Le Cronache di Populon: Intervista ai creatori del GDR Fantasy dal cuore Italiano

Era aprile quando la nostra prima uscita per un evento nelle vesti di Justnerd ci ha portati in quel di Modena, per partecipare al Play 2016. Sono state giornate splendide, in cui abbiamo realizzato il nostro primo video cosplay e conosciuto diversi amici. Alcuni di essi ci hanno colpito grazie alle loro idee, ed oggi parliamo di alcuni di loro.

Si tratta di tre ragazzi che hanno realizzato uno promettente progetto, Le Cronache di Populon, un gioco di ruolo ambientato in un vasto mondo abitato da creature fantastiche e ricco di epiche avventure.

Nel periodo successivo alla fiera abbiamo ricontattato quei tre ragazzi e abbiamo svolto una breve intervista. Eccola:

le cronache di populon

Buongiorno ragazzi, grazie per l’intervista. iniziamo con le presentazioni?

Siamo un allegro trio composto da Dario Landi, Mattia Sarti, e Giulio Niccoli. Viviamo tutti in Mugello, una ridente vallata in provincia di Firenze.

Il vostro è senz’altro un lavoro molto ampio, e di cose da dire c’è ne sono davvero molte, potete darci una breve sintesi di cosa siano Le Cronache di Populon?

Partiamo dalle basi: è un gioco di ruolo fantasy. E’ ambientato su Populon, un mondo la cui principale caratteristica è quella di essere un organismo vivente. Questa caratteristica è derivata al mondo dalla sua origine: Populon fu infatti generato dal soffio di un Drago Primordiale, che ne affidò poi il governo ai suoi cinque figli, noti appunto come i Cinque Draghi, che sono le divinità effettivamente venerate su Populon. Ognuno dei Cinque generò alcune razze, che sono poi le razze giocabili presenti nel manuale, la maggior parte delle quali originali, inventate da noi, discendenti da elementi del mondo come animali, neve, raggi lunari o metalli. Fra le razze giocabili vi sono poi anche gli umani, uno dei tratti distintivi del gioco, visto che non sono, come in molte ambientazioni, la razza dominante, ma anzi la più sfortunata, poiché si crede che siano i discendenti del temibile Sesto Drago, di cui un’antica profezia afferma che arriverà a portare la fine del mondo.

razze-populon

Davvero tantissimo lavoro per tre persone. Da quanto lavorate a questo progetto, e come avete iniziato?

Lavoriamo al progetto da oltre sei anni, a partire dal 2010, anche se l’embrione di Populon, sotto forma di un’antica mappa esisteva da ancora più tempo. L’occasione di iniziare a lavorare seriamente al progetto venne poi quando il centro giovani del nostro paese ci chiese di iniziare un gruppo di giochi di ruolo. Decidemmo allora, di cogliere l’occasione di sviluppare un gioco nostro, anzichè far giocare a giochi già esistenti.

Mi è piaciuta davvero molto l’idea del mondo visto come “organismo vivente” e di come vengono percepiti i suoi abitanti, da dove vi è venuta l’idea?

Bella domanda! In realtà per noi è ormai un concetto talmente assodato che facciamo quasi difficoltà a ricordarlo. Di sicuro però ci interessava dare un tono ecologico al mondo, creandolo in modo che ogni azione di un individuo portasse nel breve o nel lungo termine a una risposta del mondo stesso, e lo costringesse perciò a calcolarne le conseguenze. Se poi dovessimo dirti una fonte precisa, citeremmo di sicuro il film del 1982 “Excalibur” di John Boorman, dove il personaggio di Merlino, ripete più volte come la terra stessa sia lo spirito del Drago (non per nulla).

Le Cronache di Populon

“Il Gladio spezzato” è la vostra prima avventura completa e pubblicata, potete spendere qualche parola su di essa?

il gladio spezzatoLa nostra idea scrivendo il manuale era quella di descrivere il mondo nella sua interezza, e di focalizzarci poi su un luogo preciso che ne rappresentasse tutti i conflitti, fungendo quindi da esempio. Questo luogo è la Valle dell’Iskendur, il fiume più lungo di Populon. Al centro di questa valle vi è una città omonima del fiume, Iskendur, ed è qui che è ambientato il Gladio Spezzato. Iskendur è una città sordida, fangosa piena di criminali e tagliagole. Il Gladio Spezzato è ambientato nell’Arena cittadina, e mette i pg a confronto con un altro dei mali che infestano Populon: la non morte (anche questa rielaborata rispetto a quella che di solito si presenta nelle ambientazioni fantasy).

