Paul Verhoeven gela la sala: “Il reboot fascista di Starship Troopers calzerebbe a pennello con Trump”

Paul Verhoeven spara a zero su Donald Trump, sfruttando l’annuncio dell’uscita del reboot di Starship Troopers

Quando lo Starship Troopers di Paul Verhoeven uscì nel 1997, suscitò grandi polemiche tra i fan del libro (considerato militarista e di destra) che ne denunciarono la snaturatezza dell’idea originale nell’adattamento cinematografico.

L’annuncio dell’arrivo del reboot di Starship Troopers (che pare sarà più fedele al libro del film di Verhoeven) ha dato da pensare al regista, già evidentemente preoccupato per la recente nomina di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti d’America.

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Ecco le sue parole:

La nostra filosofia era molto diversa dal libro di Heinlein. Noi volevamo raccontare una storia doppia: una magnifica avventura con protagonisti quei ragazzi e quelle ragazze che andavano in guerra, ma anche come queste persone, dentro, erano senza saperlo sulla strada del fascismo. Siamo riusciti a fare un film sovversivo e politicamente scorretto perché la Sony cambiava la sua leadership ogni tre o quattro mesi. Nessuno è venuto a vedere cosa stavamo facendo o a esaminare i giornalieri e, ripeto, nessuno aveva il tempo di farlo perché veniva licenziato dopo tre o quattro mesi. Quindi siamo riusciti a finire tutto e a montarlo così com’è proprio perché non siamo stati sorvegliati da nessuno. Ho letto che ora vogliono fare qualcosa che riporti tutto allo spirito del libro. Noi, ovviamente, abbiamo fatto di tutto per allontanarci dallo spirito di quel libro, perché ci sembrava militarista e fascista. Ho idea che oggi tornare allo spirito del libro calzerebbe a pennello con la presidenza Trump.

Stiamo vivendo un periodo molto interessante o, se preferite, molto spaventoso. Certamente si può fare qualcosa, e calandosi direttamente nell’immediato non si mantiene alcuna distanza… c’è bisogno, per un artista, di tenere una certa distanza da un progetto. Dunque, con tutto quello che è successo di recente, ho iniziato a leggere la storia di Hitler e a studiare cosa è successo nel 1933 e nel 1934 in Germania, che può essere una metafora per descrivere cosa sta accadendo.

In sala stampa è calato il gelo dopo le affermazioni di Verhoeven, che ha concluso così la sua intervista:

Credo di aver detto qualcosa di terribile. Ovviamente, oggi, non è la stessa cosa. Chiaramente non accadrà negli Stati Uniti qualcosa come ciò che è successo in Germania nel 33-34.

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Fonte: Collider

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