a livello talmente larvale che non me la sento proprio di parlarne.

Quali consigli ti sentiresti di dare agli aspiranti scrittori italiani?

Di leggere moltissimo e farsi leggere, perché il confronto col pubblico è un momento fondamentale per chiunque voglia fare questo lavoro. Inoltre, di non essere ossessionati dalla pubblicazione: occorre piuttosto concentrarsi sul piacere e il bisogno di raccontare una storia. Tutto il resto viene di conseguenza.

Sappiamo che ti piace molto la musica, il cinema e la lettura. Facciamo un gioco! Tre domande la cui risposta può essere una sola: canzone preferita, film preferito, libro preferito.

Fury dei Muse (ma è una bella lotta, amo moltissimo la musica e ci sono tantissime canzoni che adoro), Il Labirinto del Fauno, il Nome della Rosa.

Domanda da un milione di euro: se dovessi scegliere, chi avrebbe la meglio tra “Licia Troisi, l’autrice di romanzi fantasy” e “Licia Troisi, la scienziata”?

Questa scelta ho già dovuto farla in paio di anni fa, e ha vinto la Licia scrittrice. È venuta prima dell’astrofisico, ed è una cosa che davvero fa parte della mia personalità, senza la quale non potrei stare. L’astrofisica è molto importante, ma posso continuare in qualche modo a coltivarla anche senza più fare ricerca.

Licia, ti ringraziamo per averci concesso questa intervista. Vorresti rivolgere un saluto particolare ai lettori di JustNerd?

Beh, ciao a tutti, stay nerd che a me nella vita è servito e serve ancora tanto ;).

Leggi anche

Dragonero 50, “La vendetta” – Recensione

Dragonero torna in edicola con una storia che mette a dura prova l’animo di Ian Aran…