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Intervista ad Alberto Toso Fei: Orientalia, la Venezia sconosciuta

Incontriamo Alberto Toso Fei, autore assieme a Marco Tagliapietra della graphic novel Orientalia

Oggi avrei voluto scrivere il pezzo che state leggendo sorridendo, ma mi tocca farlo con amarezza, con la consapevolezza che ancora una volta ci siamo lasciati sfuggire un’occasione per dare finalmente al Fumetto il riconoscimento di essere parte della letteratura, privandolo di questo ruolo di puro intrattenimento che da decenni è oramai un segno di scarsa conoscenza del media.

Lo confesso, leggendo Orientalia e sapendo della sua candidatura alla prima fase del Premio Strega ero convinto che la graphic novel di Alberto Toso Fei e Marco Tagliapietra avrebbe infranto questo muro, ma poco fa è arrivata la lista dei dodici promossi, con l’assenza di Orientalia. La mia prima reazione è stato cercare il commento di Alberto Toso Fei su Facebook, una dichiarazione pulita, priva di polemica e signorile, in linea con la persona che mi sono immaginato grazie alla telefonata e allo scambio di email da cui è nata l’intervista che leggerete ora.

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Alberto Toso Fei,sullo sfondo la sua Venezia

Leggendo Orientalia si ha la sensazione di non trovarsi di fronte ad un fumetto qualsiasi, ma ad un’opera molto particolare, diversa. Quello che più sbalordisce è l’approccio con cui i due autori hanno partorito la loro idea, un processo che Alberto Toso Fei descrive molto bene

Nasce perché ci sono le storie che devono essere raccontate. Perchè Venezia è una città che ha bisogno di raccontare la sua memoria per farla tornare a essere identità. Venezia non attraversa un momento facilissimo della sua storia; raccontarne un pezzettino – con onestà e cura – significa presentarla con una immagine un po’ diversa da quella un po’ stantìa di città d’arte solamente turistica. è un luogo che è stato crocevia importante della storia e vi è bisogno di farlo sapere, a chi ci abita e a chi ci viene in visita. Orientalia nasce perché vi sono bellissime storie da raccontare e queste storie sono potenti. E per essere narrate avevano bisogno di immagini

Il sottotitolo di Orientalia è un chiaro richiamo ad una delle opere letterarie più note del mondo arabo, Le mille e una notte. Grazie alla sua struttura narrativa, l’opera di Toso Fei e Tagliapietra si può giustamente fregiare del titolo di Mille e una notte a Venezia, ma quanto è stato complicato gestire questa scelta?

E’ stata forse la parte più difficile dell’opera. Non tanto la ricerca di equilibrio fra realtà e leggenda (Venezia si presta molto a stare sul crinale tra i due confini) quanto la “messa in scena” di ogni storia, che andava legata alla precedente e alla successiva con un filo narrativo credibile che non doveva però far perdere nemmeno un grammo del fascino complessivo. spesso facendo salti di diversi secoli.

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La copertina di Orientalia, la graphic novel di Alberto Toso Fei e Marco Tagliapietra

Oltre alla ricostruzione della parte ‘narrativa’, in Orientalia è fondamentale l’ambientazione, Venezia, città lagunare e che racchiude un tesoro di storie e segreti. Ricostruire questo aspetto della Serenissima era essenziale per dare ancor più corpo al fascino di Orientalia.

Per fortuna su Venezia esistono fonti iconografiche e documentarie anche molto antiche, e per la sua natura straordinaria, quando tu fai un lavoro di ricostruzione filologica, non puoi mai risultare noioso. spesso assistiamo all’invenzione, quando si parla di Venezia nei fumetti: ci si inventano Venezia inesistenti – o stereotipate – per mancanza di tempo, per incapacità di andare a fondo, per sciatteria: eppure anche così il risultato è in genere apprezzabile, grazie appunto all’aura di magia che circonda la serenissima. Preservare questa magia incorrotta raccontando una Venezia reale nei secoli è il massimo servizio che potessimo fare alla città, al lettore e, in fondo, a noi stessi. Certo il lavoro do documentazione – effettuato in buona parte da Marco – è stato immane.