Del libro in sé possiamo invece dire che è un bel volume di circa 50 pagine, con delle fichissime illustrazioni in bianco e nero del nostro Mattia e che, oltre all’avventura, offre un primo scorcio sulle regole e sull’ambientazione

Dario, possiamo dire che tu sei il narratore del gruppo, colui che tesse la trama per le avventure che rendono vivo il progetto, come inizi, e da dove prendi ispirazione?

Ho sempre avuto la passione per le storie, fin da bambino. Da grande poi ho frequentato un master per scrittura e il cinema e la televisone, e questo ha “strutturato” la mia passione per la scrittura, dandomi gli strumenti per mettere ordine in quello che immaginavo. Oltre a questo direi che vado a periodi (non sono per nulla multitasking, insomma). Per un paio d’anni ho consumato film a caterve, poi ho smesso coi film e ho letto fumetti a diritto. Ora ho smesso e sto leggendo romanzi e saggi fra i più disparati. Chissà magari fra un po smetto e ricomincio coi film. Aggiungo infine che in realtà, a parte un paio di autori di cui mi fido ciecamente e di cui ho letto praticamente tutto, consumo pochissimo fantasy.

Una domanda per Giulio: Ti sei unito al gruppo dopo aver visto e provato il lavoro dei tuoi compagni. cosa ti ha appassionato di Populon?

Mi sono unito a Mattia e Dario dopo averli conosciuti nel gruppo di giochi di ruolo d’un progetto comunale di Borgo S. Lorenzo. Sono rimasto colpito dalla semplicità di Populon esso riesce a trasmettere serenità a chi vive “Il soffio del drago”.

Mattia le tue illustrazioni sono davvero fenomenali, e chiaro che ci metti passione da dove prendi ispirazione?

Sono molte le fonti di ispirazione, il bosco limitrofo a casa mia, i vecchi castagni sui quali mi arrampicavo da bambino, l’amore per le leggende irlandesi e nordiche in generale e per le storie di ogni tipo. Rien Poortvliet, Alan Lee, Adrian Smith, Paul Bonner, John Howe, questi alcuni dei nomi dei miei maestri. Insieme a Dario e Giulio abbiamo messo le basi filosofiche di Populon, inventato le razze, caratterizzato i Cinque Draghi ed elaborato il Sesto…Deciso i nomi delle città e giocato intere parti del mondo stesso.

Per un illustratore (e narratore, dato che faccio il master da prima di iniziare a disegnare) la cosa più emozionante è dare vita a immagini che possano esprimere un’idea al meglio, creare un ponte tra la nostra visione e le immagini che produco. Spero attraverso di esse di riuscire a dare un’idea di profondità che troppo spesso manca ai giochi di ruolo odierni. La mia attenzione, quando disegno, come quando invento un personaggio per Populon, è rivolta a dare vita ai personaggi che descrivo, non disegno icone ma individui. Che hanno passioni, paure, dubbi, passato. E cerco di raccontare qualcosa attraverso il disegno. Spero davvero di riuscirci!

Quali sono i vostri prossimi impegni e progetti?

Un po’ di fiere durante l’estate, dimostrazioni in alcuni negozi e poi soprattutto lavorare all’espansione che vorremmo far uscire al prossimo Lucca C&G (il nostro primo Lucca, wuuuuuuuuuooooooo!)

Se qualcuno volesse partecipare all’avventura o collaborare con voi come vi può raggiungere?

Via mail a lecronachedipopulon@gmail.com o su fb semplicemente cercando Le Cronache di Populon. Oltre a questo stiamo lavorando a un sito, che speriamo possa vedere la luce a breve.


Grazie a Mattia, Dario e Giulio per questa breve intervista. Invitiamo chiunque abbia in comune con loro questa passione per i Gdr a contattarli per far crescere Le Cronache di Populon e condividere i loro progetto.

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