Uno dei protagonisti è Saddo Drisdi, personaggio storico, che in Orientalia ha il ruolo del narratore, di colui che spiega con le sue storie ai giovani personaggi l’origine di tradizioni e folklore veneziano, oltre che diventare una sorta di guida morale per alcuni di loro, che da questa rapida ma fondamentale conoscenza trarranno insegnamenti che li renderanno eroi dimenticati di un’intera nazione. Se consideriamo che Saddo è l’ultimo dei musulmani veneziani, la sua figura diventa essenziale per Orientalia

La scelta di Saddo Drisdi, seppur non obbligata, è stata quasi naturale. Avevo bisogno di un unico narratore, e nulla mi sembrava così irresistibile come l’ultimo turco veneziano che abitò il Fondaco, fino al 1838. questo ha suscitato in me nuovi stimoli (il periodo è molto particolare, Venezia è sottomessa all’Austria-Ungheria) e la storia ne ha certamente beneficiato. Certo, lui ha un compito arduo, perché deve ricondurre al suo scopo – perché nell’incontrare i sette bambini veneziani lui HA un compito da portare a termine – tutta la narrazione; riportare a sé ogni diverso epilogo per spiegare alcune cose ai bimbi. Alla fine lui è soddisfatto: sa di avercela fatta; speriamo che siano ugualmente soddisfatti anche i lettori di “Orientalia”…

In Orientalia era essenziale preservare lo spirito di Venezia, protagonista silenziosa ma sempre presente della storia

Come precisa Alberto Toso Fei ( la sceneggiatura è co-autoriale. nel senso che a partire dalle storie raccolte e scritte da me e dall’impianto dell’intero lavoro, poi con Marco c’è stato uno scambio continuo e proficuo ) Marco Tagliapietra ha dato corpo e visione alla storia di Orientalia, in un modo unico e distintivo. È stato proprio questo suo stile a portare Alberto Toso Fei a voler collaborare con lui, creando una bella squadra, tanto che quando chiedo come sia stato lavorare con Tagliapietra non ha esitazioni nel rispondere

Devo dire più facile di quanto potessi immaginare; Ho scelto di lavorare con lui dopo aver visto un suo lavoro precedente, “La Peste a Venezia” (001 Edizioni), che mi aveva impressionato per il tratto personale e riconoscibile ma soprattutto per le conoscenze che vi sono incluse, su Venezia e la sua storia. Poi, neanche a farlo apposta, io sono di Murano e lui di Burano, due isole ex rivali; era tutto troppo stimolante.

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Marco Tagliapietra, l’autore dei disegni di Orientalia

Alberto nasce come scrittore, che approda al ruolo di sceneggiatore per fumetti proprio con Orientalia. È inevitabile domandargli come si sia trovato in questo cambio di media

Per me è stato tutto nuovo, e in tal senso sono felicissimo dell’esperienza. Vi sono passaggi scritti che vengono resi in una sola vignetta muta; alri che necessitano di più passaggi grafici. ho imparato molto da Marco. Poi, proprio perché l’immagine ti consente cose diverse dalla parola, abbiamo inserito qui e là diversi piani di lettura, immagini e segni che solo a dei profondi conoscitori di Venezia raccontano qualcosa. Un gioco. Che rapporto ho con i fumetti? Ottimo, direi! Sono un lettore abituale di graphic novel, e – come accade a molti – coi fumetti ho imparato a leggere. AI miei tempi ve n’erano tantissimi per bambini: dall’immarcescibile “Topolino” a “Tiramolla”, “Soldino”, “Felix”; poi sono arrivati tutti gli altri. Oggi devo dire che prediligo proprio le graphic novel, senza farmi mancare la lettura di qualche fumetto.

A questo punto avevo chiesto ad Alberto come vivesse la candidatura al Premio Strega. Vi riporto la sua risposta, con il suo comprensibile carico di orgoglio e speranza, che oggi sembra un’ironia, ma che in realtà ha in sé il senso di Orientalia, quel voler esser un punto di partenza per una riflessione più ampia

E’ giunta inaspettata e ha portato con sé un carico di emozioni ugualmente inaspettato. Devo dire con grande sincerità che finora tutte le persone che hanno letto “Orientalia” affermano anche che tra i 27 libri selezionati per lo Strega ci sta proprio bene. Io incasso il complimento e procedo senza farmi illusioni. Ma qualcosa significa: in primo luogo che le storie sono potenti, e andavano raccontate…

La delusione per l’esclusione dalla fase successiva del Premio Strega non è un punto di arresto per Orientalia e i suoi due autori, diventa anzi un nuovo step nella vita di questa stupenda graphic novel. Il fatto stesso che sia stata al centro di un dibattito così acceso e sentito, che ha coinvolto critici e lettori, mettendoli a confronto è la vera vittoria di Orientalia, la dimostrazione stessa di come un semplice fumetto possa mettere così tante persone, con diversi punti di vista, nella posizione di confrontarsi. In questo momento mi sembra di vedere Alberto e Marco che camminano sorridenti sul Ponte di Rialto, accompagnati da un gatto di Saddo

Potete scoprire di più su Orientalia sulla pagina Facebook ufficiale dell’opera, oppure acquistarla direttamente sull’amazzone.

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